Omelia 21^ Dom. T.O. 26.8.2018



In questo testo Gesù non accetta che si creda a metà. Non accetta il compromesso: questo si quest’altro no!  Negare una verità è negare il tutto. Qui si tratta di dottrina non di cose esteriori. Mangiare la sua carne e bere il suo sangue è avere la vita, questo è essenziale. Perciò Gesù non vuole dietro di se chi nega questa verità. Non indora la pillola, non cambia il suo insegnamento solo per ingraziarsi l’uditorio.

nº 1782

Omelia 21^ domenica T.O. (26.08.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Prova e vedi

Una proposta di vita

“Lo Spirito dona la vita, la carne non serve a nulla. Le parole che vi ho dato sono spirito e vita” (Gv 6,63). La conclusione del suo discorso sul Pane di Vita termina con la frase che scandalizzò tutti, perchè si trattava di mangiare la sua carne e bere il suo sangue per essere uniti con lui.  Anche i discepoli erano sconcertati. Gesù non diminuisce la forza della sua frase e disse ai pochi che restarono con Lui: “Anche voi volete andarvene?”. Gesù non cambiò l’insegnamento per far piacere. Lo stesso fece Giosuè proponendo al popolo una scelta: nel tornare agli antichi dei della Mesopotamia e delle popolazioni del paese, o al Signore. Non obbliga, ma dice che lui e la sua famiglia avrebbero servito il Signore (Giosuè 24, 15-17). È una questione di vita. Seguire il Signore è scegliere ciò che egli propone. Non si tratta di cambiare dottrina per far piacere. Dio offre la vita non la schiavitù, la tentazione di ritornare indiero è sempre presente nella nostra vita. La proposta di Gesù nel dire che crediamo in Lui è avere la vita eterna. Mangiare la sua carne e bere il suo sangue è avere la vita eterna. Cibarsi della sua Parola e alimentarsi della sua Carne è la stessa cosa. La fede che dona la Vita si sostiene con l’alimento che dona la vita. Eucaristia, che è la finalità delle parole di Giovanni, non è solo ricevere un pane simbolo, ma è unirsi a una Persona che dona la sua Vita. È una scelta e deve penetrare tutti gli insegnamenti della vita come ha fatto Gesù

Dove andremo?

I discepoli dissero: “Questa parola è dura, chi può capirla?” (Gv 6,60). Gli apostoli anche rimasero delusi. Ma Gesù non insegna per ricevere applausi, la proposta è definitiva. Come Giosuè prende una posizione, così Pietro fa una professione di fede nella persona di Gesù: “da chi andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna. Noi crediamo e riconosciamo che Tu sei il Santo di Dio” (Gv 6,69). La parola di Gesù vuole condurre i discepoli a una decisione definitiva per Lui, anche correndo il rischio che come Lui saranno rifiutati dalla comunità. L’Eucaristia, nell’insegnamento di Giovanni è un atto definitivo. O credo o mi ritiro. Non possiamo, davanti ad essa, restare amorfi, senza vita e senza scegliere. È quello che vediamo nelle messe domenicali. La Messa non ci cambia. Più che negare è peggio non prendere conoscenza della verità lì presente. La presenza di Gesù come pane e vino non ci impressiona. In verità non sappiamo ciò che stiamo facendo. Soltanto dopo che abbiamo fatto la scelta per Gesù, possiamo capire il Sacramento che ci è offerto. Esso modifica la nostra vita. Non possiamo lasciarci portare dal minimalismo religioso di stare nella chiesa e non essere chiesa di chi crede in Gesù. Per questo esistono tanti abusi. L’Eucaristia non è rito, è vita eterna.

Un progetto di amore

Il testo di Paolo agli efesini non fu scritto come spiegazione del Vangelo, ma possiamo riflettere sulla famiglia, il matrimonio cristiano, è la cellula che porta in se la scelta per Gesù e il rifiuto di seguire altri dei, perchè l’amore di dedizione e l’impegno si incontrano solo nel Dio di Gesù, nella Trinità, simboleggiata anche nella terra promessa. Anche se il testo ha una connotazione differente dalla nostra, possiamo capire che Paolo insiste che ognuno viva per l’altro, usando i termini “essere sollecito” uno verso l’altro. Usa la comparazione Cristo e Chiesa. L’amore di Cristo per la sua Chiesa è una scelta totale fino al punto di dare la vita. La Chiesa è sollecita per Cristo donandogli tutto di se.

Letture: Gs.24,1-2ª.15-17.18b;Salmo 33;Ef.5,21-32;Gv 6,60-69.





 
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