Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 4^ Dom. Quaresima - 11.3.2018
Omelia 4^ Dom. Quaresima - 11.3.2018




Perchè usare il serpente per liberare dal veleno? Guardare il serpente di bronzo significava vedere il proprio male e la cura era data dal proprio pentimento. Ma Gesù in croce non è un serpente, ma è la fonte della grazia che ci cura quando ci feriamo con il male.

nº 1734

Omelia 4^ Domenica quaresima

(11.03.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Dio è ricco di misericordia

Strumenti di Dio

Dio è fedele alla sua alleanza, anche se ha fatto pagare cara la disobbedienza,  al suo popolo. Però anche castigando, Dio è sempre “ricco di misericordia” e ci libera. E ancora di più, sceglie stranieri pagani per compiere i suoi disegni di liberazione. È il caso di Ciro, re di Persia. Il popolo aveva peccato, e i profeti richiamavano alla conversione. Non avvenne. Però venne il re Nabuccodonosor che distrusse il tempio e la città e portò il popolo in esilio. È stato duro. La sofferenza ammorbidì, educò il cuore del popolo, come vediamo nel salmo 136, nel quale  si parla di sentimenti che quando si pecca non si dovrebbero dimenticare.  Lo stesso accadde  per il peccato del popolo nel deserto per cui vennero attaccati dai serpenti velenosi e uccisero molti. Mosè mostrò la misericordia di Dio. Fece un serpente di bronzo  e lo collocò in un luogo elevato. È questo lo strumento utilizzato da Dio per mostrare la sua misericordia.  Tutti coloro che lo avrebbero guardato sarebbero stati guariti. Era qualcosa di strano. Ma non era idolatria! Era il cuore pentito. Questo serpente verrà distrutto nel tempo de re Ezechia perchè cominciavano ad adorarlo (2 Re 18,4). Gesù in croce è il vero strumenco che accoglie la nostra fede. Possiamo domandarci se anche noi non fossimo degli strumenti di Dio per la salvezza di altri.  Siamo anche noi strumenti scelti per la salvezza altrui.  La salvezza arriva tramite la grazia per la fede.  Non viene da noi ma è dono di Dio. Tanta ricchezza ci porta gioia che preannuncia già la festa di Pasqua, che è liberazione da tutto il male

Dio agisce per mezzo del Figlio

Gesù è innalzato che significa: crocifisso. Dio agisce per mezzo di Lui affinchè noi potessimo avere la vita. Come il serpente sul palo così “il Figlio dell’Uomo sarà innalzato affinchè tutti coloro che crederenno in Lui abbiano la vita eterna” (Gv 3,15). Nel suo amore, Dio non vuole che qualcuno muoia, ma che tutti abbiano la vita abbondante, quella eterna. Il rifiuto è già una condanna. Dio non obbliga nessuno a credere. Ognuno deve fare così la sua scelta. La salvezza è un dono di Dio, che dona abbondantemente a tutti coloro che si aprono alla fede. Non sono le opere che salvano. Le opere sono la conseguenza della fede. Esse manifestano la fede che abbiamo come insegna san Giacomo: “Mostrami la tua fede senza le opere e io ti mostrerò la fede attraverso le mie opere” (Gc 2,18). Non sono le opere che salvano ma la fede che si manifesta attraverso di esse. Il tempo quaresimale ci facilita il vivere la fede in Cristo Salvatore e, per le opere della preghiera, penitenza e carità, mostra gli effetti della fede. Dentro il quadro della fede, non possiamo smettere di riflettere sulla tentazione  che può persuaderci. La tentazione diventa forte quando siamo nella sofferenza. La nostra sofferenza non deriva dai nostri peccati, al contrario, perchè saremmo già morti! Occorre allora che impariamo a viverla nella fede. Il popolo ha sofferto lungamente, ma anche Gesù ha sofferto molto ma non per questo ha perso il suo amore per il Padre.

Ricchezza della Grazia

“E’ per grazia che siamo stati salvati, mediante la fede” (Ef 2,8). La parola grazia ci ricorda il gesto di Dio di abbassarsi e accoglierci. Siamo stati redenti per puro amore di Dio. Perchè dobbiamo avere la fede? Perchè facciamo opere di carità? Perchè siamo stati toccati dalla misericordia e siamo stati aiutati a corrispondere.  Come si spiega la nostra vita cristiana se non per il fatto che siamo amati? Non sono le opere che ci danno diritti davanti a Dio, ma la sua bontà che ci accoglie e sceglie. “Siamo creati in Gesù Cristo per le buone opere che Dio ha preparato in anticipo affinchè noi le praticassimo”


Letture: 2 Cro. 36,14-16.19-23;S 136; Ef.2,4-10;Gv. 3,14-21.





 
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