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Quarta domenica di Avvento - 2009
 
 
 
n. 876
Avvento
20 dicembre 2009
p. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista
 
 Beata Colei che ha creduto
 
Vengo per fare la tua volontà
 
La Liturgia esclama per la venuta del Salvatore: "Stillate o cieli, dall'alto, la vostra rugiada .. si apra la terra e germogli la salvezza" (Is 45,8).  Dio ci ha dato un Salvatore, Gesù. Nella colletta della messa di oggi chiediamo: "Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, Tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurezione". Celebriamo l'unico mistero di Cristo che celebra la sua manifestazione. Il Mistero Pasquale di Cristo realizza nella sua amorosa "obbedienza" la volontà del Padre, come proclama la lettera agli Ebrei: " Nell'entrare nel mondo egli disse:Eccomi! Io vengo o Dio per fare la tua volontà. E' grazie a questa volontà che siamo santificati" (Eb 10, 5-10). Maria partecipa a questo mistero di obbedienza nel dire: "Si faccia in me secondo la tua parola" (Lc 1,38). Divenendo così piena di Spirito Santo. La Parola viva nel seno di Maria comunica lo Spirito a Elisabetta e fa esultare in lei il piccolo Giovanni.  Maria è l'arca dell'alleanza che possiede la presenza di Dio. Elisabetta , piena di Spirito, proclama la beatitudine della fede che si realizza in Maria: "Beata colei che ha creduto, all'adempimento di ciò che il Signore le ha detto". In Maria è tutta l'umanità che accoglie il Salvatore. In Elisabetta, tutta l'umanità proclama la fede di Maria.  La redenzione arriva a tutto l'Universo attraverso Gesù che ci viene dalla Madre del Signore. Lo Spirito che ha fecondato il seno di Maria e riempito di giubilo Elisabetta e il piccolo che stava nel suo seno, feconda la sua Chiesa nella celebrazione del Natale affinchè essa, fedele come Maria, possa  accoglierlo e manifestarlo.
 
Comunità d'amore
 
Non possiamo contemplare la scena della visita di Maria a Elisabetta come fosse l'incontro di due commari che si aiutano nella gravidanza di un bimbo terreno. La prima carità è portare la grazia della Salvezza. La visita è la celebrazione della effusione dello Spirito  e della beatitudine della fede di Maria, la Figlia di Sion, icona di tutta l'umanità gravida del Figlio di Dio. In Maria si realizza la profezia di Isaia: "Egli sarà chiamato Emmanuele, che vuol dire, Dio con noi" (Is 7,14 e Mt 1,23). Il gesto amoroso di Maria verso sua cugina è una irruzione dello Spirito. Ogni gesto di amore che la comunità dei fedeli realizza, resterà sempre una presenza dello Spirito che continua a dare la certezza che Dio non ci abbandona, come ascoltiamo in Michea (5,2). Siamo invitati  a lasciare che lo Spirito irrompa nella nostra vita, e che diventiamo docili alla Parola divina che porta il Salvatore. Come Maria la Chiesa dice: "Sono la serva del Signore!" (Lc 1,38). In quel momento lo Spirito Santo genera in essa il Figlio di Dio.
 
 
 Natale un mistero di obbedienza
 
L'obbedienza  ha assunto un significato negativo nel corso della storia. L'obbedienza di Gesù che contempliamo nella seconda lettura è l'apertura alla volontà di Dio. Cercare la volontà di Dio è essere obbediente. la volontà di Dio non schiavizza ne intimorisce i progetti umani. Essa promuove l'essere umano,  come ha condotto Gesù alla piena realizzazione del progetto di Dio ed è diventata per noi redenzione e santificazione. Celebrare il Natale è aprirsi e accogliere la manifestazione della efficace misericordia di Dio, come scrive Paolo a Tito (Tt 2,11).  Essa ci insegna ad assumere un modo di vita corrispondente a quello che Cristo ha insegnato nel suo Natale. Per l'obbedienza di Cristo siamo santificati; per la nostra apertura a Dio viviamo di questo mistero.
 
Letture: Michea 5,1-4; Salmo 79; Ebrei 10, 5-10; Luca 1, 39-45
 
 

 
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