Omelia 4^ Domenica Quaresima 2019



La tunica della celebrazione è rosa per la gioia della salvezza del padre che accoglie il figlio perduto. Mentre riceviamo la riconciliazione partecipiamo alla sua opera. L’entrata nella terra promessa è annuncio di redenzione e ci dona un mondo nuovo

nº 1844

Omelia 4^ domenica Quaresima

(31.03.19)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

...E cominciarono la festa

Gioia della salvezza

La tunica della celebrazioni oggi è rosa per la gioia annunciata dall’antifona di entrata: “Rallegrati Gerusalemme!... voi che siste tristi esultate di gioia. Saziatevi all’abbondanza della sue consolazioni”.  Questa 4^ domenica di quaresima è chiamata “Laetare” è la domenica della gioia, come lo stesso avviene per la terza domenica di Avvento (Gaudete). Sono i primi raggi di gioia della festa ormai vicina: “Concedi al popolo cristiano di correre incontro alle feste ormai vicine pieni di fervore ed esultando di fede”. Possiamo vedere questa gioia già nella parabola del Padre misericordioso e del figlio perduto che chiamiamo “prodigo”, quando il padre dice al fratello che “era necessario festeggiare e rallegrarsi, perchè questo tuo fratello era perso ed è stato ritrovato” (Lc 15,32). La parabola del Padre misericordioso ci traduce bene il senso della redenzione: l’uomo perduto per il peccato, caduto in estrema miseria, ritornò in se stesso e si vide bisognoso di salvezza. Il Padre invia il Figlio per cercare la pecora perduta. Cristo lavora il cuore dell’uomo affinchè vada verso Dio. Il Padre è come quello della parbola. Aspetta la creatura che si è persa. Ansioso invia molti mezzi di redenzione. Se l’uomo va nel profondo della sua miseria è pensando alla ricchezza della vita in casa di suo Padre.  Per quanto possa essere profonda la sua situazione peccatrice, non ci sarà mai un ostacolo per il ritorno alla casa paterna! Egli è figlio, fa parte della famiglia. Il fratello che non vuole riceverlo, rappresenta tutti coloro che non accettano che il Padre sia misericordioso, come è il caso dei farisei che negavano a Gesù il diritto di accogliere i peccatori. Questa è invece la gioia di Gesù.

Nuova creatura

Paolo scrive “Se qualcuno è in Cristo è una creatura nuova. Il mondo vecchio è scomparso. Tutto ora è nuovo. E tutto viene da Dio, che per Cristo ci ha riconciliati con se, ci ha affidato il ministero della riconciliazione “ (2 Cor 5, 17-18). La riconciliazione realizza il grande disegno della redenzione . in Cristo siamo riconciliati con il Padre. Ma ancor più: Dio ci ha affidato questo ministero di riconciliazione per portarci ad essere nuove creature. Dice l’apostolo Paolo: “In nome di Cristo lasciatevi riconciliare con Dio” (2 cor 5,20). È importante sapere che non solo siamo in unione al ministero della Riconciliazione di Gesù ma stiamo collaborando alla riconciliazione degli uomini. Dio ha bisogno di noi per questa missione. Essere nuova creatura è avere la vita nuova che ci fu data dalla Risurrezione di Cristo e dalla nostra unione a Cristo che è sempre in missione nel mondo. Per questo, l’ultimo ordine  dato da Gesà, è stato: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura (Mc 16,15).

Terra nuova

Con l’entrata nella terra promessa si è realizzata la promessa fatta a Mosè di liberare il popolo e condurlo in una terra dove scorre latte e miele (Es 3,8). Tutto il cammino nel deserto, passando per molte sofferenze, fu per arrivare ad attraversare il Giordano ed entrare nella terra promessa. Il popolo di Dio celebra la Pasqua nella terra promessa (Gerico). Già mangiarono i prodotti di quella terra. Tutto è nuovo. Non vivono più ora del miracolo della manna che smise di cadere dal cielo. Poterono comprovare che il Signore è soave (S 33). La conquista della terra simboleggia il nuovo mondo dove i fedeli redenti vivranno. La Pasqua di Gesù apre anche la vita in una terra nuova, verso la quale viene condotto il popolo dei redenti. È la festa che il Padre offre per il ritorno del figlio recuperato. È la vita dall’alto dove vivono le nuove creature che sono passati dal mare delle acque del Battesimo e parteciparono con Cristo alla festa che il Padre ha offerto.

 

Letture: Giosuè 5,9ª.10-12; S 33; 2 Cor. 5,17-21;  Lc.15,1-3.11-32



 
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