Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 3^ Domenica Avvento - 17.12.2017
Omelia 3^ Domenica Avvento - 17.12.2017

L’Avvento coltiva la gioia della venuta del Signore. Lo Spirito ci riveste con le vesti della salvezza che sono i comportamenti di Gesù. E la nostra missione è quella di spianare i cammini come ha fatto Giovanni Battista

nº 1710

Omelia 3^Domenica Avvento (17.12.17)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Voce che grida nel deserto

Rallegratevi!

La terza domenica d’Avvento ricorda la gioia delle prime luci che annunciano l’arrivo del Signore vicino (Antifonda di entrata). Questa gioia è contagiosa. Maria si rallegra in Dio per il misericordioso messaggio dell’Incarnazione. Il mondo si rallegra poiché lo Spirito domina l’Universo e realizza la rinnovazione profonda rivestendoci delle vesti della Salvezza (Is 61,10). Mutano le condizioni dei sofferenti. Questo è il progetto di Dio che Gesù viene a realizzare e ci lascia per completarlo. L’universo si rinnova per la venuta di Dio nella persona del suo diletto Figlio. È la proclamazione del grande giubileo dove tutte le cose ritornano alla loro bellezza, grandezza e forza originale. Diciamo che il mondo sta male. Dio non lo vede così, poiché il Figlio ha realizzato la redenzione affinché tutto arrivi a pienezza. Noi vediamo con gli occhi dell’umana fragilità, Dio vede con gli occhi dell’amore eterno. Dio non sbaglia nei suoi progetti. La voce che grida nel deserto lo trasforma in un florido giardino. Giovanni testimonia la presenza di Colui che stà già in mezzo a noi (Gv 1,26) e stimola a preparare i cammini. Questa parola così forte di Giovanni porta una gioia. Non si aspetta più, essa è già arrivata. Vivere l’Avvento è rivivere questa gioia dell’arrivo di Gesù per portarci al Padre e fare memoria della sua venuta nel Tempo d Natale. La spiritualità di questo tempo ci stimola ad avere sete della salvezza e a cercare il Signore nel suo mistero del Natale. Giovanni è stato testimone della luce. È l’invito anche per noi di imparare a testimoniare la Luce.

Lo Spirito del Signore è su di me

Il profeta Isaia (61, 1-11), descrive la missione del Messia annunciato da Giovanni. L’immagine annunciata di Gesù ci mostra il suo volto, perché ha il volto di ogni uomo e di ogni donna. La descrizione è ciò che lo Spirito Santo realizza in Lui: “Lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha  consacrato con l’unzione, mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, la fasciare le poaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Is 11,2ª). Queste qualità del messia sono la sua veste di salvezza. Con essa lo Spirito riveste tutti coloro che Lo accolgono. È la salvezza integrale per tutti, in modo particolare per i sofferenti. Una missione è spirituale solo quando sarà capace di trasformare le realtà  che mancano all’immagine di Dio in ogni persona. Tutti coloro che attendono la venuta del Signore saranno identificati dal marchio del Signore (Ap 7,3). Questo marchio non è un tratto, una lettera, una croce, ma è il distintivo di Gesù Cristo marcato dallo Spirito: missione di dare ai poveri il lieto annuncio. Dio prenderà cure di te. La fede cristiana non è un pugno di regole e dogmi, ma è rivestirsi con le vesti della salvezza come Gesù era rivestito del ministero che poi ha passato a noi.

Gioia della salvezza

Il testo continua: “gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio” (Is 61,10). Questa è l’unzione con l’olio della gioia (Eb 1,9). La gioia della salvezza riveste questo tempo di Natale che ha perso molto a causa del commercio e dell’idolatria del divertimento. Invece il Natale c’è solo se è come quello di Betlemme. Un Bambino in una mangiatoia, che attrae a Se tutti coloro  che hanno il cuore purificato dai mali del mondo. Misconosciuto, Egli si è fatto nostro salvatore. Per questo chiediamo la possibilità di arrivare alla gioia della salvezza e continuare la missione di Giovanni Battista che appianava i cammini per l’arrivo del Salvatore. Appianare i cammini vuol dire trasformare il nostro mondo seguendo il cammino che Gesù ha fatto per incarnarsi.

Lettures: Is.61,1-2ª.10-11; Cantico: Lc 46ss; 1 Tess. 5,6-24;Gv. 1,6-8.19-28



 
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