Omelia 4^ Quaresima 27.3.2022







Il figliol prodigo bussò alla porta giusta. Non solo alla porta di casa ma alla porta del cuore del Padre. Noi, umanità, sappiamo che il Padre accoglie tutti. Il giovane sapeva dove colpire. Così ogni persona che cerca veramente la riconciliazione! I figli e l’umanità non sono un caso senza speranza!

nº 2160

Omelia 4^ Domenica Quaresima (27.03.22)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Pasqua del cuore

La gioia della Pasqua

La liturgia della 4^ domenica di Quaresima è piena di gioia: “O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina” (colletta). La gioia della celebrazione deriva dal fatto che già vediamo all’orizzonte le prime luci della festa di Pasqua. È una bella immagine dell'alba rispetto alla Pasqua che si avvicina. L'antifona d'ingresso canta così: “Rallegrati Gerusalemme... saziatevi dell'abbondanza della vostra consolazioni”. In questa immagine vediamo la gioia di entrare nella terra promessa. La gioia di mangiare la Pasqua sulla terra che Dio ti ha dato. Non c’è più bisogno del miracolo della manna. In un clima di gioia leggiamo la parabola del figlio perduto accolto dal padre misericordioso. La Pasqua si realizza negli atti della vita. Il ritorno del figlio perduto e l'accoglienza del Padre misericordioso riassumono l'intera storia della salvezza. Dio va incontro all'uomo perduto e gli fa recuperare tutta la grazia perduta. Il ritorno del figlio è un momento di gioia. L'accoglienza che fa il padre, diversa dall'accoglienza del fratello che lo rifiuta, ci fa sentire lo stato d'animo della salvezza. La gioia deve permeare tutti gli aspetti della vita cristiana. Per quanto grave possa essere la condizione dell’uomo “peccatore”, il recupero della grazia della salvezza supera sempre il dramma della malvagità o le sue conseguenze nella vita dei figli di Dio che hanno il diritto di tornare alla casa del padre. Il Padre Celeste accoglie sempre.

Riconciliatevi

Paolo, nella consapevolezza della missione di Cristo di condurre tutti alla salvezza, riconosce quanta vita nuova abbiamo ricevuto mediante la redenzione. Dio ci ha riconciliato con sé e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. La casa è sempre aperta a tutti i figli. Non c'è figlio perso. Ci sono figli che ritornano. Siamo creature nuove, riconciliate. Dio non considerava l'umanità un caso senza speranza. Offre sempre la riconciliazione. Inviando Gesù, Dio non lo manda a condannare, giudicare e accusare: «Dio ha riconciliato a sé il mondo, non imputando, non accusando gli uomini delle loro colpe, e mettendo in noi parole di riconciliazione. Siamo ambasciatori di Cristo. È Dio stesso che esorta attraverso di noi. In nome di Cristo, vi supplichiamo : lasciatevi riconciliare con Dio (2^ Cor 5, 19-20). Non solo ci riconcilia con se, ma anche ci dà il ministero della riconciliazione. Così possiamo continuare la missione di Cristo. Il mistero della redenzione è un dono di riconciliazione. Non c’è nessuna giustificazione per condannare e rifiutare i “peccatori”. Quando esercitiamo la profezia per condannare, siamo contrari al Vangelo. La Chiesa, che nella sua pratica pastorale, esercita un ministero di rifiuto, vuole mettere tutti sullo stesso ritmo.

L’amore che accoglie

La riconciliazione non è un decreto. La parabola del figlio perduto (prodigo) si concentra sempre sulla descrizione della situazione. All’esterno della parabola. Ma altra è la mente di Dio riguardo alla riconciliazione, ciò che procurerà gioie più grandi: Nel peccatore, Dio vede suo Figlio diletto. Leggiamo: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio” (2^ Cor 5,21). Vediamo la grandezza della riconciliazione. Il Figlio Gesù assume la condizione di peccatore. Dio lo fece peccato, come se fosse lui veramente il peccatore. Perciò Gesù la morte la subisce al posto nostro. Paga per noi. E noi abbiamo il vantaggio che saremo risuscitati con Lui. Così viviamo oggi il Mistero Pasquale. Il figlio perduto riceve di nuovo l’affetto totale del Padre. In Dio ci ha amato.

Letture:Gs 5,9ª.10-12; S 33; 2 Cor, 5,17- 21; Lc 13,1-3.1132.







 
© Copyright 2022/2023 - EssereCristiani.com - Tutti i diritti riservati
Realizzazione CMS

Banner