Omelia 23 Dom. T.O. 9.9.2018



Dal tempo di Gesù sembra che la questione dei poveri sia diventata un problema che attira sempre l’attenzione, anche perché essi esistono sempre. Nella nostra carità cristiana, quella dei poveri è una domanda che dovremmo porre. C’è infatti la possibilità di allontanare il problema considerando che tanto li avremo sempre e che non si troverà mai una soluzione! Gesù ci sta semplicemente dicendo, che comunque vada la questione tra ricchi e poveri, è la nostra missione d’amore sulla terra a non finire mai, e che dovrà sempre crescere in intensità e creatività. Siamo troppo ricchi da pensare di non aver bisogno di Dio e abbastanza arroganti di pensare di essere noi i proprietari della Chiesa? Giacomo ci dà una bella lezione nella sua lettera, quella di dare il giusto onore all’umile!

nº 1786

Omelia 23^ Domenica T.O. (09.09.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Apriti! Effata!

Egli ha fatto bene ogni cosa

Il profeta Isaia, davanti alla sofferenza del popolo, annuncia che ci sarà una grande trasformazione nelle persone e nella natura. La redenzione è un progetto totale dell’universo e della persona. Il gesto e le parole di Gesù rappresentano  la realizzazione di questa profezia. La condizione del sordo-muto è difficile in questa situazione è difficile la comunicazione. Tuttavia Gesù prepara una scena differente per questo miracolo. Porta l’uomo fuori dalla mischia, tocca i suoi occhi e la sua lingua e, mette la sua saliva! Questo non è stato un atto strano. In quel tempo, la comunicazione della vita si considerava venire dalla parola. Si comunica quello che di migliore c’è dentro di se. Risveglia la comunicazione. Se ci mettiamo in relazione con il rituale del battesimo, si dice toccando le orecchie e la bocca del bambino: “Il Signore che ha fatto udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola e di professare la fede per la lode e la gloria di Dio Padre”. Il gesto di Gesù reintegra l’uomo nella società e nella comunità di culto. Il miracolo ha una forza catechetica. Il profeta anima il popolo sofferente a cercare il Signore affinché Egli faccia un cambiamento totale. Per questo il popolo si rende conto come Gesù abbia fatto bene ogni cosa. Pregando con il salmo, riconosciamo la fedeltà di Dio che si manifesta nelle sue molteplici azioni in favore del popolo. Questa parola si realizza in noi quando ripetiamo le azioni liberatrici e salvatrici di Dio. È una nuova creazione.

I poveri ricchi nella fede

Quando si tocca il tema dei poveri, subito si pensa alle questioni socio-politiche. Il modo di comprendere le Scritture è diverso. Quella frase di Gesù: “I poveri li avete sempre con voi” (Gv 12,8), è provocatoria. La preoccupazione di Giuda non erano i poveri bensì quello che conteneva la borsa comune. Gesù indica che si devono sempre avere gli occhi rivolti ai bisognosi, che ci saranno sempre, anche nel mondo ricco. Perché i ricchi hanno tanta facilità a dimenticarsi di Dio e della religione? Perché così sono stimolati a condividere. I poveri sono preferiti, perché hanno le loro ultime speranze in Dio.  Sono più aperti alla fede. E siccome conoscono le cose di Dio possono essere giudici come dice Giacomo (Gc 2,5): “Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano?” giudicare qui vuol dire: manifestare la dipendenza da Dio. Il problema non è  essere ricchi o poveri ma è discriminare il povero. È bene vedere nella Chiesa la preoccupazione per i poveri. Giacomo è pratico.

L’anima mia benedice il Signore!

Davanti al miracolo la gente si meraviglia e come nel salmo, benedicono Dio. Il culto che celebriamo al buon Dio deve essere anche un riconoscimento delle sue meraviglie. Partecipiamo di esse quando diamo speranza ai poveri, come Isaia. L’azione liberatrice di Dio nel mondo non si fa con miracoli stupendi, ma con il servizio fraterno, la vita donata in favore di coloro che soffrono, come anche la cura della terra ( scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude e il suolo riarso sorgenti d’acqua” (Is 35, 7). Prendersi cura dell'essere umano e della terra sono condizioni necessarie per compiere il miracolo di guarire i muti e ciechi e sordi. L’Eucaristia  ha senso solo se ritorna alla sua fonte che è l’uomo  e la donna che si prendono cura del paradiso terrestre (Gn 2,18).

Letture: Is.35,4-7; Salmo 145;Gc 2,1-5;Mc. 7,31-37




 
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