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Identità di Gesù

 

 

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L’identità di Gesù viene professata dai fedeli cattolici, nella conclusione delle preghiere della Liturgia, che  concludono con la frase: “Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo figlio che è Dio…”.  Questa affermazione: Gesù è il Signore è l’essenza del cristianesimo. Non è una novità, e neppure una tradizione sorpassata. E’ una realtà sempre viva nel cristianesimo sin dall’inizio. Abbiamo già parlato in questo sito (confronta  l’angolo: Atto di Fede), della esistenza degli  Inni liturgici, pre-paolini, usati soprattutto nella liturgia della prima comunità cristiana. Tra essi importantissimo è il versetto di Filippesi, 2, 11, che è appunto una formula liturgica già esistente ed in uso nella comunità di Gerusalemme e che Paolo conosce e assume nella sua teologia, tale versetto così recita: “ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”, mette dunque l’accento su questo titolo “Signore”, attribuito da subito a Gesù. Probabilmente è proprio questa frase la prima professione di fede della chiesa nascente, ed è già presente pochissimi anni dopo la Risurrezione di Gesù.

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“La confessione cristologica della prima comunità cristiana è quindi chiara e completa sin dall’inizio e non è affatto frutto della sua tardiva riflessione credente…L’invocazione “Gesù Signore”  esprime l’identità cristiana nel suo nucleo più intimo, è il suo Dna.”

 

Nella teologia paolina questo titolo comprende:

 

-         “Gesù è il Signore, un nome che è al di sopra di ogni altro nome (Fil 2,9);

-    È il Signore dei vivi e dei morti (Rm 14,9);

-    Gesù riceve gli stessi titoli di Dio: beato, sovrano, re, Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità, che abita una luce inaccessibile (1 Tim 6, 15-16);

-    Inoltre Paolo inizia e termina le sue lettere con il richiamo al Signore Gesù Cristo (tra cui: Rm 1,7; 1 Cor1,3; 2 Cor1,2)”

 

 

“I primi cristiani proclamavano apertamente la fede nel Signore Gesù Cristo, il quale ha autorità sulla Chiesa, la fa crescere e conferisce autorità ai suoi pastori; è il Signore che dona la pace, la misericordia, l’intelligenza delle cose… La vita cristiana è sostenuta dall’ancoraggio al Signore Gesù Cristo, alla sua presenza e alla sua opera salvifica. E la parusia, il giorno del Signore, non sarà altro che l’incontro col Signore Gesù, giudice e salvatore…Il titolo “Signore, attribuito a Gesù, indica - dunque – in modo chiaro la sua divinità, che è quindi dato scritturistico fontale (cioè originario , ndr) e non frutto di decisioni conciliari tardive. E’ Gesù il Signore, il Figlio divino del Padre celeste, il Verbo incarnato per la salvezza dell’umanità. E’ Lui la Parola definitiva del Padre, il maestro unico, il rivelatore universale.”

 

 

 

 

Come notizia, possiamo ricordare che il titolo Signore, tradotto in greco con Kyrios, è presente nell’Antico Testamento novemila volte, circa, e nel Nuovo testamento se ne riscontra la presenza in settecentodiciotto passi, prevalentemente  nei testi di Luca e Paolo. In greco questo termine: 'Signore' ha diversi significati. Esso non stà ad indicare semplicemente una formula di cortesia, come dire: Signor presidente, o Signor Bianchi, ma indica la raltà divino-umana (teandrica) di Gesù. Il vocabolo 'Signore' stà ad indicate qualcuno che esercita un’autorità legittima e può disporre di sé e degli altri. Del termine Signore=Kyrios si hanno tre significati:

 

-   uno profano: che indica il padrone, il proprietario di uno schiavo, o un datore di lavoro, o un marito;

-   un secondo uso è riferito propriamente a Dio: il creatore del mondo, dominatore dell’universo e della storia;

-    un terzo uso riferito più propriamente a Gesù Cristo nella sua realtà prima della pasqua e dopo, come Cristo risorto e glorioso, allora questo titolo indica il riconoscimento della sua divinità e signoria, nonché dell’autorità della sua parola

 

 

 

 

La presente riflessione, nonché i brani tra virgolette,“…”, non Biblici, sono tratti  dall’Osservatore Romano, 28.9.2008 – Conferenza Arcivescovo Angelo Amato – Sibari, convegno “Il Volto di Cristo: verità, via, vita”- 26-27 settembre 2008).

 

 
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