Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 4^ Domenica di Pasqua - 22.4.2018
Omelia 4^ Domenica di Pasqua - 22.4.2018



La pietra rotolata dall’entrata del sepolco significa anche una “pietrata” in testa a coloro che festeggiarono la morte di Gesù. Notizia inaspettata, inaudita, appunto “una pietrata” (una tranvata in dialetto romanesco!).In Gesù, pietra angolare, tutti noi siamo pietre del suo edificio spirituale: la Chiesa, il gregge di Gesù.

nº 1746

Omelia 4^ Domenica di Pasqua (22.04.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Diventò la pietra angolare

Rigettata dagli uomini

Gesù descrive la sua missione  con  paragoni e parabole. Oggi è il buon pastore, la prossima domenica la vite e la successiva sarà l’amico. Attraverso queste parabole comprendiamo la sua missione. Egli dà la Vita, sia perdendola per le sue pecore, sia essendo fonte di vita. Partecipiamo alla sua vita come rami al tralcio. Uniti a lui, abbiamo Vita. La liturgia  vuole insegnarci che, la Risurrezione non è soltanto un fatto di Gesù che Dio ha tolto dalla morte, ma un grandioso dono di Dio che ci risuscita dal male e ci garantisce la vita eterna. Tutta l’opera del Pastore è dare la vita e difendere dal lupo, perchè ama le sue pecore e si dedica a loro. Non è come il mercenario a cui non importa delle pecore e non le difende. Pietro, nel suo discorso ai capi del popolo disse: “sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, che costui vi sta innanzi risanato” (At 4, 8-12).  In nessun altro c’è salvezza. Non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini per il quale possiamo essere salvati (At 4, 12). Gesù è necessario per la nostra salvezza. Dio garantisce questo attraverso la Risurrezione. Si compie la profezia del salmo 117 e commenta: “Egli è la pietra che voi costruttori avete disprezzato e che è divenuta testata d’angolo” (at 4,12). La pietra d’angolo è fondamentale per tutto l’edificio!  Non si tratta del fondamento di una religione, ma del fondamento di tutto l’universo e di tutto quello che esiste in esso. Egli stesso dice: “Ho altre pecore che non sono di questo ovile ... Esse ascolteranno la mia voce e e ci sarà un solo ovile sotto un solo pastore” (Gv 10,16).

Il Buon Pastore da la vita

Nel contesto liturgico c’è questa parabola che riassume il Mistero Pasquale di Cristo nella sua struttura fondamentale: il pastore ama il gregge, conosce e da la vita per esso. Non fugge dai lupi che lo attaccano. Per questo va fino alla morte per la vita delle sue pecore. Egli ha , però, il potere sulla sua vita e la dona liberamente. Ha fiducia nel Padre suo che gli dà il potere di riprendere la vita. Questa redenzione è per tutti. Nessuno è escluso. Il pastore conosce le sue pecore allo stesso modo del Padre. Conoscere è qualcosa in più del sapere. È la nostra partecipazione alla sua vita. Gesù ridona la vita. La conoscenza si trova nella stessa linea della partecipazione della vita. Cristo, nel suo mistero di morte e risurrezione dà la vita e la riprende. Ci porta sempre con se nelle ricchezze della grazia.  Il tempo pasquale vuole farci conoscere questo pastore per assumere la sua stessa vita. Preghiamo: “Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pascoli eterni del cielo”

Siamo figli di Dio

La liturgia ci porta in un’altra dimensione della nostra vita cristiana: “Guardate quale grande dono d’amore ci ha dato il Padre, di essere chiamati figli di Dio! E lo siamo realmente! ... Ancora non si è manifestato quello che saremo, poichè saremo simile a lui (1 Gv 3, 1-2). La filiazione divina ci unisce a Cristo nella sua condizione di essere Figlio. Per questo possiamo chiamarci figli di Dio. Questo dono della salvezza è il dono più grande che possa rallegrarci, poichè con esso siamo uniti al Padre attraverso Gesù Cristo nostro garante. Se siamo figli di Dio procediamo come Figli nell’amore del Padre. “Colui che dice di rimanere in lui, deve anche vivere come lui” (1 Gv 2,6). Nella conoscenza del Cristo conosciamo anche tutti coloro che sono in Lui. Sapremo che la redenzione è per tutti.

 

Letture: At. 4,8-12;Salmo 117;1Gv 3,1-2;Gv 10,11-18



 
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