I simboli pasquali articolo




nº 1851

Articolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Simboli pasquali

2188. Alleluia

La liturgia è un atto nel quale Cristo  si fa uno nel lodare il Padre, in unione con lo Spirito Santo. Gesù associa a se la Chiesa, perchè in essa brillerà la nostra umanità. Lodiamo il Padre nella persona di Cristo. Cristo rende presente la lode che realizziamo ora nella condizione umana. Per questo la celebrazione liturgica è piena di simboli. È l’unico modo che possediamo. Siamo illuminati dal fulgore della luce che emana dal Cristo risorto che dona lo Spirito. La celebrazione è un momento di giubilo. In questo periodo cantiamo diverse volte l’acclamazione “Alleluia” che, in ebraico, significa cantico di gioia di azione di grazie. Dal giudaismo è passata alla liturgia cristiana ed è usata esplicitamente nel tempo di pasqua. Alleluia  è una translitterazione del termine ebraico הַלְלוּיָהּ (Halləluya), pertanto questa parola significa “Lodate Jah”. Dice anche Lodato sia Dio. Noi usiamo la parola viva! Analizzando la parola Halel – Viva Iah-Javè, questa stessa acclamazione l’abbiamo anche nella parola Osanna (Osanna – viva Jah-Javè). I due termini sono sempre usati nella liturgia. Alleluia non si usa in Quaresima. Nella Vigilia Pasquale c’è un momento in cui è usata con grande importanza perchè si accoglie la grandezza del Signore Risorto. Con l’alleluia esprimiamo la nostra partecipazione al canto di lode del Cristo, Sant’Agostino così ne parla: “Prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo, è pregato da noi come nostro Dio”

2199. Cero pasquale

Il fuoco è un altro simbolo importante della vigilia pasquale. Il simbolo è il fuoco. Questo è un elemento che illumina, purifica, ed è sempre esultante. Il cero pasquale è immagine di Cristo come il Sacro Cuore. Il simbolo di Cristo risorto e rappresentato dal fuoco del cero, esso ne è il supporto. Il fuoco nuovo che esce dalla tomba scavata dalla roccia.  Egli doveva essere preso dalla pietraia. Il fuoco preso dalla roccia simboleggiava Cristo che esce risorto. Egli è la luce del mondo. Il fuoco nuovo è Gesù vivo. Nella preparazione del cero il sacerdote traccia una croce. Cristo ci ha redenti con la croce. Sono collocati poi i numeri dell’anno corrente (2019), collocati alle estremità della croce. Con questo si dice  che la redenzione avviene in questo anno che stiamo vivendo. A seguire mettiamo le lettere greche alfa e omega, significanti il Cristo principio e fine. Si mettono anche 5 grani di incenso nei quattro punti della croce e uno al centro, e significano che le piaghe di Gesù ci curano. Luce che passa a tutti, nel gesto dell’aumento della luminosità nella misura in cui il Cero pasquale va passando. È simbolo che ci segue in tutto il tempo pasquale.

 

2190. Acqua della vita

Altro simbolo magnifico della Pasqua è l’acqua. La liturgia proclama le molte opere di Dio attraverso questo elemento vitale che è l’acqua. Nella vigilia pasquale leggiamo la creazione dalle acque, il passaggio degli ebrai attraverso le acque del mare e a seguire la morte dell’esercito del faraone. Il mar rosso si apre e gli ebrei attraversano le acque all’asciutto. Le acque che salvano i figli e distruggono i nemici. Le acque simboleggiano la grazia che è data a tutti: “berrete con gioia alle acque della salvezza”. La preghiera di benedizione sulle acque ricorda i più grandi momenti della storia della salvezza. Creazione, liberazione dall’Egitto, il battesimo di Gesù e l’istituzione del battesimo che, nel bagno salutare della salvezza nelle acque, ci immerge nel Cristo che ci dona la vita nuova. Nel rito della benedizione dell’acqua battesimale, il cero è immerso nell’acqua per dire che essa è Cristo vivo, luce del mondo che ci dà la vita nuova. Partecipiamo alla sua risurrezione e vita.




 
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