Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 16^ Domenica T.O. 22.7.2018
Omelia 16^ Domenica T.O. 22.7.2018




Dio è buono e compassionevole. Gesù ci ha portato come dono primario questa compassione del Padre per tutti. Noi siamo uguali a Gesù e per questo dobbiamo apprendere la sua stessa compassione. Una spiritualità  priva di compassione a cui sfugge di mano la realtà dei bisognosi non costruisce vita cristiana.

nº 1772

Omelia 16^ Domenica T.O. (22.07.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Egli ha avuto compassione

Gesù è così

La compassione è una caratteristica fondamentale di Gesù e viene dalla sua unione con il Padre, e il disegno della salvezza si spiega con la compassione che Dio ha voluto avere con l’umanità nel peccato che è sempre una scelta libera per l’uomo. Ma Dio vuole salvare perchè ha misericordia e compassione. Proprio per questo ha inviato il Figlio per liberarci dal male. Gesù assume la condizione umana per essere in tutto uguale all’uomo eccetto il peccato (Eb 4,15).  Gesù esercita così la sua misericordia senza limiti con tutti: peccatori, sofferenti, indemoniati. Conoscendo Egli molto bene la condizione umana, sà quanto è bisognosa della sua compassione. Il medico non ha bisogno di sentire il dolore del malato per curarlo. Gesù sente il dolore dell’uomo sofferente ed ha compassione. Significa che partecipa di questo dolore. Egli va fino alla morte e alla sepoltura affinchè non si abbia nessun dubbio che Egli è stato al nostro fianco. Questo è importante perchè nessuno si scusi dicendo che Dio non conosce il mio dolore, o, Dio mi ha dimenticato! Se può sembrare questo, a volte, è perché sa che ci prendiamo cura di noi stessi o che altri ci possono soccorrere. La presenza di Dio  è più di un sentimento umano, è molto di più, è divino.

Abbiate in voi gli stessi sentimenti

Qui entra qualcosa di importante, perchè seguire Gesù significa esercitare la sua compassione. Quanto più incarneremo i sentimenti di Gesù (Fil 2,5), tanto più manifesteremo la sua Persona ed eserciteremo la sua missione. Non è possibile una fede cristiana senza essere imbevuti della sua compassione. C’è un male maggiore, e questo si cura solo con il rimedio del dolore! La sofferenza è una scuola. La compassione non è un dolore che passa, è una ferita nel cuore da cui sgorga il sangue della misericordia, lo stesso che  uscì dal cuore trafitto di Gesù. Avere dolore, essere addolorati, non risolve il problema di nessuno. La compassione è l’elemento fondamentale nella pastorale e per una comunità, e per la Chiesa.  Questa, invece, non è stata e non è l’energia che muove la vita spirituale e la vita della Chiesa. Per questo non cresciamo nella vita spirituale. Manca l’anima delle virtù. Non ci sporchiamo le mani per gli altri, non ci compromettiamo.  Vediamo le nostre comunità, parrocchie, diocesi o altro che non avanzano, ma dove chi è bisognoso è il primo escluso! Una spiritualità che non si compromette con i deboli e abbandonati può essere  buona? Esaminiamo le nostre devozioni, associazioni, movimenti; tutto vuoto! Molto spiritualismo e poca compassione. Anche la vita della Chiesa e delle congregazioni sta perdendo la vita a causa dell’assenza della compassione alla maniera di Gesù.

Misericordia con tutti

Paolo ci insegna che Cristo è come il pacificatore che ha distrutto la separazione tra giudei e gentili (popoli pagani) e ne ha fatto un solo popolo. I giudei si consideravano l’unico popolo di Dio. Nell’epistola agli Efesini dice che per il sangue, Cristo si è avvicinato a chi stavano lontano. Di coloro che erano divisi fece una unità, abolì la legge con i suoi comandamenti e decreti ... volle così, a partire dal giudeo e dal pagano, creare in Se un solo uomo nuovo, stabilendo la pace, volle riconciliarli con Dio, entrambi in un solo corpo, per mezzo della croce, così distrusse in Se stesso l’inimicizia, grazie a Lui gli uni e gli altri hanno accesso al Padre in un solo Spirito (Ef 2,13). Il sangue di Cristo e lo Spirito realizzano l’unità dei pagani e giudei. Tutto perchè Dio ha avuto compassione di tutti. Geremia criticò i cattivi pastori, ma Gesù è il Buon Pastore!

 

Letture: Ger.23,1-6;Salmo 22;Ef. 2,13-18;Mc 6,30-34.




 
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