Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 20_2018_TUTTI I TESTI Anno B Omelia 28^ Domenica T.O. - 14.10.2018
Omelia 28^ Domenica T.O. - 14.10.2018



Le fate trasformarono zucche in carrozze. Gesù, con il tocco dell'invito divino, trasforma i poveri di molte cose e i ricchi del nulla . La principessa spesso tornava ad essere povera. Il seguace di Gesù invece, non torna indietro,  dopo aver lasciato tutto, ma passa a qualcosa di più grande. La bacchetta magica è la disposizione a seguire Gesù pienamente. I poveri discepoli lo avevano fatto  e così ricevono la promessa della totalità della vita. Il mondo delle fate, delle ricchezze e del benessere che tutti cercano con grande follia, può trovare pace quando da piccoli che siamo facciamo il grande gesto di accogliere con totalità la persona di Gesù. Lui è la Parola che discerne e la sapienza che nutre

nº 1796

omelia 28^ domenica T.O.

(14.10.18)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

La forza della parola di saggezza

Se vuoi essere perfetto

Gesù stesso si sorprende nel vedere che qualcuno viene correndo incontro a lui, si inginocchiò e chiese: “Maestro buono, cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Risponde Gesù: “Perchè mi chiami buono, solo Dio è buono” (Mc 10,17).  In questo momento vediamo lo scambio tra l’uomo che cerca e il Dio che risponde. Gesù è buono! Poi gli dice che i comandamenti della seconda tavola sono il cammino di tutte le persone che vogliono il bene. È strano che, per essere buono, bastano i comandamenti. Ma per essere secondo Gesù c’è bisogno di qualcosa di più: “Ti manca solo una cosa. Va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo. Dopo vieni e seguiMi”.  C’è un’identificazione  tra chi vuole seguire Gesù e la proposta di essere perfetto. Essere perfetto è un ideale per tutti. Seguire Gesù, come viveva Lui, è una sapienza che non è richiesta a tutti. I beni possono impedire, soprattutto impedire l’abbandono totale a Dio. Per questo, la prima lettura ha come tema la ricerca della sapienza come il valore maggiore. Essa sazia completamente il desiderio umano: “Saziaci fin dal mattino con il tuo amore ed esulteremo di gioia tutto il giorno” (S 89).  L’attaccamento ai beni può impedire questa consegna totale all’invito che fa Gesù. Egli stesso riconosce: “Come è difficile per un ricco entrare nel Regno di Dio” (id 23). Davanti allo stupore dei discepoli davanti alla impossibilità di salvarsi avendo dei beni, risponde che “per gli uomini è impossibile , ma è possibile a Dio (Id 24-27). È possibile quando siamo capaci di scegliere Dio con la sapienza. Egli è la maggiore ricchezza, il resto è fango (Sap. 7,7-11). La sapienza di Cristo è la Parola di Dio.La scelta di seguire Gesù può dunque essere solo totale.

La parola è efficace

La proposta di Gesù per l’uomo che è venuto da lui, è semplice: i comandamenti. Essi coinvolgono la persona intera in tutte le sue dimensioni umane. Esse sono i nomi dell’amore. Curiosamente Gesù non salta i primi comandamenti riferiti a Dio:questi sono ciò che dona significato a tutti gli altri sette. E si possono compiere grazie a una ragione maggiore che è quella dell’amore di Dio  nella scelta per Cristo che si consegna al Padre nello spogliamento totale. Seguire Gesù  implica la vera sapienza quella di lasciare tutto. Possiamo vedere che questa è una difficoltà anche per la Chiesa. Manca spazio per la sapienza.  La Parola di Dio ascoltata, vissuta e proclamata è la garanzia della sapienza. Essa è viva ed efficace, ma tranciante come una spada a doppio taglio ... penetra fino a dividere l’anima dallo spirito, le articolazioni fino al midollo. Essa discerne tutto quello che c’è nella persona. Senza la Parola di Dio non possiamo fare la scelta radicale per Cristo.

Lasciare tutto

Pietro, dopo aver riconosciuto che vive già questo distacco, dice che hanno lasciato tutto per seguire Gesù. Qui possiamo vedere che non è un assurdo rischiare e lasciate tutte le cose, che quegli uomini semplici avevano fatto. Intanto Gesù risponde che chi vuole fare questo avrà cento volte di più. La ricchezza dell’incontro con Dio è molto maggiore, poichè raggiunge tutto l’uomo, non soltanto i suoi beni. “Cento volte di più”, significa che niente resterà fuori dalla portata della vita. Ma insieme alle persecuzioni, come avvenne per Gesù. Si ha qui cento volte di più e nel futuro la vita eterna. La sapienza ci apre al cammino di saper lasciare tutto  nella consapevolezza di avere tutto.  Si potrebbe dire che la differenza tra avere tutto dopo aver lasciato tutto  sta nell’incontrare il Tutto in tutto ciò che siamo. L’impegno di ogni persona deve essere l’audacia di volere la sapienza e con essa tutti i suoi frutti che donano la vita eterna.

 

Letture: Sap. 7,7-11;Salmo 89; Eb 4,12-13;Mc. 10,17-30




 
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