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nuovo anno 2017
Quaresima 2017
aprile 2017
maggio 2017
estate 2017 - agosto
ottobre 2017
novembre 2017
Dicembre 2017-gennaio 2018
Marzo-quaresima 2018
Paradigma tecnocratico
Aorile 2018 - Primavera nel cuore
Maggio 2018
La Trinità
giugno 2018
Preghiera dalle cime
settembre 2018
Ottobre 2018- Paolo VI
Tutte le pagine


                        
pubblicati sulla home page nel 2016



Che il Giubileo della Misericordia porti a tutti la bontà e la tenerezza di Dio! ...
E’ Lui che ci cerca, che ci viene incontro.
Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo le creature più disperate, mentre la promessa della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto nella misericordia del Padre ... (Papa Francesco _ omelia apertura Porta Santa – Vaticano -8.12.2015)



La santità: è fare le piccole cose con un grande amore. La responsabilità
deve situarsi nelle più piccole cose, là dove la nostra libertà puo' veramente produrre tutti i suoi effetti. Spesso è proprio nei dettagli della vita quotidiana dove siamo più negligenti.
Questo è l'equilibrio della vita quotidiana, ma è difficile, è difficile questo eroismo senza gloria, che è l'eroismo delle piccole cose fatte con un grande amore (Maurice Zundel 1959)

Oggi non c'è bisogno di grandi profeti ma di piccoli profeti, che vivano con semplicità, senza chiasso, senza integralismo, il Vangelo nella vita quotidiana. ...(perchè) E' bello pensare che Dio ti sfiora non solo nelle liturgie solenni delle cattedrali, ma anche nel quotidiano. La casa non è solo il luogo dove abitiamo, è porta aperta sull'infinito, perchè Dio ci parla prima di tutto là dove siamo noi stessi, in silenzio e in ascolto.
Casa è il luogo della buona battaglia della fede. Nella ferialità ci è dato di attingere alla meraviglia di Dio. La meraviglia di Dio continua per la bellezza quotidiana delle creature, lo splendore del dimesso, per lo sfarzo misterioso di ciò che è umile e nascosto (padre E. Ronchi-Le case di Maria)


Il
Cuore di Gesù è fornace ardente di amore che vuole incontrare la nostra fede. La fede conosce
in quanto è legata all'amore. La comprensione della fede è quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtà.  (Papa Francesco LF n. 26)

   
       













Quindi tornò con loro a Nazaret -
Gesù lascia il tempio e i dottori e va con
Maria e Giuseppe che sono maestri di vita;
lascia coloro che interpretano i libri e va con
coloro che interpretano il segreto della vita.
Ritorna al luogo, la casa, dove risiede il
magistero  primo, il magistero della famiglia.
più importante ancora di quello del tempio,
più importante di quello della Chiesa. Perchè
è dalla porta di casa che escono i santi o i
peccatori, gli erranti o coloro che saranno luce
per molti (E. Ronchi.Le case di Maria, p.81)









    


  












“Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia,

in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti,

cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). 

(Mess. Giornata mondiale della pace” 1.1.2017)

E ancora il Papa Francesco  ci fa riflettere che:

l’ “Orfanezza spirituale ci fa perdere la memoria di quello che significa essere figli

, essere nipoti, essere genitori, essere nonni, essere amici, essere credenti.

Ci fa perdere la memoria del valore del gioco, del canto, del riso, del riposo,

della gratuità. … Quella orfanezza che viviamo quando si spegne in noi

il senso di appartenenza a una famiglia, a un popolo, a una terra, al nostro Dio"

ma abbiamo una certezza: " che accompagnerà i nostri giorni: siamo un popolo

con una Madre, non siamo orfani. ...Maria ci ha dato il calore materno

...E con la sua maternità ci mostra che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù

dei deboli ma dei forti, ci insegna che non c’è bisogno di maltrattare gli altri

per sentirsi importanti"  (Omelia 1.1.2017)













       

QUARESIMA 2017

Quaresima in francese si dice  Carême . Ascoltare questo termine quello che resta nell’orecchio è:“aime”, cioè: ama,

  Car-aime= perché amo.

Il termine francese ci presenta pertanto il tempo di Quaresima nel suo vero significato: tempo per amare, per tornare ad amare, allorquando abbiamo rovinato l’amore!

