Omelia 17^ Domenica T.O. 28.7.2019



Gesù insegna a vivere la fede e l’affidamento a Dio. Prima regola è avere il coraggio di cercare ciò di cui si ha bisogno, e poi chiedere insistentemente. Per questo  Gesù vuole essere sempre cercato per realizzare le nostre necessità. Bisogna dire al Padre che avendoci dato questa possibilità non reclami poi se ne approfitteremo!

nº 1878

Omelia 17^ Domenica T.O.

(28.07.19)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Gesù pregava

Io ho gridato ed egli mi ha ascoltato

La vita spirituale si realiza dentro le condizioni umane  che ci spaventano ma allo stesso tempo ci meravigliano. Mentre abbiamo il sentimento della distanza di Dio, allo stesso tempo sentiamo la necessità di un contatto più aperto e vicino  già da questa stessa condizione umana. Così vinciamo la barriera della paura della divinità. Gesù con il suo esempio ed insegnamento ci dice di chiedere con insistenza, come  nella parabola dell’amico importuno che chiede pane per il suo ospite. Insiste tanto che arriva a far scendere l’amico dal letto ottenendo quello che desiderava. Gli evangelisti ci raccontano molti momenti nei quali Gesù è in preghiera. I discepoli hanno dunque visto Gesù pregare. E questo deve aver molto marcato la loro vita. Chiedono a Gesù che insegni loro a pregare come il Battista fece con i suoi discepoli. Gesù insegna, offrendo un piccolo testo nel quale è presente il suo contenuto in sintesi. La preghiera scritta o “decorata” è ricca di argomenti ma che non aprono le porte del Cielo. I testi usati nella liturgia sottolineano la preghiera di implorazione. Dio sa di cosa abbiamo bisogno anche prima che glielo chiediamo. La preghiera è legata  al nostro cuore che supplica dal profondo, e chiede, insiste con una fiducia illimitata. Abramo (Gn 18, 20-32) conversa con  Dio  allo stesso modo di un negoziante con il suo cliente. Convengono sul prezzo. Sant’Alfonso, dottore di preghiera, dice che pregare è parlare con Dio come un amico parlerebbe con il proprio amico. L’urgenza ci porta però a trattare Dio come un amico intimo. L’antico testamento mostrava un Dio esigente. Gesù insegna la preghiera del Padre Nostro.  Era il suo modo di pregare

La preghiera è ricchezza

Gesù insegna il suo modo di parlare con il Padre. L’amico può stancarsi di tanta supplica e dare all’amico quello che necessità. Gesù dona l’esempio di affidare le cose nelle mani di Dio. Egli è il Padre buono e ci insegna a fare come Lui.  Ci mostra che in tutte le cose il Padre è migliore  di noi che siamo cattivi. È immediata la risposta alla nostra preghiera. Gesù sapeva che il Padre ascolta sempre la sua preghiera: “ Chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Chi chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11, 1-13). Afferma anche con certezza che Dio darà tutto quello che il nostro cuore chiede. Gesù ricorda che se anche noi siamo cattivi non daremmo mai cose cattive ai nostri figli. Sappiamo ciò di cui hanno bisogno i nostri figli: “Ora se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre del Cierò darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (Lc11, 11-13).  Il finale del testo sembra dimostrare la parola di Gesù. Tutto coloro che chiederanno, riceveranno. Paolo ci dona la grande verità del Cristo che ha realizzato la nostra redenzione.

Diritto di chiedere

Perchè il testo cambia la risposta dicendo che il Padre darà lo Spirito Santo a chi lo chiederà? Noi sappiamo dare cose buone. Il Padre supera tutti, dando ciò che è veramente buono per noi e cioè lo Spirito Santo. Il Padre ci ha dato  il diritto di ricevere il Dono più grande che c’è che è lo Spirito Santo. Con Lui, Egli ci dona tutte le cose. Il gesto di chiedere al Padre significa che stiamo facendo il cammino permanente della redenzione che  il Padre realizza in noi. Il salmo descrive l’azione di grazia dai benefici ricevuti, sempre più grandi della nostra richiesta. Ringraziamo piuttosto per l’amore con cui siamo trattati. Abbiamo una richiesta speciale da fare: “completa in me l’opera iniziata, Signore, la tua bontà è per sempre” ... ricordiamo che Dio è con noi. Vuole parlare con noi come ad amati figli che domandano soprattutto lo Spirito.

 

Letture: Gn. 18,20-32; Salmo 137; Col.2,12-14; Lc 11,1-13





 
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