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novembre 2017
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pubblicati sulla home page nel 2016



Che il Giubileo della Misericordia porti a tutti la bontĂ  e la tenerezza di Dio! ...
E’ Lui che ci cerca, che ci viene incontro.
Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo le creature più disperate, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre ... (Papa Francesco _ omelia apertura Porta Santa – Vaticano -8.12.2015)



La santità: è fare le piccole cose con un grande amore. La responsabilità
deve situarsi nelle più piccole cose, là dove la nostra libertà puo' veramente produrre tutti i suoi effetti. Spesso è proprio nei dettagli della vita quotidiana dove siamo più negligenti.
Questo è l'equilibrio della vita quotidiana, ma è difficile, è difficile questo eroismo senza gloria, che è l'eroismo delle piccole cose fatte con un grande amore (Maurice Zundel 1959)

Oggi non c'è bisogno di grandi profeti ma di piccoli profeti, che vivano con semplicità, senza chiasso, senza integralismo, il Vangelo nella vita quotidiana. ...(perchè) E' bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle cattedrali, ma anche nel quotidiano. La casa non è solo il luogo dove abitiamo, è porta aperta sull'infinito, perchè Dio ci parla prima di tutto là dove siamo noi stessi, in silenzio e in ascolto.
Casa è il luogo della buona battaglia della fede. Nella ferialità ci è dato di attingere alla meraviglia di Dio. La meraviglia di Dio continua per la bellezza quotidiana delle creature, lo splendore del dimesso, per lo sfarzo misterioso di ciò che è umile e nascosto (padre E. Ronchi-Le case di Maria)


Il
Cuore di Gesù è fornace ardente di amore che vuole incontrare la nostra fede. La fede conosce
in quanto è legata all'amore. La comprensione della fede è quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtĂ .  (Papa Francesco LF n. 26)

   
       













Quindi tornò con loro a Nazaret -
GesĂą lascia il tempio e i dottori e va con
Maria e Giuseppe che sono maestri di vita;
lascia coloro che interpretano i libri e va con
coloro che interpretano il segreto della vita.
Ritorna al luogo, la casa, dove risiede il
magistero  primo, il magistero della famiglia.
piĂą importante ancora di quello del tempio,
più importante di quello della Chiesa. Perchè
è dalla porta di casa che escono i santi o i
peccatori, gli erranti o coloro che saranno luce
per molti (E. Ronchi.Le case di Maria, p.81)









    


  












“Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia,

in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti,

cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). 

(Mess. Giornata mondiale della pace” 1.1.2017)

E ancora il Papa Francesco  ci fa riflettere che:

l’ “Orfanezza spirituale ci fa perdere la memoria di quello che significa essere figli

, essere nipoti, essere genitori, essere nonni, essere amici, essere credenti.

Ci fa perdere la memoria del valore del gioco, del canto, del riso, del riposo,

della gratuità. … Quella orfanezza che viviamo quando si spegne in noi

il senso di appartenenza a una famiglia, a un popolo, a una terra, al nostro Dio"

ma abbiamo una certezza: " che accompagnerĂ  i nostri giorni: siamo un popolo

con una Madre, non siamo orfani. ...Maria ci ha dato il calore materno

...E con la sua maternità ci mostra che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù

dei deboli ma dei forti, ci insegna che non c’è bisogno di maltrattare gli altri

per sentirsi importanti"  (Omelia 1.1.2017)













       

QUARESIMA 2017

Quaresima in francese si dice  CarĂŞme . Ascoltare questo termine quello che resta nell’orecchio è:“aime”, cioè: ama,

  Car-aime= perchĂ© amo.

Il termine francese ci presenta pertanto il tempo di Quaresima nel suo vero significato: tempo per amare, per tornare ad amare, allorquando abbiamo rovinato l’amore!

***

Nel Triduo Pasquale partecipiamo alla mistica dell’azione di Cristo che coinvolge tempo ed eternitĂ . Il fondamento del Mistero Pasquale risiede nell’umiltĂ  di GesĂą, che comincia giĂ  con la sua Incarnazione. La sua vita è stata una vita di umiltĂ , semplicitĂ , distacco, libertĂ  e amore. La superbia, l’altezzositĂ , non fanno parte della vita di GesĂą. Era proprio ciò che non accettava. Seguire l’esempio di GesĂą significa anche “personalizzare” l’azione. Cristo continua in noi la sua umiltĂ . GesĂą continua unito ai suoi discepoli nei loro cuori e nei loro comportamenti. La nostra umiltĂ  è una estenzione della sua. L’umiltĂ , lo svuotamento di se, il distacco, rendono l’uomo piĂą uomo, rendono l’uomo padrone e signore di se stesso. Possedere se stessi è uscire da se stessi. Accogliere gli altri è amare senza possedere. Il cammino dell’Incarnazione è presente in tutta la vita di Cristo fino alla sua morte e sepoltura.  Svuotamento totale, anche della vita umana. Notiamo infatti cone nell’Eucarestia, egli perda la sua caratteristica umana per farsi “materia”, per raggiungere ogni uomo, tutto l’uomo, e anche il creato, che viene così raccolto nell’unica redenzione del Cristo. La materia viene usata da GesĂą sempre come strumento per veicolare guarigione e salvezza (l’acqua, l’olio, la saliva, il fango, il pane, il vino ...)

