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Omelia Domenica delle Palme 25.3.2018




Mentre Matteo parla dei bambini che acclamavano Gesù, e Marco ci relaziona sull’asino cavalcato da Gesù per entrare in Gerusalemme, Paolo ci descrive l’umiltà di quest’Uomo che va incontro al suo luogo ultimo, affinchè tutti possano arrivare primi!

nº 1738

Omelia Domenica delle Palme

(25.3.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Il Re che verrà

Umiltà fino alla fine

“Per questo Dio Lo esaltò!” Questo è il fine di tutto il mistero dell’umiltà e del dolore. Stiamo celebrando la Domenica delle Palme, che riassume in se la gloria del Re che viene nella sua città e nel suo tempio. C’è una profezia molto bella del profeta Ageo, sulla gloria futura del tempio: “ In questo luogo Io darò la pace” (Ag 2,50).. è quello che vuole entrando in Gerusalemme. Per questo fa il lamento sulla città: “Ah !se avessi compreso in questo giorno la via della pace” (Lc 19,41). Egli porta la pace nell’umiltà che passa attraverso tutta la sua vita, soprattutto nell’ora della Passione. In questa domenica, abbiamo due sentimenti:  la gloria che è riservata  a Gesù e la sofferenza per la quale deve passare.  Il popolo Lo riconosce. I Capi no, lo rifiutano.  I bambini acclamavano Osanna al Figlio di David. Osanna significa “salvaci”, è lo stesso che Kyrie, che significa: Signore , abbi pietà di noi. I due termini sono acclamazioni. Questo Re tanto acclamato è l’umile che viene nella pace. La vita di Gesù, soprattutto nella sua morte, manifesta l’umiltà. La preghiera della messa ci porta a pregare: “Dio … per dare agli uomini un esempio di umiltà  hai voluto che il nostro Salvatore si facesse uomo e morisse in croce”. La morte di Gesù e la sua risurrezione sono un insegnamento per la vita cristiana: “ Concedici di capire l’insegnamento della sua passione e di risorgere con Lui nella gloria” (Colletta). È per l’umiltà che comprenderemo la sua vita e la sua passione. Paolo descrive il processo di questa umiltà, che va fino all’estremo di essere obbediente fino alla morte di croce (Fil 2,6-11).  Fu così che i primi cristiani conobbero Gesù, tanto che Paolo raccolse quest’inno già cantato nella stessa comunità.

Ascoltò

L’umiltà di Gesù è descritta nel cantico del Servo di Javè, scritto da Isaia, che manifesta la sua obbedienza. Perché seppe ascoltare, divenendo obbediente ed umile. Anche nel massimo abbandono della croce, può elevare il suo grido a Colui nel quale ha sempre confidado e aveva certezza di essere esaudito, anche nel suo estremo abbandono: “Mio Dio, mio Dio perché mi hai avvandonato” (S 21). Il termine usato dal profeta “ascoltare” che è la parola obbedienza, significa stare sempre attento a quello che il Signore sta per dire. “ Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro” (Is 50,5). Ascoltare è accogliere è la forza di andare fino alla fine, come avvenne con Gesù, che pur avendo potuto chiedere aiuto al Padre e questi avrebbe mandato dodici legioni di Angeli per difenderlo, come disse a Pietro nel’orto degli ulivi, ma è obbediente e vuole che si compiano le Scritture: “Come si compirebbero le Scritture, secondo le quali, questo  dovrà accadere? “ (Mt 26,54). Confidava che l’obbedienza l’avrebbe portato fino  al compimento della volontà del Padre, il vero fine!

Esempio di umiltà

Il Sacerdote: “O Dio .. per dare un esempio di umiltà  hai voluto che tuo Figlio si facesse uomo e morisse sulla croce”. Non è un buon consiglio. Eppure, stiamo iniziando un periodo fondamentale della fede cristiana, che è il Mistero Pasquale di Cristo nella sua Passione, Morte e Risurrezione. Questo è profondo. L’Umiltà è presente nella SS. Trinità nelle sue relazioni interne. Accogliere Uno o l’Altro nella sua totalità di essere è il senso dell’umiltà. Questa umiltà Dio l’ha rivelata in Gesù, affinchè entrassimo nella sua comunione di vita e di azione.  Accogliendo Gesù e la sua Parola, potremo celebrare intensamente la sua Passione e la Pasqua. Non si tratta di un bel sentimento, ma di un sacramento. Siamo salvi, cioè partecipiamo della vita di Dio.

 

Letture :Mc.11,1-10; Is.11,4-7;S.21;Fil.2,6-11;Mc 15,1-39



 
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