Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia solennità Santi Pietro e Paolo , 2018
Omelia solennità Santi Pietro e Paolo , 2018



La Chiesa ha saputo crescere nella diversità. Nella Chiesa dobbiamo essere aperti al nuovo e al diverso.

nº 1766

Omelia Solennità S. Pietro e S. Paolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

I due Ulivi

Piantati nella casa del Signore

Nel libro dell’Apocalisse si incontra la figura di due testimoni  soprannominati i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Signore . essi saranno perseguitati e i loro cadaveri rimarranno esposti, ma poi riceveranno l’alito di vita (Ap 11, 3-11). Possiamo riconoscere in queste due magnifiche figure gli apostoli Pietro e Paolo. Annunceranno il Vangelo, ma anche saranno perseguitati e uccisi. Ma rimaranno vivi come maestri permanenti del popolo di Dio. Paolo e Pietro sono due figure diverse nella loro formazione. Pietro, umile pescatore. Paolo esperto dottore. Ambedue zelanti per la fede giudaica e convertiti ardenti al Vangelo di Gesù. Gesù è il senso delle loro vite. La Chiesa, nei primi momenti, ha vissuto situazioni difficili alle quali dovevano dare risposte che non stavano scritte nella “legge” e che non esistevano ancora.  Dovettero elaborare la loro fede in Gesù e nel suo modo di credere. Pietro, anche essendo molto aperto alle novità, era anche attaccato alle tradizioni. Paolo,  pur essendo molto zelante nella fede, nel contatto con i popoli pagani e nel vedere gli effetti della grazia del Vangelo tra gli stessi pagani, seppe discernere la missione del popolo ebreo aperta a tutti i popoli. E tuttavia ci fu un contrasto tra Pietro e Paolo. Ma vinse il buon senso e l’apertura allo Spirito Santo. Abbiamo così due modi di essere cristiano: cristiani che continuavano secondo la legge  giudaica, e cristiani che non la seguivano, in quanto provenienti dal paganesimo. Paolo non accettava che si imponesse la legge giudaica ai pagani. Egli era un fedele giudeo, ma viveva nella libertà in Cristo.

La Chiesa di Pietro e Paolo

La chiesa proveniente dal giudaismo non ebbe lunga durata. Quella proveniente dai gentili si sviluppò e arrivò fino a noi. Tutti noi ci basiamo sulla fede proclamata da Pietro: “Tu sei il Messia il Figlio del Dio vivo” (Mt 16,16). E abbiamo la stessa fede che Paolo stesso confessò: “ho custodito la fede” (2 Tm 4,7). Attualmente viviamo nella chiesa due tendenze, ciascuna si considera come l’unica scelta. Ma l’unica opzione è invece la fede in Gesù che è colui che definisce la nostra posizione. Normalmente vorremmo che tutti pensassero allo stesso modo, o peggio, che ciascuno accetti le mie  scelte personali. E, ciò che è peggio, anche nei problemi secondari. Ci fu molto centralismo nei secoli successivi. Il mondo non è sempre lo stesso. Il Vangelo continua ad essere lo stesso, pronto a impiantarsi in qualsiasi cultura, come ci insegna il Vaticano II. Pietro e Paolo non erano di fede diversa, ma fondati nella fede in Cristo, seppero impiantare il vangelo nella eredità di Israele e nelle nazioni (prefazio). Per questo li celebramo uniti per mostrare chiaramente che colui che unisce è Cristo. La Chiesa deve avere differenze, salvo per ciò che è di fede, perchè altrimenti rimarrebbe incatenata a un solo modo di pensare, ad una sola cultura, ad una sola filosofia, lasciando a lato la sapienza di Dio impiantata nel mondo dallo Spirito.

Imparando da Pietro e Paolo

Quale lezione possiamo tirar fuori da una festa così cara, popolare, che mostra l’affetto del popolo cristiano per apostoli tanto grandi? Essi furono fedeli a Cristo, fino al sangue. Pietro fu crocifisso e Paolo decapitato. Seppero appoggiarsi in Cristo. Essi ebbero la certezza di avere il Signore al proprio lato (2 Tm 4,17). Furono combattivi per  l’evangelizzazione non lasciando passare il momento opportuno. Seppero ascoltare lo Spirito al quale sempre ricorrevano: “Sembra bene allo Spirito Santo e a noi ...” (At 15,28). Per essere sempre uniti allo Spirito sapevano ciò che Egli diceva. Lo Spirito illumina chi sinceramente cerca Gesù e il bene dei fratelli. Con Paolo e Pietro, condividiamo le responsabilità della Chiesa e della sua missione.

 

Letture: At.12,1-11; S.33; 2 Tim.4,6-8.17-18; Mt16,13,-19




 
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