Omelia Pasqua 2018




Tra la paura e la gioia, quella mattina, cominciò un tempo nuovo. Il Tempo ora appartiene alla Vita.

nº 1740

Omelia Domenica di Pasqua

(01.04.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Il Signore è veramente risorto

Vincitore della Morte

I discepoli gioiosamente comunicavano la notizia insperata: “Il Signore è risorto ed è apparso a Simone “ (Lc 24,34). Grande è stata la gioia dei discepoli. In quell’alba la notte partorì la vita.  Tra la paura e la gioia, cominciò il tempo nuovo. Il Signore vinse la morte, come preghiamo nella Messa: “Il Figlio di Dio è vincitore della morte”. Il tempo ora appartiene alla Vita. Con la vittoria di Gesù sulla morte possiamo essere certi  che tutti in Lui vinceremo. In Lui moriremo, in Lui risorgeremo. Per noi è garantita la vittoria finale. Maria Maddalena, apostola degli apostoli, come la chiama Papa Francesco, va al sepolcro e lo trova vuoto, corre a dare la notizia. Pietro e Giovanni corrono e vedono. “Ancora non avevano compreso la Scrittura, secondo la quale, Egli doveva risuscitare dai morti” (Gv 20,9). Tutto il movimento occorso in quel giorno non fu ancora sufficiente a capire la risurrezione del Signore. Gesù personalmente viene e Si mostra nella notte di quella domenica. Dopo aver ricevuto il dono dello Spirito gli apostoli credono. Furono scelti  per vedere il Risorto e dare la notizia sicura che ora è la vita ad avere la vittoria. La morte è stata superata. Con il dono della vita eterna possiamo vivere pienamente. Questa vita è in ciascuno, in modo speciale attraverso i sacramenti pasquali. La Pasqua riassume in se tutti i sacramenti che danno la Vita Eterna. Il sepolcro vuoto rimane come testimonianza della Vita che vince la morte e i tanti mali.

Hai aperto le porte del paradiso

Tutta l’opera della redenzione è l’espressione della misericordia del Padre, “perchè eterna è la sua misericordia”. Questa misericordia continua ad essere presente e ci conduce verso il paradiso. La preghiera continua proclamando: “Hai aperto per noi le porte dell’eternità”. Dall’Incarnazione questo processo di apertura è sottolineato da Gesù che promette la vita eterna, il pane venuto dal cielo, l’acqua che purifica, la luce che illumina e la vita che è comunicata. Così Gesù manifesta il vangelo e fu molto ben accolto dai discepoli. Nel momento della sua morte si lacera il velo del tempio.. tutti possono entrare nel luogo sacro che è il cuore del Padre. Il cuore di Gesù è trafitto dalla lancia. Da lì uscì sangue e acqua. Per i sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia, entriamo nel cuore di Dio. Ciò che è di Dio per noi è aperto. Noi, nella Chiesa, chiudiamo molte porte, soprattutto quella della misericordia. Non sappiamo ancora che cosa sia vincere la morte e aprire le porte del paradiso. Pietro andò a casa di Cornelio dove proclamò la Risurrezione del Signore e accolse i pagani nella fede. Se Dio ha dato loro lo Spirito Santo, come agli apostoli, perchè negar loro il Battesimo?

Risuscitiamo per la Vita

La preghiera della messa continua così: “Concedi che celebrando la Risurrezione del Signore, rinnovati dal suo Spirito, risorgiamo alla luce della Vita Nuova”. La celebrazione ha il fine di farci partecipare della Morte, Risurrezione e del dono dello Spirito. È un unico sacramento. Per Lui moriamo, risorgiamo e siamo santificati. La seconda lettura ci chiama all’impegno personale: “Se siete risorti con Cristo, sforzatevi di raggiungere le cose dall’alto, dove sta Cristo seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose celesti e non alle terrestri ... voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3, 1). Come battezzati, unti e alimentati dai sacramenti, siamo in totale unione col Cristo. Ma ancora non sappiamo che cosa sia essere liberati da Lui e vivere la Vita Eterna. Gesù è passato tra noi facendo il bene.  La vita nuova è fare il bene, perchè già viviamo con Cristo in Dio.

Letture:At. 10,34ª.37-43;S.117; Col.3,1-4;Gv.20,1-9





 
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