Festa della Sacra Famiglia
 
 
 

n. 982
Omelia Festa Sacra Famiglia
26.12.2010
p. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

Sacra Famiglia di Gesù, Maria, Giuseppe

Una Famiglia tra noi

 La Sacra famiglia non è solo un modello di virtù, come dice la preghiera della Messa: “o Dio di bontà, che ci hai donato la Sacra Famiglia come esempio, concedici di imitare le sue virtù”. Paolo enumera, nella sua lettera ai Colossesi, queste virtù “familiari”: misericordia, bontà, umiltà, mansuetudine e pazienza per sopportare,  perdonarsi mutuamente, amarsi, ascoltare la parola di Cristo, insegnare, ammonirsi, avere sollecitudine, rispetto, obbedienza (Col 3, 12-21). E’ ciò che scrive anche nella lettera ai Corinti nel capitolo 13 sull’amore. La Famiglia di Nazareth non è solo un modello, ma è un modo di capire Dio e vivere in Cristo. Dio è famiglia, per questo ha iniziato la Redenzione in una famiglia, affinché fosse vissuta nella Chiesa, come famiglia. Giuseppe e Maria sono un modo di vivere in Cristo. Questo ci anima ad avere il nostro modo personale di instaurare questa “familiarità” con Lui. I pastori e i magi lo hanno visto come famiglia. Anche i nemici furono attratti dal Bambino per ucciderlo, dentro la famiglia. Giuseppe e Maria rispondono al progetto di Dio come famiglia e vogliono salvare e difendere la vita del Bambinello. E’ una visione di fede, ed è anche saper rispondere a Dio a partire dalla fede. Il linguaggio biblico parla di un angelo che apparve in sogno. Giuseppe non rispose al sogno, ma assunse degli atteggiamenti concreti come se fossero stati comunicati da Dio, come Abramo che partì senza sapere dove andava (Eb 11,8). Questa è ciò che si chiama: l’obbedienza. Come Mosè che, per fede, rimase saldo come se vedesse l’invisibile (27). Questa è l’audacia della fede. Gesù non solo fugge in Egito, ma fa il cammino dell’esodo, iniziando in se il nuovo popolo. Il mistero di Dio sopporta il peso della condizione umana. La fede per Giuseppe e Maria è obbedienza immediata. Non si perde tempo a rispondere a Dio. La visione di fede delle nostre vite sarà coerente se la viviamo dentro una famiglia. Se viviamo delle difficoltà familiari, dobbiamo ricordare che le difficoltà di Maria e Giuseppe e del bambinello furono le stesse. Se non si risolvono all’interno della famiglia, non credo che si risolveranno altrove.

 

Un comandamento che salva

La festa di questa Famiglia ci da anche una visione sul quarto comandamento, che non è di proibizione, come quando si dice “non uccidere”, ma di proposizione, perché la grazia è sempre una proposta: “Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra…” (Es 20,12). E’ l’unico comandamento che contiene una promessa. Dio chiede anche che si ami la famiglia. Vivere bene la famiglia è un mezzo di salvezza, si riceveranno, così: il perdono dei peccati, le nostre preghiere quotidiane saranno soddisfatte e si avrà una lunga vita. Qui sta la debolezza della nostra preghiera . Non corrisponde al desiderio di Dio. La salvezza si dà dentro la nostra famiglia e dentro la famiglia della Chiesa

Carezze di Dio

E’ un comandamento sociale che le culture più antiche privilegiavano. Aiutare i genitori nella vecchiaia e non causare loro afflizioni è condizione di vita e di santità. Anche se stessero perdendo la lucidità, cercare di essere comprensivi. Non umiliarli. La carità fatta ai genitori non sarà dimenticata, ma servirà per riparare i peccati. Quando arriveremo alla nostra fine, questa carità sarà la nostra santificazione. Come è benevolo Dio verso gli anziani e in particolare con i nostri genitori ! così vivremo in Cristo come Maria e Giuseppe.  Se un giorno la famiglia dovesse scomparire non sapremmo più com’è Dio!

Letture: Ecclesiastico 3,3-7.14-17ª; Salmo 17;
Colossesi 3, 12-21; Vangelo: Matteo 2,13-15.19-23

 

 
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