***

Nel Triduo Pasquale partecipiamo alla mistica dell’azione di Cristo che coinvolge tempo ed eternità. Il fondamento del Mistero Pasquale risiede nell’umiltà di Gesù, che comincia già con la sua Incarnazione. La sua vita è stata una vita di umiltà, semplicità, distacco, libertà e amore. La superbia, l’altezzosità, non fanno parte della vita di Gesù. Era proprio ciò che non accettava. Seguire l’esempio di Gesù significa anche “personalizzare” l’azione. Cristo continua in noi la sua umiltà. Gesù continua unito ai suoi discepoli nei loro cuori e nei loro comportamenti. La nostra umiltà è una estenzione della sua. L’umiltà, lo svuotamento di se, il distacco, rendono l’uomo più uomo, rendono l’uomo padrone e signore di se stesso. Possedere se stessi è uscire da se stessi. Accogliere gli altri è amare senza possedere. Il cammino dell’Incarnazione è presente in tutta la vita di Cristo fino alla sua morte e sepoltura.  Svuotamento totale, anche della vita umana. Notiamo infatti cone nell’Eucarestia, egli perda la sua caratteristica umana per farsi “materia”, per raggiungere ogni uomo, tutto l’uomo, e anche il creato, che viene così raccolto nell’unica redenzione del Cristo. La materia viene usata da Gesù sempre come strumento per veicolare guarigione e salvezza (l’acqua, l’olio, la saliva, il fango, il pane, il vino ...)

(in parte cfr. P. Luiz C. De Oliveira)







fine aprile 2017

Orientamenti validi per ogni dialogo

“Proprio nel campo del dialogo, …, siamo sempre chiamati a camminare insieme, nella convinzione che l’avvenire di tutti dipende anche dall’incontro … Tre orientamenti fondamentali, se ben coniugati, possono aiutare il dialogo: il dovere dell’identità, il coraggio dell’alterità e la sincerità delle intenzioni.

Il dovere dell’identità, perché non si può imbastire un dialogo vero sull’ambiguità o sul sacrificare il bene per compiacere l’altro;

il coraggio dell’alterità, perché chi è differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti;

la sincerità delle intenzioni, perché il dialogo, in quanto espressione autentica dell’umano, non è una strategia per realizzare secondi fini, ma una via di verità, che merita di essere pazientemente intrapresa per trasformare la competizione in collaborazione.

(Discorso di papa Francesco 28.4.2017 viaggio ap. In Egitto - Conferenza internazionale per la pace)


                      




            maggio 2017 - il valore del tempo

     



"Questo è forse il sacrilegio
più grave della nostra civiltà:la distruzione del tempo e,col tempo, dell'amore , della fantasia, della bellezza e dell'arte"
(Don Tonino Bello)
*
"Fermatevi 
e sappiate come io sono Dio"
(Salmo 45,11)

*

Così gli uomini corrono tutti  dietro al tempo, o Signore, passano sulla terra correndo,frettolosi, precipitosi, sovraccarichi, impetuosi, avventati...
e non arrivano mai a tutto, manca loro il tempo, ... Signore, Tu non ti sbagli quando
distribuisci il tempo agli uomini ...
Signore, ho tempo, ho tutto il tempo mio, tutto il tempo che Tu mi dai: gli anni della mia vita, le giornate dei miei anni, le ore delle mie giornate, sono tutti miei. A me spetta riempirli, serenamente, con calma, ma riempirli tutti, fino all'orlo, per offrirTeli, in modo che della loro acqua insipida Tu faccia un vino generoso, come facesti un tempo a Cana, per le nozze umane. Non Ti chiedo, oggi, o Signore, il tempo di fare questo e poi ancora quello; Ti chiedo la grazia di fare coscienziosamente nel tempo che Tu mi dai, quello che Tu vuoi che io faccia (Michel Quoist)










