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Omelia 4^ domenica Avvento 22.12.2019




L’annoiato non è capace di entrare nei tempi di Dio, fa tutto solo per se. Dio ha bisogno invece di coloro che sanno udire la sua voce e modellare la loro vita ai suoi piani. Sono capaci di assumere le loro funzioni nella vita affinchè Dio possa realizzare i suoi piani per noi.

nº 1920

Omelia 4^ domenica di Avvento (22.12.19)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Emanuele Dio con Noi

L’origine di Gesù

Siamo sempre davanti a un grande mistero della fede: credere alla buona notizia che riceve Giuseppe: “Non temere di prendere con te Maria come tua sposa, Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,21). Così si adempie la profezia dell’Emmanuele, del Dio Con noi. “Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù” (Mt 1, 23-24). Maria  diede il suo consenso per realizzare la missione di dare alla luce il Figlio di Dio, l’Emmanuele – Dio con noi. L’Angelo parlò a Giuseppe in sogno. Il sogno è uno dei cammini in cui si manifesta Dio. Questo cammino viene accompagnato però dalla fede. Da un sogno Giuseppe è capace di far  maturare in se i propositi di Dio.  Ha valore un sogno? Si, se è accolto nella fede matura. Vediamo come anche l’evangelista interpreta il sogno a partire dalla Parola di Dio. Gesù che nasce da Maria è Figlio di Dio e allo stesso tempo figlio dell’umanità. Il Dio con noi non è una divinità distante, ma un Dio che si fa presente come nel Paradiso, sceglie Abramo e i patriarchi, fa uscire il popolo dall’Egitto, lo conduce nel deserto, parla attraverso i profeti. E dai suoi profeti ha sempre  voluto una adesione personale. È la stessa cosa che succede in Maria e Giuseppe. Seppero discernere ciò che era da Dio e ciò che poteva non esserlo. Cosa garantisce il sogno? Anche oggi le persone che marcano il mondo con la loro presenza hanno camminato come gli antichi, come vedendo l’invisibile.

Vocazione ed apostolato

Accogliere Gesù Cristo è annunciarLo. Paolo disse di se: “apostolo per vocazione, scelto per il Vangelo di Dio” (Rm 1,1). L’Incarnazione da inizio all’annuncio di Verità più grandi: Dio si fa uomo e nella condizione umana realizza la mostra redenzione e ci associa a se nel ministero. Vediamo in Maria, la prima missione: “In quel giorno Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria , salutò Elisabetta” (Lc 1, 39-40). L’Incarnazione e la Nascita sono la grande proclamazione della Parola di Dio che si è incarnato affinchè potessimo partecipare della divinità.  Dio non è venuto ad imporre una religione, ma a trasmettere la partecipazione della sua Vita Divina. Non è una partecipazione come unione di idee o senso di gruppo, ma comunione che si stabilisce da parte di Dio e che noi accogliamo. Nei fatti del tempo di Natale vediamo la grande accoglienza che offrono i pastori, i Magi, Simeone, Maria e Giuseppe che non sono funzionari del Sacro, ma intimamente uniti al Figlio, per la fede e l’amore  irradiato nei loro cuori. L’annuncio evangelizzatore penetra tutta la condizione umana. Non è possibile resistere a tanto impegno da parte di Dio. Il Dio con noi, l’Emmanuele, non è un personaggio in più nella storia, ma il punto di incontro tra Dio e l’Universo.

Scomodare Dio

Non entrare nei cammini di Dio è un processo fittizio della libertà umana, perchè il cammino di Dio è unico. L’essere umano tende necessariamente a Dio. Può rifiutarlo intellettualmente, affettivamente, ma Dio non si conforma ai nostri sentimenti, Egli li precede e ci assume. Vediamo il re Acab che non vuole entrare nel “gioco di Dio”. Non vuole disturbare Dio. Il silenzio di Maria non era un mutismo, ma l’attesa del momento di Dio per comunicarsi. Lasciò che il mistero di Dio si facesse nel cammino delle persone. Giuseppe  accoglie il Divino nella condizione umana. Insegna che Dio agisce in noi.

Letture: Is. 7,10-14; Salmo 23;Rm. 1,1-7; Mt.1,18-24




 
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