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Omelia Solennità Santa Madre di Dio 1.1.2020



Maria è il modello completo del fedele redento. L’annuncio proveniente da Dio si rivolge direttamente alla donna, non all’uomo. È la grande dignità della donna a decidere l’entrata di Dio nel mondo. Maria è lo scrigno dove si custodiscono i segreti di Dio.

nº 1923

Omelia della Solennità della Santa Madre di Dio (01.01.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Manifestazione ai pastori

Popolo di Dio

La celebrazione del Natale ci porta un insegnamento molto grande. Gesù nasce in un popolo che da secoli attendeva il Messia promesso.  Era descritto anche il luogo: “ E tu Betlem ... da te uscirà uno che sarà la guida che pascerà Israele, il mio popolo” (Mt 2,6).  Nasce circondato dai privilegi di Dio: “é il resto di Israele che era rimasto fedele a Dio”: Betlem è la città di David. Nascendo lì Gesù nasce nella linea reale, conforme alla promessa fatta a David (2 Sam 7,16). I  pastori erano gli ultimi. Erano chiamati il resto, ma furono coloro che rimasero fedeli a Dio, poichè solo in Lui potevano porre le loro speranze. I pastori ricevono la notizia: “é nato per voi un Salvatore, il Cristo Signore” (Lc 2,11). Signore significa Dio.  Colui che nasce è Divino. Anche Maria e Giuseppe facevano parte di tali fedeli. Nazareth , dove vivevano, era fuori dai luoghi rinomati. Da lì non veniva mai niente di buono, come disse Natanaele e  gli stessi farisei (Gv 1,46 e 7,41).  Non è una questione politica ma profondamente nata dal cuore di Dio che ha scelto i deboli per essere il loro difensore. La visita ai pastori, nel campo, fuori dall’ambiente del tempio e della sinagoga apre una visione sulla missione del Messia. Dio non disprezza i potenti, ma si assume da solo la cura degli abbandonati. Con molta fatica capirono che quello che avevano ricevuto da Dio doveva essere moltiplicato per il bene di tutti.  Il potere e la richezza bloccano la grazia. Le attività terrene possono ostruire il lieto annuncio.

Nato da donna

Gesù nasce da Maria. Quando l’angelo Gabriele le portò l’annuncio, si dirige direttamente alla donna, non all’uomo, perchè? È la grande dignità della donna a decidere l’entrata di Dio nel mondo. Il peccato venne per Eva e la Grazia per Maria. Vediamo che  Giuseppe è dato come responsabile, come sposo legittimo, tanto per la Madre come per il Figlio. Abbiamo già detto che Padre è colui che crea. Maria, assumendo la maternità, entra in una dimensione umana diversa, perchè non è soltanto madre di una creatura, ma di una creatura che è Dio, il Figlio Divino. Per questo può e deve essere chiamata Madre di Dio. Al contrario negheremmo la Divinità di Gesù. E si perderebbe tutto il senso di Salvatore, poichè Egli ci salva come Dio, ma nella condizione umana. In Lui sta la salvezza. Non possiamo vedere nella Santissima Vergine Maria solo i doni, ma il modello completo del fedele redento.  Lei diventa il modello di definizione per Dio, accogliendo la volontà di Dio, partecipando al suo disegno di salvezza. “Maria da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).  Lei è lo scrigno dove si custodiscono i tesori di Dio. Da lì Lei prende tutto il necessario per la formazione di suo Figlio. L’educazione di Gesù non fu conseguenza di miracoli, ma dell’affetto della Madre che ha colto le ricchezze di Dio nella sua missione e le ha trasmesse al Figlio e ora anche a noi figli.

Benedizione che rimane

Il Signore insegnò a Mosè a benedire il popolo. Il popolo  gioisce della benedizione. Così esso può camminare con certezza alla presenza di Dio. “il Signore ti benedica e ti custodisca! Il Signore faccia splendere su di te il suo volto e ti sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace” (Num 6, 24-26). Più che diramare benedizioni, il Signore si manifesta e mostra il suo volto. Essere benedetto è avere Dio che sta rivolto verso di noi. Cosa chiediamo di più? Il suo volto è rivolto verso di noi. È il Dio “Madre” che è attento al figlio piccino. Per questo la creatura ha tanta libertà di azione. “Si prende cura di me”. È il salmo del buon pastore. La benedizione che resta con noi sono gli occhi del Signore che ci ama.

 

Letture:  Num. 6,22-17; Salmo 66; Gal. 4,4-7; Lc. 2.16-21








 
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