agosto 2017 -  Rientra in te stesso

"Come si arriva a fare la dolce scoperta di Dio in noi ?Il primo passo è : rientrare in se stessi, ritornare al Cuore (in senso Biblico).  L'uomo moderno è diventato
estraneo a se stesso a forza di vagabondare fuori. Non
conosci te stesso e cerchi colui che ti ha creato!
Rientra nel tuo cuore: lì, esamina quel che forse percepisci di Dio, perché lì si trova l'immagine di Dio. Nell'uomo interiore abita la verità.
Tutto questo richiede delle scelte precise.1° l'abitudine al raccoglimento. Viviamo in una civiltà tutta protesa all'esterno. L'uomo invia le sue sonde nello spazio, ma non sa sondare il proprio cuore. Tende all'evasione più che al raccoglimento. Evadere, uscire fuori di se, è diventata una specie di parola d'ordine. L'umanità è malata di chiasso. E invece abbiamo bisogno proprio di momenti di silenzio e di solitudine per calarci (come degli speleologi) in quelle profondità del cuore dove abita la Verità, dove abita Dio. Ha scritto un monaco: Dio ha creato la tua anima, silenziosa. Nel Battesimo, in un silenzio inviolato, la colmò di se stesso. In seguito il mondo vi fece la sua irruzione e fu invasa dal chiacchiericcio che coprì la dolce voce di Dio e in seguito ancora vi regnò il baccano. Fratello mio, ritorna al silenzio battesimale!" - (da: La salita al monte sinai - di R. Cantalamessa- p.45/1994)








                

                                                                                                                                  Fatima 13.10.2017

                                      Ecco la vera Europa, il Popolo di Maria









La grande speranza
- chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita (Ef 2,12). La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio - il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora "sino alla fine", "fino al pieno compimento" (Gv 13,1, e 19,30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente è "vita",comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la vita eterna! - la Vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua pienezza è semplicemente vita. Gesù che di sè ha detto di essere venuto perché noi avessimo la vita e in abbondanza (Gv 10,10), ci ha anche spiegato cosa significhi"vita". "Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo" (Gv 17,3). la vita nel senso vero non la si ha in sé da soli e neppure  solo da sé: essa è una relazione. E la vita nella sua totalità è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita, allora "viviamo"!  (da Benedetto XVI - La Gioia della Fede - p.27)








        

Anche questo tempo dell’anno 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie. Le guerre sono il segno flagrante di questo ... Ma lo sono anche tutte le piccole e grandi offese alla vita, alla verità, alla fraternità... (Papa Francesco 31.12.2017)


L’anno si apre nel nome della Madre di Dio. Madre di Dio è il titolo più importante della Madonna …La parola madre (mater), rimanda anche alla parola materia. Nella sua Madre, il Dio del cielo, il Dio infinito si è fatto piccolo, si è fatto materia, per essere non solo con noi, ma anche come noi. Ecco il miracolo, ecco la novità: l’uomo non è più solo; mai più orfano, è per sempre figlio. L’anno si apre con questa novità. … È la bellezza di saperci figli amati, di sapere che questa nostra infanzia non ci potrà mai essere tolta. È specchiarci nel Dio fragile e bambino in braccio alla Madre e vedere che l’umanità è cara e sacra al Signore. (Papa Francesco 1.1.2018)











L’Alleanza di Dio con gli uomini, fatta attraverso la Persona di Gesù, passa anche dal’umile vita e disponibilità di Giuseppe di Nazareth, il carpentiere Santo, il padre di famiglia Santo, il custode santo!

Egli fu disponibile e   docile strumento nella realizzazione di   quel piano esistente da sempre nel   Cuore di Dio:

fare di Cristo il Cuore  del  mondo!

Marzo mese di San Giuseppe, custode di Gesù e della Sua Chiesa

«Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontà (cf. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura (cf. Ef 2,18; 2 Pt 1,4). [...] La profonda verità [...] su Dio e sulla salvezza degli uomini, per mezzo di questa rivelazione risplende a noi nel Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione». (DV 2)








TECNOCRAZIA -  CULTURA -  EVANGELIZZAZIONE

                                       quale speranza -  per quale futuro    


Il tempo della cultura è caduto siamo nell’era del Paradigma Tecnocratico,

regno del tempo corto. L’ottimismo tecnocratico sta devastando il mondo

la cultura ha bisogno di tempi lunghi!  La Liturgia rispetta il dinamismo della natura - Ha bisogno della vigna,del grano, della cera, e dunque delle api, del vignaiuolo, della clemenza meteorologica, dell’accompagnamento della lode e della meraviglia,

sola distinzione tra uomo e robot. Solo l’uomo è capace di stupore!

