Omelia Corpus Domini - 3.6.2018



nÂş 1757

Articolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Il banchetto sacro

 

2047. Memoriale della Passione

Nel 1263, un  religioso tedesco mentre celebrava la messa a Bolsena, Italia, nella Chiesa di Santa Caterina (martire della cittadina). Ebbe dei dubbi sulla transustanziazione eucaristica (cambiamento del pane e vino nel Corpo e Sangue di Cristo). Dopo la consacrazione l’Ostia cominciò a sanguinare, macchiando la tovaglia dell’altare e la pietra dell’altare. Queste reliquie sono ancora lĂ  conservate. Solo il corporale il sacerdote lo portò al papa Urbano IV che era allora ad Orvieto, una cittĂ  vicina. L’11 agosto 1264  questi ordinò che si facesse la processione del Santissimo Sacramento. E chiese a san Tommaso d’Acquino che componesse i testi per le preghiere da fare in questo giorno. Una di esse la cantiamo sempre nella benedizione con il Santissimo: “Tantum ergo sacramento”. L’amore all’Eucaristia è una delle bellezze della nostra fede. Essa produce i  frutti piĂą grandi. Crediamo che GesĂą ci lasciò questo sacramento per alimentare la nostra fede e il nostro amore. San Tommaso scrive: “Il Sacro banchetto, in cui Cristo è consumato, fa memoria della sua Passione, la mente si riempie di grazie e ci è dato il pegno della gloria eterna”. Bella sintesi che ci insegna che l’Eucaristia è la memoria, la presenza della Passione e della Risurrezione di Cristo Nell’adorare questa presenza stiamo proclamando che Cristo è morto e risorto per noi. Questa salvezza arriva a noi attraverso i Sacramenti della Chiesa. Paolo ci indica le parole di GesĂą: “Fate questo in memoria di me”. E aggiunge: “tutte le volte che mangiate di questo pane e bevete di questo vino, annunciate la morte del Signore finchè  egli venga” (1 Cor 11, 24). Adorare è riconoscere

2048. la mente si riempie di grazia

Non possiamo separare l’adorazione  e la festa a Cristo Eucaristia dalla sua opera redentrice senza perdere la dimensione salvifica che ci dona la Grazia, personificata da GesĂą. Con essa abbiamo tutte le cose (Rm 8,32). Con l’Eucaristia riceviamo tutto ciò che è necessario per la nostra vita spirituale e umana. Essere un’anima eucaristica non è stare ad adorare il Santissimo notte e giorno, ma attingere da questo sacramenti tutti i beni e gli insegnamenti necessari. L’insegnamento fondamentale è la comunione, che non si tratta solo di ricevere l’ostia, ma di entrare in comunione con Cristo e la sua Parola. Con essa entriamo anche in comunione con tutti i fratelli.  Riceviamo la Comunione con la massima devozione, ma non con devozionismo, o devozione vuota, senza fondamento nella vita di Cristo e senza ripercussione nella nostra vita. Vi fu un caso di una signora molto religiosa che con la Santa Ostia in bocca, criticava la persona che veniva dientro di lei. L’eucaristia che riceviamo e adoriamo deve cambiare la nostra vita, unendoci a Cristo e alla sua opera redentrice. Vivere il Vangelo di amore. Mangiare la carne di Cristo è nutrire la nostra vita e orientarla secondo il vangelo. Essa cambia il mondo.

2049. ci è dato il pegno del cielo

Non vediamo le ricchezze del cielo che riceviamo in ogni Comunione che facciamo. PiĂą che visitare il Santissimo in Chiesa, dobbiamo scoprire la sua presenza in noi. Noi siamo tempio vivo dell’Eucaristia. Viviamo in costante contatto con essa. Immaginiamo quanta nostra vita sarebbe differente  se riconoscessimo veramente che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (la santissima TrinitĂ ) abitano in noi! Quanto sarebbe diverso il nostro relazionamento con gli altri. Con questa presenza abbiamo il pegno della Gloria futura, in Cielo. Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia dovremmo percepire anche la sua dimensione di eternitĂ . Nasciamo per il Cialo e costruiamo il Cielo in questa nostra terra. Abbiamo in essa il pegno della gloria futura ed eterna. Ci garantisce il cielo. Il Paradiso comincia qui. L’Eucaristia è il Cielo tra noi e in noi!

 



 
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