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Omelia nella festa del Natale del Signore Gesù
 
 

Si è manifestata la grazia di Dio, fonte della salvezza

 

Omelia del Natale
25.12.2010
p. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

 

Ci è nato un Bambino

 

Siamo arrivati a Natale, celebrazione importante nella liturgia e nella vita della Chiesa. E’ la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo, che inizia nella sua Incarnazione e nella sua Nascita. Tutta la celebrazione è caratterizzata dalla presenza del mistero celebrato e dalla nostra partecipazione ad esso. Celebrando il Natale, la Nascita del Signore Gesù, impariamo molto su di Lui e veniamo animati a una partecipazione più grande. Non ricordiamo soltanto, ma facciamo memoria. Tutto quello che è la nascita di Gesù, ci viene incontro con la stessa intensità dell’incontro con Dio e della santificazione salvifica. Si è manifestata la grazia di Dio, fonte della salvezza.

 

Il vangelo della messa della notte proclama la Nascita di Cristo e l’apparizione degli angeli. Il testo cerca di mostrare il tempo, il giorno, il luogo e la circostanza della Nascita. E’ stato durante l’imperatore Augusto, che regnò  dal 30 a.C. al 14 d.C.. E’ stato durante il censimento, nella città di Betlemme, città della famiglia di David, dove  Giuseppe e Maria sono andati da Nazareth. Lì, nella città già piena di gente, cercarono di tovare un alloggio,  ma non trovarono altro che un rifugio di animali. Lì, in una mangiatoia, sulla paglia, è venuto alla luce del nostro mondo la Luce del mondo. Apparve la grazia salvatrice, l’abbraccio misericordioso di Dio che ci invita a cambiare e ad andare a Lui. Questo bambinello che nasce è il Dio forte, il principe della pace (Is 9, 2-)

 

Si è rivelato il mistero di Dio ! Conosciamo già il mistero che illumina i nostri cuori.  Anche se diciamo che il Natale è diventato tutto un commercio, anche se la fede oggi non è la cosa più importante, noi portiamo due realtà: il cuore dei pastori e gli occhi della fede: andarono e videro il Verbo Incarnato. Nella grotta ci sono Maria e Giuseppe nel silenzio della fede. Vedere, accogliere e amare. La nostra realtà umana accoglie la presenza di Dio ne sente la gioia. Impariamo a vedere nei piccoli gesti di Dio tutto il suo mistero di Salvezza. Mi pare che , per noi, andare a Betlemme, è il cammino battuto del nostro vivere quotidiano. Non ci sbagliamo nella buona volontà e nell’interesse di accogliere questa bontà di Dio, anche quando vediamo che siamo solamente noi e siamo soli. La contentezza è come un volo d’angeli che cantano nel cielo. Il salmo esclama: si rallegrino i cieli ed esulti la terra (S. 95).


Qual’è il messaggio del Natale per la nostra vita? Continuare ad andare sempre a Betlemme per apprendere a quella scuola come si vive in Dio e con i fratelli. Se Dio, nel suo amore,  ha fatto di tutto per stare con noi, anche noi abbiamo la stessa possibilità di cercare di vivere con Dio e con i fratelli, entrando nel mondo con Gesù, seguiamo anche la Vergine Maria e Giuseppe nel servire il mistero di Dio con la semplicità della nostra vita. Così manifestiamo la grazia di Dio che è fonte della salvezza per tutti.

 (Letture: Isaia 9,1-6; Tito 2, 11-14; Luca 2,1-14)

 
 
 
 
 
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