… Fuggire a questo paradigma richiede la decisione di rallentare, di ritrovare lo sguardo mistico sul Creato.

Così la nostra umanità o avrà un futuro mistico o non ne avrà affatto

… se il conto è alla rovescia possiamo però continuare a coltivare i campi e a coltivarci















Don Tonino Bello, sepolto ad Alessano, in una “Tomba che non si innalza monumentale verso l’alto, ma è tutta piantata nella terra. Seminato nella sua terra, sembra volerci dire quanto ha amato questo territorio”. E a sua volta ci invita ad amarlo insieme a lui … posto a pochi Km da Santa Maria di Leuca di Finibus terrae, Don Tonino chiama questa terra “terra finestra”  “perché dal sud dell’Italia si spalanca ai tanti sud del mondo … finestra aperta da cui osservare tutte le povertà che incombono sulla storia, … una finestra di speranza”  affinché il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia un arco di guerra ma di pace. Non presenti cannoni puntati ma ponti d’incontro e di speranza.

Don Tonino ci invita a diventare dei fedeli non solo devoti ma veri innamorati del Signore. Ci invita a dare spazio al potere dei segni. Ci invita a essere dei contempl-attivi , cioè della gente che parte dalla contemplazione  per far sfociare il proprio dinamismo verso l’impegno nell’azione, capace di mettere in atto in modo efficace e creativo il frutto della Contemplazione!

*

(Cfr. da Parole di Papa Francesco nella sua visita – 20.4.2018- al cimitero di Alessano  (Le),  sulla tomba del Servo di Dio Don Tonino Bello, vescovo, + 20.4.1993)

*** chissà se qualcuno si renda anche conto delle potenzialità  di questa meravigliosa terra di Puglia, terra di frontiera nel sud d’Italia, protesa verso l’Oriente mediterraneo. Terra Chiave per la fede, la cultura e la storia! ***















MARIA, MADRE DELLA CHIESA  

lUNEDì DOPO  PENTECOSTE






Con un decreto del 3 marzo 2018, Papa Francesco,ha istituito nel Calendario liturgico romano la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa fissandola al lunedì dopo Pentecoste. Nel Decreto si auspica che  questa festa «… possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana”  “ Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti. Tale memoria dovrà quindi apparire in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore”.

Già il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, Paolo VI dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa. La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980).

Si legge nel decreto anche il senso di tale titolo: «La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce. La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato… A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14).








(maggio 2018)






Luce, splendore e grazia della Trinità

“La nostra fede è questa: la Trinità santa e perfetta è quella che è distinta nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e non ha nulla di estraneo o di aggiunto dal di fuori, né risulta costruita  di Creatore e di realtà create, ma è tutta potenza creatrice e forza operativa. Una è la sua natura, identica a se stessa. Uno è il principio attivo e una l’operazione. Infatti, il Padre compie ogni cosa per mezzo del Verbo nello Spirito Santo e, in questo modo, è mantenuta intatta l’unità della santa Trinità. Perciò, nella Chiesa viene annunziato un solo Dio che è al di sopra di ogni cosa, agisce per tutto ed è in tutte le cose (Ef 4,6). È al di sopra di ogni cosa ovviamente come Padre, come principio e origine. Agisce per tutto, certo, per mezzo del Verbo. Infine opera in tutte le cose nello Spirito Santo … Tutte le cose che sono del Padre sono pure del Figlio. Onde quelle cose che sono concesse dal Figlio nello Spirito sono veri doni del Padre. Parimenti quando lo Spirito è in noi, è anche in noi il Verbo del quale lo riceviamo, e nel Verbo vi è anche il Padre, e così si realizza quanto è detto: “Verremo io e il Padre e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23). Dove, infatti, vi è la luce, là vi è anche lo splendore e dove vi è lo splendore, ivi c’è parimenti la sua efficacia e la sua splendida grazia” (sant’Atanasio)

Preghiera alla Trinità:

