Omelia 2^ dom. T.O. - 14.1.2018




Continua la dinamica della manifestazione del Signore. Egli è l’Agnello di Dio venuto per fare la volontà del Padre. La pesca di Gesù si fa all’asciutto, lo strumento è il dialogo. Portare altri a fare l’esperienza di Gesù come i discepoli che gli chiesero: Maestro dove abiti?. Spetta a noi discernere le molte chiamate che Dio ci fa, come Samuele rispondiamo: Parla Signore che il tuo servo ti ascolta

nº 1718

Omelia 2^ Domenica T.O. (14.01.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Ecco l’Agnello di Dio

Vieni e vedi

Chiuso il periodo natalizio con la celebrazione del Battesimo di Gesù, abbiamo ancora la sua Manifestazione ai discepoli. La seconda domenica del T.O. ci porta i testi del miracolo di Cana e della presentazione che Giovanni Battista fa di Gesù ai discepoli. Giovanni Lo indica come l’Agnello di Dio. Questa domenica unisce l’Infanzia del Signore al suo ministero. È notevole il modo come avviene questo. Si parte da una esperienza di Gesù a Cana: “Gesù manifestò la sua gloria e i discepoli cedettero in Lui” (Gv 2,11). Giovanni ha mostrato Gesù ai suoi discepoli dicendo: “Ecco l’Agnello di Dio” (Gv 1,36). L’espressione “Agnello di Dio” era già familiare nell’Antico Testamento. Il “Servo di Javè” si identifica con l’agnello portato al macello (Ger 11,19). La liberazione del popolo dall’Egitto è celebrata con un agnello immolato e mangiato a Pasqua come segno di liberazione appunto (Es 12,5). Il sangue dell’agnello ha salvato i primogeniti ebrei. Il Nuovo Testamento vede in Gesù questo agnello il cui sangue, libera (Ap 12,11). Quando Paolo dice: “Cristo nostra Pasqua è stato immolato” (1 Cor 5,7), sintetizza tutti questi insegnamenti. Gesù non inaugura il suo ministero con un insegnamento ma con un contatto personale. Alla domanda dei 2 discepoli “Dove abiti?” Gesù risponde: “Venite e vedete”. Ed essi passarono con Lui quel giorno. Ma erano già le 4 del pomeriggio, e questo significa che già era l’inizio del giorno seguente. Ecco che l’esperienza del dialogo è stata lunga. Dopo questa vanno da Pietro e gli raccontano il fatto e lo portano da Gesù che lo accoglie e gli da una missione cambiandogli il nome: “Tu sei Simone, figlio di Giovanni, ora sarai chiamato Cefa (Pietro – pietra).

Ecco io vengo

Samuele anche è stato chiamato e ha dato la sua risposta positiva: “Parla il tuo servo ti ascolta”. Il salmo 39 ci fa comprendere il senso della risposta di Samuele, dei discepoli  e di Cristo stesso. Il sacrificio di Cristo non consiste in vittime sacrificali, ma nel sacrificio della volontà. L’impegno della vita compreso nella chiamata ricevuta costituisce la base della missione e della morte del Cristo. Egli dice nell’orto: “Allontana da me questo calice, ma non si faccia secondo la mia volontà ma secondo la tua” (Mc 36, 14,36). La lettera agli Ebrei conferma: “è grazie a questa volontà che siamo stati santificati dall’offerta del corpo di Gesù Cristo, realizzata una volta per tutte” (Eb 10,10). L’Agnello presentato da Giovanni sarà l’Agnello sacrificato nella sua passione e nella sua croce. Tutto è cominciato in modo tanto semplice.  Dobbiamo uscire dall’idea di un Regno di Dio grandioso che soffoca l’universo. Gesù ha detto che questo Regno è come il seme.. tutto semplice e piccolo con la forza di Dio che è forte e non soffoca. Il Regno di Dio è per i “violenti”, cioè coloro che sanno dominare se stessi. Per noi è necessario restare all’ascolto come Samuele e fare la volontà di Dio, accoglierne la chiamata.

Santuario dello Spirito Santo

Seguire Gesù in corpo e anima è la prova che lo accogliamo. Rendiamo il nostro corpo come tempio dello Spirito, perché è Lui che agisce in noi. Pieni di Dio stiamo sempre attenti per andare incontro a tutti, come hanno fatti i due discepoli  che restarono con Gesù.  Visto che non apparteniamo a noi stessi ma siamo stato comprati dal sangue di Cristo, siamo sue membra e saremo resuscitati. È con tutto il nostro corpo che accogliamo l’invito di Cristo. È con tutto il corpo che viviamo la fede e saremo inviati da essa per portare altri ad accoglierLo allo stesso modo. Accettare Gesù è modificare la vita affinché tutto sia di Cristo.

Letture: 1 Sam.3,3b-10.19; S.39;2Cor 6,13c-15ª.17-20;Gv 1,35-42




 
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