Omelia 17^ Dom.T.O. -28.7.2013

“non dobbiamo chiedere molte cose a Dio nella preghiera, ma domandare molte volte la stessa cosa”, la preghiera insistente ci mette in un incontro più grande con Dio. Per essa mostriamo la nostra dipendenza da Dio anche nelle cose della vita.

 

n. 1252
Omelia 17^ Dom. T.O.
28.7.2013
pe. Luis Carlos de Oliveira
Redentorista

Padre Nostro

Insegnaci a pregare

Il primo insegnamento di Gesù sulla preghiera è la Sua testimonianza personale: “Gesù stava pregando. Quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli Gli chiese: Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni insegnò ai suoi discepoli” (Lc 11,1). I discepoli non chiedevano una preghiera, ma cosa è pregare. Il “Padre Nostro” non è una formula. Esso è una eredità preziosa testimoniata per mantenere viva la preghiera di Gesù, perché quando preghiamo, noi preghiamo la Sua preghiera. Egli prega in noi, per noi e con noi. Il “Padre Nostro”, nell’esperienza dei Santi Padri (gli scrittori dei primi secoli), contiene tutti gli elementi della preghiera. Esso è la scuola di preghiera che Gesù ha lasciato affinchè apprendessimo e continuassimo in noi la sua relazione con il Padre. Perché Gesù aveva bisogno di pregare? Quando si è nella condizione umana, è necessaria questa relazione con Dio. Gesù gustava di restare solo. Pregava anche secondo la tradizione del popolo, ma come Figlio, manteneva la sua relazione con il Padre. La preghiera del “Padre Nostro” è il modello per ogni preghiera. La parola Padre-Abbà, è il fondamento della preghiera di Gesù, nella sua relazione amorosa con il Padre. È il termine affettuoso del figlio piccolino; Santificato sia il tuo nome: riconosciamo così la grandezza di Dio;Venga il Tuo Regno: chiediamo che il disegno di salvezza si realizzi; Sia fatta la tua volontà: è il centro della vita di Gesù: la volontà del Padre; dacci oggi il nostro pane: pane del corpo, della parola e dell’Eucaristia. È sintesi del nostro quotidiano. La richiesta di perdono è l’accoglienza del dono dello Spirito che ci fu dato nel giorno della Risurrezione per la remissione dei peccati. Partecipiamo della remissione perdonando a coloro che ci hanno offeso; non lasciarci cadere in tentazione: Dio non ci tenta. Il male però ci cerca. Noi dobbiamo fare la nostra parte. Abbiamo lo Spirito, che è il vincitore del male.

 

Dio nella nostra vita

 

La preghiera è necessaria nella nostra vita per la relazione con Dio. Come mi dedico all’essenza della vita? Lo spiritualismo non convince. È necessaria la spiritualità, e cioè, una vita che abbia la presenza di Dio con il quale mi relaziono. Qui si giustifica la preghiera di richiesta. Possiamo chiedere a Dio cose temporali? Un esempio: qualcuno mi ha chiesto una benedizione per un orologio. Non so quale era il senso di questa richiesta. Forse era una tradizione del suo paese, poiché era straniero. La preghiera di richiesta per cose materiali non è sbagliata, perché dimostra che anche in queste cose, desideriamo essere dipendenti da Dio e restare legati a Lui. Ma non sempre Dio ci dà quello che chiediamo, ma molto più di quello che chiediamo, perché egli sa di cosa abbiamo bisogno (Mt 6,8). Gesù dice che dobbiamo pregare con insistenza. Non è necessario dire molte cose, ma la stessa cosa molte volte (Beato Charles de Foucauld). La forza della preghiera sta nella permanente intercessione che Gesù fa per noi (Eb 7,25). Cristo già ha pagato per noi (Col 2,14).

Completare l’opera cominciata

È drammatico passare il tempo senza avere volontà di pregare. È il ritratto di una distruzione interiore. Dio ha iniziato la sua relazione con noi nel crearci e salvarci in Gesù. La preghiera accade nella storia, e poi partecipiamo di essa. Vediamo l’esempio della preghiera in Abramo, impegnato nel risolvere un problema molto concreto, umano. Ha dato l’esempio di insistere come insegna Gesù. Egli “conversa” con Dio. La preghiera di intercessione per gli altri è la più valida, perché è esente da egoismo e personalismo. È caritatevole. La preghiera ha sempre il suo risultato, anche se non è quello che chiediamo. Chiediamo, allora, che  Egli completi in noi l’opera sua, iniziata (S. 137). In ogni Eucarestia preghiamo per tutti.

Letture: Gen. 18,20-32; S. 137; Col. 2, 12-14; Luca 11,1-13





 

 
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