“Sii benedetto o Padre, che nel tuo infinito amore ci hai donato l’unigenito tuo Figlio, fattosi carne per opera dello Spirito Santo nel seno purissimo della Vergine Maria, e nato a Betlemme …  Egli s’è fatto nostro compagno di viaggio e ha dato nuovo significato alla storia, che è un cammino fatto insieme nel travaglio e nella sofferenza, nella fedeltà e nell’amore, verso quei nuovi cieli e quella nuova terra in cui Tu, vinta la morte, sarai tutto in tutti. Lode e gloria a Te, Trinità Santissima, unico e sommo Dio” (san Giovanni Paolo II)

DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

253 La Trinità è Una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone: « la Trinità consostanziale ». Le Persone divine non si dividono l'unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero: « Il Padre è tutto ciò che è il Figlio, il Figlio tutto ciò che è il Padre, lo Spirito Santo tutto ciò che è il Padre e il Figlio, cioè un unico Dio quanto alla natura ». « Ognuna delle tre Persone è quella realtà, quella natura divina ».

265 Attraverso la grazia del Battesimo « nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19), siamo chiamati ad aver parte alla vita della Beata Trinità, quaggiù nell'oscurità della fede, e, oltre la morte, nella luce eterna. 330

266  La fede cattolica consiste nel venerare un Dio solo nella Trinità, e la Trinità nell'Unità, senza confusione di Persone né separazione della sostanza: altra infatti è la Persona del Padre, altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito Santo; ma unica è la divinità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, uguale la gloria, coeterna la maestà

267 Inseparabili nella loro sostanza, le Persone divine sono inseparabili anche nelle loro operazioni. Ma nell'unica operazione divina ogni Persona manifesta ciò che le è proprio nella Trinità, soprattutto nelle missioni divine dell'incarnazione del Figlio e del dono dello Spirito Santo.









         Liturgia di giugno: mese del Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria- nell’unione tra fede e vita, tra sapere e azione, si compie la vera liturgia : portare nella vita ciò che abbiamo celebrato, e portare alla celebrazione ciò che abbiamo vissuto (celebrare per vivere – vivere per celebrare)

Attribuire il male a Gesù è peccare contro lo Spirito Santo e per questo non c’è perdono! La radice del male non sta in Dio ma nelle scelte dell’uomo! Il diventare come Dio non sta nel mangiare il frutto dell’albero, e cioè nel disobbedire a Dio, ma il frutto dell’albero del Paradiso è la conoscenza di Dio che ci viene tramite Gesù. Egli è il frutto dell’albero della vita, l’albero della verità, l’unico cammino che conduce al Dio del perdono! Alle volte  si vuole esorcizzare una persona posseduta, ma questo è anche facile a fare; ma ciò che sta dentro di noi che provoca a fare il male, questo non ci preoccupiamo mai di esorcizzarlo e buttarlo fuori!  (liturgia 10^ dom. T.O. 10.6.2018)

La devozione al S.C., nel mese di giugno, vuole essere invito a imprimere ad ogni gesto quotidiano il sigillo del cuore, a vivere con Gesù presente nel nostro cuore, ad avere il Paradiso dentro, anche quando camminiamo per le strade. La nostra anima sarà occupata da questa Presenza di Gesù in noi e dal suo amore per i nostri fratelli che sono anche i suoi fratelli. “Questo silenzio interiore in noi è senza dubbio ciò che egli riceve di meglio dalla nostra tanto sprovveduta carità fraterna. È di questa vita di unione a Dio che il mondo ha bisogno per non perire. È questa unione con Dio, che illumina l’intelligenza liberandola dalle trappole dell’errore. La devozione al S.C. aiuta a liberare l’intelligenza fecondandola con la luce della grazia. La nuova rivoluzione che i tempi moderni attendono è la liberazione della intelligenza, la devozione del S.C. ci ricorda che uno dei compiti attuali dell’apostolato sociale è proprio il rinnovamento della cultura. (cfr. J. Maritain)

Già le apparizioni stesse del Sacro Cuore all’origine della cultura moderna (1600 con Cartesio: razionalismo, conseguente illuminismo fino ad arrivare al nostro relativismo) ci avvisano che più pericolose di tutte saranno le “rivoluzioni interiori”, che si verificherano nei secoli a seguire dopo il 1600, fino ai nostri giorni. Perchè queste avranno il potere di “perdere l’uomo interiore”, la sua anima!

