Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 2^ Domenica Avvento -10.12.2017
Omelia 2^ Domenica Avvento -10.12.2017



Giovanni prepara il cuore del popolo alla venuta del Messia. L’attesa di questa venuta significa:conversione. L’Avvento è tempo per ascoltare quello che il Signore ha da dire.

nº 1708

Omelia 2^ Dom. Avvento

(10.12.17)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Preparate il cammino

Dio visita il suo popolo.

L’Avvento ci presenta la magnifica figura di Giovanni Battista, il precursore. Egli venne davanti a Gesù per prepararne il cammino e presentarLo. Venne per preparare al Signore un popolo perfetto (Lc 1,17). Egli ebbe coscenza della sua missione. L’evangelista Marco coglie la dimensione di questa missione: è un profeta inviato da Dio. Gesù lo chiama il maggiore tra i nati da donna, più che un profeta (Mt 11,11). Venne per annunciare la presenza del Messia promesso. Prepara il cammino di Dio per venire nel mondo nella persona di suo Figlio Gesù. In questo senso si intende che Giovanni è la realizzazione della profezia di Isaia. Questo grande profeta annuncia la venuta di Dio per la liberazione del popolo. Dio  viene glorioso per riportare gli esiliati in patria. Dio è il pastore che conduce questo popolo, non per un deserto inospitale pieno di serpenti, come fu la peregrinazione del popolo ebreo in Egitto, ma in un cammino verdeggiante e ombroso. Come pastore lo conduce con affetto. Giovanni non predica un cammino attraverso il deserto che fiorisce, ma un cammino aperto nei cuori per l’arrivo del Messia. Giovanni predicava la conversione dai peccati. Questa conversione era accompagnata dal rito esteriore di un bagno rituale. Non si tratta del nostro battesimo, perché era per la conversione e la penitenza. Il suo battesimo era simbolo di quello che doveva venire dopo, fatto nello Spirito Santo. Gesù anche andò a ricevere questo Battesimo. Dopo però il Padre  “Lo Battezza nello Spirito” presentandoLo come il Figlio amato. Giovanni è importante perchè ci fa intravedere la venuta del Cristo. Lui non è il Messia. È l’ultima profezia sull’Inviato di Dio.

Nuovi cieli e terra nuova

Pietro nella sua lettera scrive della seconda venuta di Cristo con parole e immagini forti che richiamano una visione apocalittica. Non si tratta di minaccia ma di appello alla conversione. Oggi c’è molto annuncio della fine del mondo ma poco desiderio di conversione così che la fine venga per noi come incontro con Dio. Avverte “Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia” (1 Pt 3,14). L’attesa non è una seccatura. Quando aspettiamo qualcosa di importante,  non siamo sereni nel fare altre cose.  Soltanto aspettiamo. Aspettare è preparare il cammino per far arrivare Dio.  Nella preghiera della messa chiediamo che: “nessuna attività terrena ci impedisca di correre all’incontro del Figlio che viene”. Questo è conforme alla conversione richiesta da Giovanni Battista: “Preparate le vie del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Non ci si siede a fare un sonnellino come le dieci vergini. È attesa fruttuosa nella carità. Il mondo sarà buono non solo nel futuro lontano in un improbabile paradiso, ma per noi ora. È qui che si fa la nuova terra. Il nuovo cielo sarà dopo.

Il Signore parlerà

Il tempo di Avvento è orientato all’ascolto del Signore che parlerà. È la  pace che annuncerà ... la verità e l’amore si incontreranno, la giustizia e la pace si abbracceranno” (S. 84). Questo tempo è per l’ascolto. Questa è l’attitudine fondamentale del cattolico. Non parlare molto, ma dare tempo al Signore di parlare. La seconda venuta ci invita a contemplare l’orizzonte del mondo. La prima venuta  insegna il comportamento di Maria e Giuseppe: contemplare il mistero presente e renderlo vivo nel nostro cuore. Luca rivela questa attitudine di Maria davanti alla visita dei pastori: “Maria da parte sua, conservava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19). Anche vivendo in un mondo avverso a Gesù che nasce, noi desideriamo stare li come Giuseppe e Maria, qualche curioso e gli animali. Accogliamo la sua venuta tra noi.

 

Letture: Is. 40,1-5.9-11; S.84; 2Pt. 3,8-14; Mc. 1,1-8





 
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