Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 3^ Domenica quaresima - 4.3.2018
Omelia 3^ Domenica quaresima - 4.3.2018




I comandamenti sono il codice dell’alleanza per la protezione delle persone e della relazione con Dio. In essi abbiamo il si di Dio all’uomo e il si di Cristo a favore degli uomini. Con la morte e risurrezione di Gesù tutti possiamo avvicinarci a Dio.

nº 1732

Omelia 3^ Domenica Quaresima

(04.03.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Predichiamo un Crocifisso

Alleanza dei comandamenti

Dio ha cura dei suoi figli con affetto. Le alleanze fatte con il suo popolo sempre sono state per il suo bene. Dio non fa una alleanza per dare un peso. Anche i momenti nei quali chiede fedeltà o da i castighi, non si dimentiica di manifestare la sua misericordia. Quando stabilì l’alleanza con il suo popolo nel Sinai, da una legge di difesa perché potessero vivere in pace e sicurezza. L’alleanza è anche un impegno a vivere bene. Dio è buono e vuole che i suoi partner dell’alleanza siano buoni e stabiliscano un mondo buono. La legge dell’alleanza del Sinai si riferisce alla relazione con Dio e con gli amati da lui. “la legge del Signore è perfetta” (S. 18). Essa sostiene la vita del popolo. Sono tre i comandamenti riferentisi a Dio e al suo culto. Gli altri sette sono indicazione del buon vivere e si riferiscono alle necessità fondamentali: mette in primo piano la relazione con i genitori, la famiglia, dove si vive l’alleanza. A partire da questo comandamento mette il rispetto della vita, del matrimonio, dei beni altrui, la dignità delle persone. Questo rispetto deve essere interiore, del pensiero. L’alleanza si fa per il bene di tutti. La nuova alleanza si fa in Gesù che è il nuovo tempio della presenza di Dio. La fede, come l’alleanza, si fa nel cuore. Egli conosce l’uomo da dentro (Gv 2,25). Nello sviluppo dell’alleanza, incontriamo in Geremia l’alleanza del cuore. La nuova alleanza sarà fatta in Gesù, nel suo corpo offerto per siglare l’alleanza. Non è un miracolo nè uno scandalo. Cristo crocifisso è potere e sapienza di Dio, più forte degli uomini. È questo che predichiamo.

Il si di Dio in Cristo

La quaresima ci prepara a celebrare questo momento nel quale accogliamo la presenza del mistero dell’Alleanza in Cristo che ci ha unito a Dio per mezzo di un sacrificio perfetto. Perfetto perchè fatto dal Figlio di Dio che si è donato totalmente. Il Padre consegna il Figlio per la vita del mondo e il Figlio amato accoglie la volontà del Padre e si offre, perchè è venuto per fare la sua volontà ( Gv 6, 38).  In questa alleanza abbiamo il si di Dio che da il suo Figlio per la nostra redenzione, è il si di Cristo che si consegna al Padre. Il suo è il si di tutta l’umanità che è unita al suo Redentore e in Lui dà la risposta al Padre. Corriamo il rischio di celebrare la quaresima e la Pasqua solamente con i riti esteriori e le devozioni. Sono buone e necessarie, certamente, ma non è solo questo. Anzi talvolta è proprio questo che allontana le persone, anche religiose dalle celebrazioni. Quello che ci incanta è l’azione di Dio che è contenuto in tutto quello che facciamo. La devozione pur nei suoi punti di forza, non riempie la necessità che abiamo di un incontro profondo. Da questo forse dipende la mancanza di comprensione di ciò che è celebrare. È rendere presente in forma sacramentale, simbolica il mistero che celebriamo. Siamo coinvolti  e così possiamo dare il nostro si.

Purificando il tempio

Nella risurrezione di Gesù il velo del tempio si  è squarciato dall’alto in basso (Mt 27,51). Questo chiudeva il luogo santo, in cui entrava solo il Sommo Sacerdote e una volta l’anno. Con la morte e risurrezione di Gesù,  questo luogo rimane totalmente aperto. Quando Gesù profetizza: “distruggerò questo tempio e lo riedificherò in tre giorni” ... stava parlando del Tempio del suo corpo (Gv 2,19), stava aprendo la relazione totale con Dio, per tutti. Quando il soldato, con il colpo di lancia, ha aperto il suo cuore, questo tempio si è  aperto per tutti. Da questo cuore scorre la fonte di acqua e sangue: Battesimo ed Eucaristia.  Questa dichiarazione viene dopo la purificazione che Gesù fa del tempio, cacciando il commercio che vi si era installato.  Questo passaggio ci porta anche a purificare l’uso che noi stessi facciamo del tempio di Dio, che è dentro di noi. Ugualmente la Chiesa ha bisogno di continuare la purificazione. Oggi ancora di più.

 

Letture:Es.20,1-3.7-8.12-17; S 18;2 Cor 1,22-25;Gv, 2,13-25




 
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