(in parte cfr. P. Luiz C. De Oliveira)







fine aprile 2017

Orientamenti validi per ogni dialogo

“Proprio nel campo del dialogo, …, siamo sempre chiamati a camminare insieme, nella convinzione che l’avvenire di tutti dipende anche dall’incontro … Tre orientamenti fondamentali, se ben coniugati, possono aiutare il dialogo: il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e la sincerità delle intenzioni.

Il dovere dell’identità, perché non si può imbastire un dialogo vero sull’ambiguità o sul sacrificare il bene per compiacere l’altro;

il coraggio dell’alterità, perché chi è differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti;

la sincerità delle intenzioni, perché il dialogo, in quanto espressione autentica dell’umano, non è una strategia per realizzare secondi fini, ma una via di verità, che merita di essere pazientemente intrapresa per trasformare la competizione in collaborazione.

(Discorso di papa Francesco 28.4.2017 viaggio ap. In Egitto - Conferenza internazionale per la pace)


                      




            maggio 2017 - il valore del tempo

     



"Questo è forse il sacrilegio
piĂą grave della nostra civiltĂ :la distruzione del tempo e,col tempo, dell'amore , della fantasia, della bellezza e dell'arte"
(Don Tonino Bello)
*
"Fermatevi 
e sappiate come io sono Dio"
(Salmo 45,11)

*

Così gli uomini corrono tutti  dietro al tempo, o Signore, passano sulla terra correndo,frettolosi, precipitosi, sovraccarichi, impetuosi, avventati...
e non arrivano mai a tutto, manca loro il tempo, ... Signore, Tu non ti sbagli quando
distribuisci il tempo agli uomini ...
Signore, ho tempo, ho tutto il tempo mio, tutto il tempo che Tu mi dai: gli anni della mia vita, le giornate dei miei anni, le ore delle mie giornate, sono tutti miei. A me spetta riempirli, serenamente, con calma, ma riempirli tutti, fino all'orlo, per offrirTeli, in modo che della loro acqua insipida Tu faccia un vino generoso, come facesti un tempo a Cana, per le nozze umane. Non Ti chiedo, oggi, o Signore, il tempo di fare questo e poi ancora quello; Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente nel tempo che Tu mi dai, quello che Tu vuoi che io faccia (Michel Quoist)










agosto 2017 -  Rientra in te stesso

"Come si arriva a fare la dolce scoperta di Dio in noi ?Il primo passo è : rientrare in se stessi, ritornare al Cuore (in senso Biblico).  L'uomo moderno è diventato
estraneo a se stesso a forza di vagabondare fuori. Non
conosci te stesso e cerchi colui che ti ha creato!
Rientra nel tuo cuore: lì, esamina quel che forse percepisci di Dio, perché lì si trova l'immagine di Dio. Nell'uomo interiore abita la verità.
Tutto questo richiede delle scelte precise.1° l'abitudine al raccoglimento. Viviamo in una civiltà tutta protesa all'esterno. L'uomo invia le sue sonde nello spazio, ma non sa sondare il proprio cuore. Tende all'evasione più che al raccoglimento. Evadere, uscire fuori di se, è diventata una specie di parola d'ordine. L'umanità è malata di chiasso. E invece abbiamo bisogno proprio di momenti di silenzio e di solitudine per calarci (come degli speleologi) in quelle profondità del cuore dove abita la Verità, dove abita Dio. Ha scritto un monaco: Dio ha creato la tua anima, silenziosa. Nel Battesimo, in un silenzio inviolato, la colmò di se stesso. In seguito il mondo vi fece la sua irruzione e fu invasa dal chiacchiericcio che coprì la dolce voce di Dio e in seguito ancora vi regnò il baccano. Fratello mio, ritorna al silenzio battesimale!" - (da: La salita al monte sinai - di R. Cantalamessa- p.45/1994)








                

                                                                                                                                  Fatima 13.10.2017

                                      Ecco la vera Europa, il Popolo di Maria







La grande speranza
- chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita (Ef 2,12). La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio - il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora "sino alla fine", "fino al pieno compimento" (Gv 13,1, e 19,30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente è "vita",comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la vita eterna! - la Vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua pienezza è semplicemente vita. GesĂą che di sè ha detto di essere venuto perchĂ© noi avessimo la vita e in abbondanza (Gv 10,10), ci ha anche spiegato cosa significhi"vita". "Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, GesĂą Cristo" (Gv 17,3). la vita nel senso vero non la si ha in sĂ© da soli e neppure  solo da sĂ©: essa è una relazione. E la vita nella sua totalitĂ  è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita, allora "viviamo"!  (da Benedetto XVI - La Gioia della Fede - p.27)





 
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