Festa dell'Epifania
 

la Stella del Natale è Gesù, il Re Messia,
la Luce delle genti     

 

 

 


n. 984
Omelia
Epifania del Signore
6.1.2011
p. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

Apparve la Gloria del Signore

La Luce è per tutti

La celebrazione del Natale, o sarebbe meglio dire: della Manifestazione del Signore, è più ampia della notte della sua nascita. I quattro momenti della Manifestazione  coinvolgono la Nascita a Betlemme, in cui si manifesta nella nostra carne agli umili pastori; nell’Epifania  Gesù è presentato a tutti i popoli nella persona dei Magi; nel Battesimo è mostrato ai giudei; e , nel quarto momento, Giovanni Battista Lo indica ai discepoli che lo seguono. Il mistero della Manifestazione è il grande Mistero Pasquale del Cristo, vissuto a partire  dalla sua Incarnazione. Nell’Epifania, festa principale nell’Oriente Cristiano, si celebra la rivelazione a tutti i popoli. Paolo insegna che le generazioni passate non conobbero questo mistero. Ora è stato rivelato che “i pagani sono ammessi alla stessa eredità, sono membri dello stesso corpo, sono associati alla stessa promessa in Gesù Cristo” (Ef 3,6). Nell’Antico Testamento ci sono profezie sopra questa verità. Dio disse ad Abramo che in lui saranno benedetti tutti i popoli della terra (Gn 12,3). I profeti, in modo particolare Isaia, proclameranno che verranno popoli da lontano per adorare il Signore (Is 60,6). Questa profezia si realizza nella visita dei Magi a Gesù, come scrive anche Matteo.  Non possiamo rimanere solo con le storielle sui  Magi, conoscere  l’origine o il nome, ma dobbiamo andare al senso del Mistero della Manifestazione (Epifania) del Signore. Matteo, scrivendo ai giudei, dice che “ secondo le Scritture” l’apparizione della stella (Num 24,17) è lo stesso Gesù che è il Re Messia (Mic 5,2), al quale si offrono i doni (Is 60, 6: mt 2,11). Gerusalemme simboleggia la Chiesa che presenta Gesù, la Stella, a tutti i popoli.  Gerusalemme è anche lei l’ancella, come Maria, che presenta il Figlio.


Verranno ad adorarti, Signore!

 Matteo, usa un catechismo molto semplice e allo stesso tempo, profondo. E’ un teologo catechista. La sua comunità di giudei convertiti discuteva su quello che si diceva di Gesù come  messia universale.  Per questo Matteo sottolinea: “Conforme alle Scritture”. Matteo ha come riferimento la Risurrezione del Cristo, nella quale Gesù fu costituito Signore che attrae tutti e diventa la Guida  dei popoli. Egli è la luce (la stella), la stessa che brilla nella Risurrezione. Risalta qui la Divinità di Cristo e la sua Umanità, simboleggiata  dai doni che offrono i Magi. L’oro ricorda la regalità; l’incenso mostra la divinità; e la mirra si riferisce all’uomo dei dolori. Cristo è l’Uomo Dio. Egli è il Dio con noi, l’Emanuele. I Magi dicono: “dove stà il Re dei giudei appena nato?” Noi abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). Essi sono testimoni della fede dei popoli, nel Cristo. La loro “gioia grande” (10) è la stessa delle donne al mattino della Risurrezione di Gesù. 

 

                                    L’esperienza del male

Erode è un simbolo molto forte del male che minaccia Gesù. Il Bambino è vittima della sua malvagità. Non esitò  a servirsi della falsità per utilizzare le informazioni dei Saggi d’Oriente, molto esperti. Egli simboleggia il persecutore del popolo in Egitto. Questo male resta ancora vivo nel mondo. Per vincerlo siamo invitati a usare la sapienza dei Magi, espressa oggi anche in molte espressioni popolari della fede. I Magi danno conferma al salmo 71: “ Tutte le nazioni della  terra, ti adoreranno, Signore!”.

 

 Letture: Isaia 60, 1-6; Salmo 71; Ef. 3, 2-3°.5-6;
Vangelo di Matteo 2, 1-12

 

 
 
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