Omelia 33^ Dom.T.O. -17.11.2013



Calma e fede!

 

n. 1284
Omelia 33^ Dom. T.O.
17.11.2013
P. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

Per voi nascerà il sole della giustizia

Non resterà pietra su pietra

 

La liturgia di oggi si approssima già alla fine dell’Anno Liturgico, e troviamo dunque la riflessione sulla fine dei tempi. Quando arriva la fine di un secolo o di un millennio, si ritorna a parlare della fine del mondo. (ciò che neppure Gesù sapeva quando sarà). In quel tempo c’era già questa preoccupazione. Nelle conversazioni con Gesù, i discepoli parlavano della bellezza del tempio, Egli rispose così: “Verranno giorni nei quali non resterà pietra su pietra. Tutto sarà distrutto” (Lc 21,6). Domandarono: “Quando accadrà ciò e quale saranno i segni?”.  I giudei facevano queste domande, poichè i tempi messianici sarebbero dovuti venire con segni grandiosi. Gesù gli rispose con il linguaggio apocalittico che presenta dei simboli e non dona descrizioni. Ogni volta che avvengono catastrofi si pensa già che è arrivata la fine. Guerre, terremoti e altri mali succedono sempre. Ricordiamo i mali delle guerre mondiali, la bomba atomica di Hiroschima, i campi di concentramento, la migrazione di popoli interi che passano da sofferenze ineguagliabili di guerra o di miseria. Ma la fine non è venuta. Gesù ha prevenuto i suoi discepoli e insegnato che non dovevano lasciarsi ingannare da coloro che dicono di venire in suo nome. In secondo luogo ha insegnato a non aver paura e non restare terrorizzati: “non perderete un solo capello della vostra testa” (Lc 21,18). In terzo luogo ha detto che prima che questo avvenga, saranno perseguitati e catturati per causa del Suo nome, per il fatto che sono suoi discepoli. Passeremo per quello che anche Lui ha passato. Ha detto che dobbiamo prendere la croce e seguirLo (Mc 8,34). Il profeta Malachia ha detto che il giorno del Signore verrà a bruciare tutti i mali (Mal 3,19). A noi compete capire che andiamo incontro alla fine, ma non per una distruzione, perchè per coloro che credono in Cristo, non c’è distruzione.

Tutti vi odieranno

Anche oggi, come sempre, esistono persecuzioni dei fedeli in molti paesi mussulmani, regioni induiste e in tanti paesi detti del primo mondo che parlano di libertà, ma opprimono chi ha la fede. Gesù dice che non ci si preoccupi, perchè non perderanno la fede in Dio. Ha avvertito che: “Tutti vi odieranno per causa del mio nome”. L’odio è contro Gesù e per questo raggiunge i suoi seguaci. È il dragone che vuole divorare il figlio della donna. Non potendo distruggere il Figlio, si scaglia contro la donna, che rappresenta la Chiesa (Ap 12, 1-6). Perchè tanto odio contro i seguaci di Gesù? Perchè la fede esige la conversione e il cambiamento di vita. La sua parola distrugge le basi del male: ricchezza, potere, orgoglio. Sono le stesse tentazioni per le quali è passato Gesù e che attraversiamo anche noi. Egli ha vinto e in Lui anche noi le vinceremo.

Attivi nell’attesa

San Paolo dà la regola del vivere bene nella comunità:”chi non vuole lavorare neppure mangi”. Egli diceva così per alcuni, i quali vedendo che la fine era prossima, vivevano disoccupati o “molto impegnati a non fare niente”. Insegna che aspettare significa compiere il dovere e fare il bene: “non siamo vissuti tra di voi nell’ozio ...ma lavorando con impegno e fatica ... per non essere di peso a nessuno” (1 Ts 3, 10-11). La felicità sta nel servire con tutto il cuore (colleta). Chiediamo che l’Eucaristia ci faccia crescere nella carità (dopo-comunione). Ascoltiamo le parole del profeta Malachia: “per voi che temete il mio nome, nascerà il sole della giustizia, portando la salvezza nelle sue mani” (Ml. 3, 20ª). La profezia sulla fine dei tempi non ci impaurisca, ma ci animi: “é rimanendo fermi che salverete le vostre vite” (Lc 21,19). Paolo insegna che quello che “vale è la fede che agisce con la carità” (Gal 5,6).

LETTURE: Ml 3, 19-20; Sal 97; 2 Ts 3, 7-12; Lc 21, 5-19


 
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