Un fondare l’azione sulla preghiera e sull’unione con Dio. Non si tratta di un richiamo alle teorie ne tanto meno alle utopie, ma a realizzazioni esistenziali e storiche, nel cuore dei mezzi offerti dalla grazia, tramite la Chiesa, e nel cuore della grazia stessa che è l’Amore, o meglio il rendere testimonianza all’Amore davanti a Dio attraverso la preghiera e davanti agli uomini attraverso la vita… nascondersi in mezzo a coloro che amiamo, senza altro scopo che di amarli e comprenderli con amore, dividendo la loro vita, la loro povertà, le loro sofferenze e senza la minima intenzione di convertirli … questo sarà a sua volta opera della grazia, nostro compito è la testimonianza con la preghiera e la vita. (cfr. J. Maritain)












Luglio 2018



  Preghiera alla madonna della salute

Ricevi o Maria le nostre pene e trasformale in fiducia,
ricevi la nostra sofferenza e trasformala in offerta,
ricevi le nostre lacrime e trasformale in preghiera,
ricevi le nostre delusioni e trasformale in fede.
ricevi la nostra solitudine e trasformala in contemplazione,
ricevi le nostre attese e trasformale in speranza,
ricevi la nostra morte e ottienici la risurezione.
Amen
(Madonna della Salute - Campolongo - Dolomite Cadorine)








I verbi relativi a Gesù

Il nome di Gesù vuol dire: Dio vicino - Le azioni che ci fanno capire ancora meglio questo significato potrebbero essere le seguenti:

-         Gesù-Dio, aiuta

-         Tocca

-         Raduna

-         Ascolta

-         Sta vicino

-         Consola

-         Contagia (l’amore)

-         Conduce (per mano)

-         Insegna

-         Chiama

-         Prende a cuore

-         Si fa carico

-         Cura

-         assiste

-         Piange

-         Si rallegra

-         Sta insieme

-         Guarda (ci guarda)

-         Riconosce  (ci riconosce)

-         Prega

-         Intercede

-         Presenta (al Padre e alle persone)

-         Celebra

-         Ama (e ci ama!)

-         Perdona

-         Dona la Vita

-         Risorge

-         È presente!



Preghiera di ringraziamento
di Giovanni M.: Vianney, il curato d'Ars

Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio è di amarti fino all'ultimo respiro della mia vita
- ti amo o Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandoti, piuttosto che vivere un solo istante senza amarti
- ti amo, Signore, e l'unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente
- ti amo, mio Dio, e desidero il cielo, soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente
- Mio Dio se la mia lingua non può dire ad ogni istante ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro
- ti amo, mio divino Salvatore, perchè sei stato crocifisso per me, e mi tieni quaggiù crocifisso con te
- Mio Dio fammi la grazia di morire amandoti e sapendo che ti amo.

*Salmo 17 : Ti amo Signore mia forza , Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe in cui trovo riparo, mio scudo e baluardo, mia potente salvezza






"Il Vangelo non va considerato come un miele disteso sulla vita. E' ben altro. ha tutta la dolcezza e la capacità di confortarci: ma il Vangelo è fuoco, il Vangelo è ardimento, è la forza di Dio. E allora: se viene a contatto con noi attraverso le sillabe che ascoltiamo e rileggiamo, è naturale che questo ci sconvolga e quasi colpisca i modi consuetudinari e irriflessi della nostra abituale mentalità. Il Vangelo ci dice cose che sembrano irreali: beati i poveri. la prima è che esso cambia la natura della felicità. questa consiste non nei beni effimeri, ma nel regno di Dio: nella comunicazione vitale con lui.  ... La seconda novità introdotta da Gesù è quella che cambia i modi per raggiungere la felicità. Niente bramosia di ricchezze, niente egoismo, odio, cupidigie. bisogna invece contraddire queste tendenze o passioni, istinti, tentazioni. si deve andare contro corrente, incominciando a rendere degno, paziente e sacro il dolore. E allora? nel rileggere e meditare il discorso delle beatitudini, si comprenderà appieno come esso sia il codice della vita cristiana; il principio per dimostrarsi autentici, veramente fedeli, effettivi seguaci di Cristo"
(Omelia 27.2.1966).





 
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