Solennità della Madre di Dio

 

 

n. 879
Omelia
Solennità della Madre di Dio
1 gennaio 2010
p. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

Maternità di Maria

 

Lo chiamerete Gesù

 

Nel primo giorno dell'anno, celebriamo la Maternità divina di Maria. Iniziamo l'Anno 2010 sotto lo sguardo della Madre di Dio. Contempliamo la scena dei pastori che visitarono il presepio, il luogo dove era stato posto il Bambinello. "Andarono dunque in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia" (Lc 2,16). Restarono meravigliati. Il Vangelo continua: "Quando furono passati gli otto giorni per circonciderlo, gli fu dato il nome di Gesù, come era stato chiamato dall'Angelo , prima di essere concepito" (v. 21). La circoncisione è il momento in cui un bambino entra a far parte del Popolo di Dio.  E' erede delle promesse. Il suo sangue si unisce al sangue dell'alleanza di Dio con il suo popolo. E' in grado, così, di prestare culto a Dio.  Per Gesù è il momento in cui riceve l'investitura  nel suo ministero di salvatore del popolo, poichè il suo nome indica la salvezza data da Dio come disse l'Angelo: "E lo chiamerai Gesù" (Jesus = Jeshuà-jah) - (Lc 1,31). Questo nome significa : il Signore è la salvezza. "Nato da una donna" (Gl 4,4), scrive Paolo. Perché era necessario che Gesù nascesse da una donna? Nella tradizione del popolo ebreo chi dà l'origine della razza è la madre. Il figlio di una  ebrea è ebreo. Nacque sotto la legge. Dio si è incarnato nella condizione del popolo per riscattare il popolo. Celebrando il Figlio celebriamo la Madre che ce lo ha dato. Maria non ha creato Dio, ma il Figlio che Lei ha generato è Dio, per questo, Lei è Madre di Dio. Se affermiamo che non può essere chiamata Madre di Dio e che Lei è Madre solo della umanità, neghiamo che Gesù sia Dio. Questo è stato condannato nel Concilio di Efeso il 7 giugno 431. L'umanità e la divinità in una sola persona, questa è la nostra fede. La Chiesa non ha dichiarato la Meternità divina, ma la riconosce quando proclama la sua fede in Gesù Cristo, Uomo-Dio.

 Adozione filiale

 In questa celebrazione di inizio d'anno abbiamo un pensiero  che ci anima: Gesù rendendoci frateli e  figli di Dio con il dono dello Spirito, ci mette in relazione filiale con il Padre. Per questo, come Gesù, anche noi possiamo dire a Dio : "Abbà", che vuol dire papino caro. Si crea così un nuovo modo di vivere con il Dio dell'Antico testamento che si vendicava fino alla 4^ generazione (Es 20,5) per vivere invece ora, nell'affetto amoroso del Padre. La fede cristiana si fonda nella rivelazione che Gesù ha dato di suo Padre. Egli ha un amore affettuoso verso suo padre e lo ha dimostrato in tutti i suoi atti. Quando era nel più profondo abbandono, ha saputo abbandonarsi obbediente nelle braccia di questo Padre mettendo in Lui la sua ultima speranza: "Padre nelle tue mani consegno iol mio spirito" (Lc 23,46). Maria dimostra lo stesso affetto quando dice: "io sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola" (Lc 1,38). Accogliendo ciò che Dio gli offriva, diventa la Madre del Figlio di Dio e Madre di tutti i figli di Dio.

Che il Signore ti benedica!

Iniziamo l'anno con la sicurezza della benedizione di Dio. Mosè comanda che i sacerdoti benedicano il popolo, invocando sopra di esso il volto di Dio. Diciamo che il primo giorno dell'anno è il giorno della pace universale. La benedizione di Mosè diceva: il "Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!" (Num 6, 22).  La pace qui invocata è l'insieme di tutti i beni, tanto spirituali come materiali, possibili a una persona. E' la Pace di Dio. In questa benedizione  c'è anche il dono della contemplazione, come faceva Maria, meditanto i fatti nel suo cuore. Gesù è la benedizione del popolo. Amiamo molto Gesù durante quest'anno. Egli è la nostra pace (Ef 2,14).

 

Letture: Numeri 6,22-27; Salmo 66; Galati 4,4-7; Luca 2, 16-21

 

 
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