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Sangue della Redenzione - Articolo





nº 1765

articolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Sangue della Redenzione

2059. Seguire Gesù

Essere martire è stato sempre un desiderio di chi si affida interamente a Gesù Cristo. Oggi, però la cosa è diversa. Per dare la vita è necessario una vita donata. Nessuno sarà martire se non ha una grande santità. Peccato che non diamo il dovuto prestigio ai nostri santi, perdendo così, uno stimolo per una vita cristiana veramente santa. Sono molti i martiri redentoristi in processo di canonizzazione e beatificazione. Ci sono 11 beati martiri: 4 ucraini, uno slovacco, 6 spagnoli di Cuenca. 22 servi di Dio: tre fratelli spagnoli di Valencia, 12 spagnoli di Madrid; 2 polacchi; un giovane ucraino (Fr Mariano Galan); un fratello vietnamita (Marcel Van). Noi redentoristi siamo impegnati a raccogliere il sangue della redenzione. E ci sono molti martiri senza sangue che continuano la redenzione dell’umanità. Ricordiamo qui tanti confratelli che hanno dato la vita a Cristo nella Congregazione. E confratelli di grande santità  che danno la vita nei diversi ministeri della Congregazione. Non si vive nella Congregazione se non si ha una vita santa. Altrimenti non riusciremo ad essere fedeli nè a perseverare. Il giorno 28 giugno celebreremo i martiri ucraini, Nicolau e compagni. Siamo davanti a un martirio recente. Dettero la vita per Cristo, e per la sua Chiesa Greco cattolica, dissolta da Stalin e dai nemici dell’umanità. Il 10 settembre del 1939 la Chiesa cattolica  fu chiusa e i vescovi, religiosi e laici cristiani furono portati o in prigione o in campi di concentramento in Siberia. Subirono lunghi interrogatori, accusati di essere spie del Vaticano. Rifiutarono di unirsi ai cristiani ortodossi e non aprirono la bocca sulla Chiesa del silenzio.

2060. Redenzione nel dolore

Il giorno 28 di giugno celebriamo i 4 martiri ucraini: Nicolau Charneskyj (vescovo), Basilio Velychkoviskyj e il Vesvovo Zenao Kovalik Iva Ziatek. C’è anche un vescovo slovacco Domingos Metòdio Trchka, la cui festa si tiene il giorno 25 di agosto. Per noi è un “martirio” scrivere i loro nomi, ma è possibile con un po’ di attenzione. Nicolau (1884-1959) entrò nella Congregazione a 34 anni, già sacerdote e dottore. Fu missionario e poi nominato vescovo. Catturato dai comunisti nel 1945 andò nei campi di concentramento. Ebbe seicento ore di interrogatorio. Fu liberato solo per morire, ma guarì e guidava i cristiani nascosti, nel regime comunista. Il Beato Basilio (1903-1973) anche lui entrò adulto nella Congregazione. Catturato nel 1945 fu condannato alla fucilazione, e restò 2 anni in prigione. Fu poi scarcerato e andò in Canada dove morì in conseguenza di un veleno che gli avevano somministrato. Il Beato Zenao (1903-1941), grande predicatore. Fu catturato e morì crocifisso alla parete della prigione. Il Beato Iva (1899-1952), fu professore di teologia. Entrò in Congregazione a 35 anni. Morì  logorato dalla prigionia.

2061. Gioia dei santi

Celebrare i martiri è riconoscere in essi il Cristo Redentore che continua a completare quello che manca alla Chiesa che è il suo corpo. Sono i figli della redenzione che fanno il cammino del Redentore. È importante averne coscienza  per comprendere il carisma della Copiosa Redenzione che costoro vissero fino al sangue. In prigione continuarono la loro missione fortificando i prigionieri, mantenendo la fede e la resistenza davanti alle sofferenze.  Furono uno stimolo per avere un po’ più di coraggio nelle difficoltà della vita religiosa. Senza sangue non c’è redenzione. Possano aiutarci a vivere con più forza il nostro impegno con Cristo. Impariamo a conoscere la loro vita e a farla conoscere.




 
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