Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia Epifania del Signore - 6.1.2018
Omelia Epifania del Signore - 6.1.2018




A Betlemme incontrando il Bambinello, i Magi trovarono la luce, la luce vera. Ora non avevano più bisogno della stella, potevano orientarsi da soli per un cammino nuovo. Ora era il Bambino che guidava la stella. Essi sono il modello di coloro che cercano Dio con cuore sincero e sanno fare anche lunghi cammini di riflessione per la ricerca della Verità affinchè il mondo sia migliore

nº 1716

Omelia Epifania del Signore (07.01.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

I Magi venuti dall’Oriente

Il Signore si è manifestato

Celebriamo la Manifestazione del Signore, cioè l’Epifania.  Tale Manifestazione non si limita al giorno della nascita di Gesù, ma comprende altre celebrazioni che hanno lo stesso fine ma con aspetti differenti. Abbiamo la Nascita nella quale Gesù è manifestato ai pastori, abbiamo la Visita dei magi. Gesù è presentato a tutti i popoli. Nel Battesimo è manifestato ai giudei, e all’inizio della predicazione,  Gesù è presentato ai discepoli. . oggi, celebrando l’Epifania abbiamo la Parola di Dio come profezia e realizzazione. Il profeta vede i popoli venuti a Gerusalemme in cerca di Dio. Il Vangelo narra questa scena tanto differente di una carovana di uomini importanti, studiosi. Non erano re, e neppure erano 3. Non sappiamo da dove venivano. Mistero. Desideravano vedere il re che era appena nato, poi videro la stella. Abbiamo la storia dell’incontro con Erode che promette di andare ad adorare il Bambino.  Abbiamo l’incontro con Maria, Giuseppe e il Bambino. E se ne andarono. Chi erano questi uomini? Sono il Vangelo vivo dell’annuncio della salvezza destinata a tutti i popoli. Ritornarono per un altro cammino. C’è a Colonia, in Germania, un magnifico reliquiario con le ossa di tre persone, un giovane, un adulto e uno un po’ più vecchio. I racconti dicevano che ritornarono ai loro paesi e quando morirono sono stati riuniti  in uno stesso luogo in India. Sant’Elena aveva riportate le loro reliquie a Costantinopoli. Dopo vengono portate a Milano e da lì a Colonia come un dono dell’imperatore a un vescovo. La storia è bella ma quanto alla sua verità resta il bisogno di prove maggiori.

Luce per tutti i ppoli

Il profeta Isaia (60, 1-6) trasmette una profezia sul futuro di Gerusalemme attraverso l’immagine della luce. Le tenebre sono vinte dalla luce. “I popoli  camminano alla tua luce e i re al chiaro della tua aurora” (Is 60,3). Il ritorno degli esiliati è motivo di grande gioia. Ritornarono in grandi carovane portando come doni oro, incenso e mirra, come vediamo nei doni offerti dai magi al Bambino Gesù. Più che un fatto è un insegnamento profondo sulla redenzione. Gesù venne per tutti. Non soltanto per un popolo o una razza. Tutti d’ora in poi sono della stirpe di Gesù, figli dello stesso Padre. È la rivelazione di un mistero occulto che ora è rivelato dallo Spirito: “I pagani sono ammessi alla stessa eredità, sono membri dello stesso corpo, sono associati alla stessa promessa in Gesù Cristo per mezzo del Vangelo” (Is 60, 5-6). Questo provoca la Chiesa a non creare intorno a se una casta di gente scelta e privilegiare certe culture a detrimento delle altre.

Tornarono per un altro cammino

La visita dei Magi al Bambino di Betlemme non fu senza tensioni. Come tutti gli scenziati, sono semplici e credono nella bontà altrui.  Ma sono esperti. Essi seguivano la stella. Ora  prendono un altro cammino, guidati dalla vera stella, quella che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (Gv 1,9). Prendere un altro cammino non è solo non fare il gioco di Erode, ma quello del Bambino. Quando arrivarono cercarono il re per infornarsi.  Dopo aver incontrato il Bambino, sono guidadi dalla luce della sua semplicità e umiltà. Si aprono cammini nuovi. Non sappiamo chi erano ma sono una testimonianza chiara che credere in Gesù non diminuisce l’uomo, come sono abituati a vedere alcuni nostri intellettuali. Al contrario, arricchisce molto,  e dona vita e conoscenza  maggiori.

 

Letture: Is. 60,1-6; Salmo 71; Ef. 3,2-3ª.5-6;Matteo 2,1-12





 
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