Omelia di Natale 2018



nº 1817

Articolo – Omelia di Natale

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Natale sempre presente

2136. Oggi è nato il Salvatore

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9,1). La nascita di Gesù non viene percepita dal mondo, ma è sentita  invece dall’Universo che brilla con tutte le sue luci. Isaia, il profeta, raccontando la liberazione degli oppressi, relaziona la gioia di questa liberazione  comparandola con quella vissuta dal popolo. È come la festa di un buon raccolto. È la gioia della liberazione dalla mano degli oppressori. Tutto ciò è dato dalla nascita di un bambino piano della grazia di Dio. Ed essa avrà grande ed eterno futuro (Is 9, 1-6). Gli annunci profetici parlano di luce. La preghiera della messa  ci fa pregare così: “O Dio che hai illuminato questa notte con la chiarezza della vera luce ...”. Certamente abbiamo coscienza che la festa così risplendente non corrisponde alle luci e alle bellezze che possiamo inventare noi. Partecipiamo della gioia e della luce di Dio. Dio non agisce con noi per pietà, ma con la partecipazione della sua vita e della sua gloria. La liturgia del giorno fa invece l’annuncio della nascita di Gesù: “Oggi è nato per noi il Salvatore, che è Cristo, il Signore”. La gioia è universale: “Cantate al Signore da tutta la terra!”. “Gioiscano i cieli esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude, esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta” (S. 95,11) La nascita di Gesù è spirituale, ma coinvolge tutti. Tutto appartiene a Lui ed è per Lui (Rm 11,36). La conoscenza del mistero ci porta a capire che il modo di manifestarsi di Dio usando la nostra natura unita alla sua, ha efficacia per il mondo e l’universo di tutti i tempi. Dio non è nascosto nel suo mistero. Egli si è manifestato per portarci a partecipare della sua vita e della sua allegria.

2137. Gloria a Dio

I cieli e tutti gli esseri spirituali cantano di gioia quando l’Angelo annuncia ai pastori la nascita di Gesù a Betlemme. “E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2, 13-14).  L’Universo celeste si manifesta nella grandezza della lode. La nascita a Betlemme ha l’oscurità della condizione umana, ma anche la bellezza di una festa di Dio. Egli ha scelto il cammino della semplicità poiché, per il Signore, la paglia o l’oro hanno lo stesso valore. Le condizioni di ricchezza non gli interessano. Ciò che manifesta la sua gloria è la felicità che contiene il momento. Non siamo noi a dare criteri per la manifestazione di Dio che vuole mostrare la sua benignità e il suo amore. Questo sarà il cammino del Redentore che è appena nato. È un profondo mistero dire che Dio ha preso la natura umana ed è stato conosciuto come uomo che da a tutti la condizione di arrivare a Dio. E Paolo commenta nella sua lettera “La grazia di Dio si è manifestato donando il Salvarore per tutti gli uomini” (Tito 2,11).

2138.  Noi abbiamo visto la sua Gloria

Meditare sulla nascita di Gesù non è soltanto ammirare la bellezza di una scena che ci tocca il cuore. È fermarsi davanti al Mistero di Dio che viene a far parte della nostra umanità affinchè essa passi ad essere in comunione con Dio. Il Verbo Eterno di Dio è la sua Parola Incarnata. Dio  viene a far parte della umanità. Il Bambino che nasce a Betlemme è l’ espressione Divina della misericordia di Dio che vuole unire tutti a se, riscattando dal maligno per purificare per Se un popolo che gli appartiene. “Noi abbiamo visto la sua gloria, piena di grazia e di verità” (Gv 1,14). Dio si offre ed aspetta che ci costruiamo una vita che ci porti all’eterno convivio. Conoscere la gloria di Dio è manifestarla nei nostri comportamenti ed azioni.



 



 
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