Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 2^ Domenica quaresima - 25.2.2018
Omelia 2^ Domenica quaresima - 25.2.2018



nº 1730

Omelia 2^ Dom. Quaresima

(25.02.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Trasfigurazione di Cristo e del cristiano

Alleanza nel sangue del Figlio

All’inizio della quaresima entriamo nel clima della riflessione a partire dalla triste realtà della tentazione e della necessità della conversione permanente. Quresima non ha senso in se, ma nella meta che la giustifica: la Pasqua del Signore! La prima e seconda domenica di quaresima sono una  meditazione sulla vita cristiana. Il peccato non è il fine. Gesù lo ha vinto. La trasfigurazione di Gesù è la meta di tutti quelli che riscattati da Lui, sono trasfigurati dalla grazia della salvezza, come lui lo fu nella sua morte e risurrezione. La meditazione sul peccato e la tentazione o sulla sofferenza di Gesù deve procurarci una conversione per arrivare rinnovati a festeggiare la sua Risurrezione. Dio fa alleanza con Abramo dopo aver chiesto una obbedienza totale: il sacrificio del figlio Isacco a cui teneva tanto. Dio accoglie la sua obbedienza, anche senza averlo fatto arrivare fino all’estremo della prova. Il Figlio amato di Dio, invece arrivò fino all’estremo, fino ad essere sacrificato. Isacco carica la legna, Gesù carica la croce. Isacco non rifiuta di essere ucciso, ma il Figlio, anche soffrendo fa la volontà del Padre. L’alleanza dell’uomo con Dio sta nell’accogliere la sua volontà espressa nelle parole del Figlio amato. Garantiamo la nostra alleanza con Dio in Cristo quando viviamo  il Vangelo. L’ordine del Padre è che facciamo quello che il Figlio dice (Mc 9,7). La promessa di Dio ad Abramo è la discendenza. Il padre dà al Figlio, non una discendenza, ma la Risurrezione che rende tutti fratelli. La trasfigurazione di Gesù ci mostra dove arriveremo. La grazia ci trasforma nei nostri comportamenti.  Siamo trasparenti attraverso le nostre opere.

Egli si trasfigurò

Prima del Calvario, Gesù sale il Tabor. Isacco  sale il monte con la legna, Gesù sale il monte Calvario con la croce sulle spalle, nel monte Tabor mostra lo sfavillio della Divinità. Questa immagine gloriosa spiega che la Passone porta alla Risurrezione dei morti. Egli è la Divinità che si è manifestata. D’ora in poi la Legge e i Profeti, rappresentati da Mosè ed Elia, si comprendono a partire da Gesù, per questo la nuvola che simbolizza la presenza di Dio, provoca il santo timore. La sua trasfigurazione è una dimostrazione per i discepoli e per noi che prepariamo la Pasqua, che anche noi saremo trasfigurati dalla conversione e dalla grazia della Risurrezione. Sotto questo aspetto c’è un cammino molto buono da percorrere per la spiritualità del cristiano: transfigurarsi perchè siamo uniti a Cristo. La Spiritualità non sono le opere. Queste sono il risultato. La Spiritualità è una trasfomazione interiore. Cristo risplende in noi. Restiamo all’esterno e non andiamo al centro del mistero di Cristo in noi. L’immagine dell’uomo nuovo va formandosi in noi nell’ascoltare la sua parola  e assumerla nella vita. Così avremo i suoi sentimenti, la sua mentalità e agiremo guidati dal suo coamdamento che ci da la vita: amatevi come io vi ho amati (Gv 15,12).

Questo è il mio Figlio- amato, ascoltatelo

Celebrare una alleanza è sempre  firmare un contratto. Le parole di Dio si uniscono alla risposta dell’uomo. Dio promette ad Abramo una discendenza. Nell’inviare il suo Figlio per siglare l’alleanza con il suo sangue, ci propone l’impegno di ascoltare la sua Parola, perchè Lui è la Parola viva. È Lui che dobbiamo ascoltare e non altri. Se il Padre ci ha dato il Figlio, non ci darà tutto con Lui? Ascoltare il Figlio è corrispondere alla alleanza e arrivare alla trasfigurazione. Nell’iniziare il suo ministero Gesù insiste: “Convertitevi e credere al Vangelo”. Credere è accogliere l’alleanza che Dio ha fatto con noi nel suo Figlio. Così possiamo celebrare la Pasqua con un pane puro. Celebrare la Pasqua non è raccontare una storia. È rendere presente un mistero che dà la Vita.

Letture: Gen. 22,1-2.9ª.10-13.15-18;S 115;Rom. 8,31b-34;Mc 9,2-10.




 
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