Omelia Epifania del Signore 6.1.2019






Questo è il grande piano di Dio: attirare tutti a se

nº 1820

omelia Solennità dell’Epifania (06.01.19)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Luce per le nazioni

Raccogliendo la ricchezza dei popoli

Il Mistero Pasquale di Cristo ha il suo inizio nell’Incarnazione. E nella Glorificazione arriva alla piena realizzazione. Nel periodo natalizio celebriamo la manifestazione (epifania) del Signore. La festa ha diversi momenti che celebrano questa Manifestazione: natale, epifania, battesimo e vino a Cana. Nell’Epifania che chiamiamo anche la Festa dei Re Magi, celebriamo Gesà venuto per tutti. Ne celebriamo la manifestazione a Natale. In oriente, gli ortodossi celebrano tale manifestazione il giorno 6 di gennaio. La liturgia ci arricchisce con bellissimi testi. Oggi però diciamo che il Natale è diventato un commercio. Talvolta la Chiesa non ha manifestato tale venuta con fede e atteggiamenti coerenti. Critichiamo il mondo, ma non vediamo che siamo anche noi colpevoli. La festa vuole superare questioni che perdurano da secoli. I giudei, come popolo scelto per accogliere il Signore, aveva un suo esclusivismo. Furono scelti per far conoscere Dio da tutti e non solo per loro. È un avvertimento anche a noi della Chiesa che dimentichiamo spesso la nostra missione. Questa celebrazione significa la ricerca della pienezza per il  cuore umano. Per questo cerchiamo Dio. Questo è il grande piano di Dio: attrarre tutti a Se. Ci sono paesi del primo mondo che abbandonano la fede. Parliamo di secolarismo, ma non evidenziamo la nostra incapacità a portare lontano il messaggio della nascita di Gesù.

Seguendo la stella

I Magi simboleggiano tutti i popoli. Non erano re. Erano saggi che conoscevano le scritture e aspettavano il Messia. Essi fecero un lungo cammino. Dio si lascia incontrare da chi Lo cerca. Questo lungo viaggio esprimeva la ricerca. Erano sinceri e semplici. Cercarono e trovarono. Incontrarono Maria e il Bambinello. Si rallegrarono con una gioia molto grande (Mt 2,10). Dio è causa della nostra gioia. Non c’è ricchezza maggiore della gioia di stare con Dio. Questa è una delle maggiori scoperte del cuore umano. Essi aprirono i loro scrigni. La vita donata è il regalo più grande, più di ogni altro, più dell’oro, dell’incenso e della mirra, simboli della divinità, regalità e sofferenza. Non conosciamo che fine abbiano fatto queste loro offerte. Sappiamo che quando  offriamo la nostra vita diamo a Dio il tesoro più grande. È questo che Egli vuole. Poi essi se ne ritornarono per un altro cammino. Camminare con Gesù è essere aperti al nuovo. Essi sapevano che ritornare per lo stesso cammino era annullare la ricchezza della scoperta di Gesù. Non possiamo aver paura dei cambiamenti radicali, se sono per il Vangelo.

Le ricchezze delle nazioni

I Magi rappresentano anche le molte culture umane.  Esse possono accogliere la grazia della salvezza e viverla con la stessa intensità. Per Matteo il racconto significa che il Vangelo è per tutti. Paolo agli Efesini, porta lo stesso messaggio (3,6). Dio è venuto per tutti. Tutti possono servirLo nelle loro culture e la Chiesa non può appropriarsi di una unica cultura perchè impoverirebbe il mistero della salvezza che è per tutti. Le radici solide della tradizione biblica, inclusa la cultura del popolo giudeo, si aprono a tutti i popoli. Dove essa è piantata, assorbe dalle culture tutto quello che è adatto all’annuncio. Abbiamo molto da imparare dai popoli. L’annuncio è della salvezza e non della cultura che lo riveste. La festa dei Santi re ci stimola e provoca alla evangelizzazione aperta al mondo. Non diminuisce il Vangelo, ma lo  rende aperto a tutti.





 
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