Omelia Epifania del Signore 2020




Il fedele non è mai chiuso ne tiene mai Gesù solo per se. Egli va sempre seguendo la Stella che è Gesù E sempre porta questa luce a chiunque incontra sui suoi cammini. Dai Magi in poi, i veri fedeli non hanno mai smesso di fare così, nè mai smetteranno!

nº 1924

Omelia Epifania del Signore (06.01.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Videro la stella in oriente

provarono una grande gioia

vennero i Magi dall’oriente. Così dice la Bibbia. Non dice quanti erano e neppure se erano re. Erano maghi, studiosi dei movimenti degli astri. Uomini di scienza. E quando sono uomini di vera scienza, conoscono i cammini di Dio. Conoscendo le profezie sapevano quella del  profeta pagano Balaam: “Vedo, ma non ancora, contemplo ma non da vicino: un astro spunta dagli accampamenti di Giacobbe  e uno scettro sorge da Israele” (Num 24,17). Questo astro non è la cometa che mettiamo nei presepi, ma è proprio il Cristo. I Magi seguirono una stella per incontrare la Stella viva, il Sole vivo che illumina ogni uomo che viene a questo mondo. Essi seguirono la stella. Quando la videro nuovamente sentirono una gioia grandissima. Quando entrarono nella casa videro il Bambino con Maria sua madre. Si inginocchiarono davanti a Lui e Lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra. Queste offerte significano che questo Bambino che nasce e che essi adorarono, è il Signore re dell’universo  a cui si offre l’oro. È Dio, colui a cui si offre l’incenso dell’adorazione. Ma è anche l’uomo dei dolori, che partecipa alla nostra debolezza e a cui si offre la mirra. Questa è una resina usata per l’imbalsamazione. Serviva anche da anestetico ed è amara. Questa è la risposta che possiamo dare al bambino che ci fu dato. Erode rifiutò e volle uccidere. I Magi accolsero, adorarono e ritornarono per un altro cammino. Non fecero il gioco di Erode, cadendo nella sua ideologia  e nel suo peccato. Il Bambino mutò i loro cuori e le loro indicazioni. Ora annunciano la Stella.

I pagani sono accolti

Il mondo giaceva nelle tenebre, dice il profeta Isaia a Gerusalemme nella prima lettura: “Alzati Gerusalemme perchè è arrivata a te la luce” (Is 60,1). Questa luce è la presenza del Signore. “Le nazioni cammineranno alla tua luce ... alza gli occhi e guardati attorno, tutti si radunano e vengono da te...” (3-4). Parla anche di coloro che vengono da lontano portando oro, incenso e mirra. Il mondo oscuro vede una luce. San Paolo dice, nella lettera agli Efesini, che ha ricevuto la rivelazione di Dio ed ha avuto la conoscenza del mistero: “Tutti i popoli sono ammessi alla stessa eredità e, come membri di uno stesso corpo, sono associati alla stessa promessa in Gesù Cristo per mezzo del Vangelo” (Cfr Ef 3,6). Dio è Dio di tutti. Cristo è venuto per tutti. Per questo Paolo lo annuncia. Siamo davanti a una delle questioni permanenti della Chiesa dei nostri tempi. Il Concilio ha dato direttive molto chiare sulla missione della Chiesa nel mondo. Tale missione urge sempre più. Se la Chiesa che sono i cristiani, non esce da se e dal suo mondo, perde il senso e resta una “religione in più”. Gesù non è venuto per impiantare una tale cosa ma per portare la comunione con la Trinità.

Tornarono per un altro cammino

La Chiesa, non sono i cristiani di tutte le denominazioni, non possiamo chiuderci e pensare che Cristo è nostro. Siamo chiamati a essere come Paolo, annunciare a tutti. Chiamare tutti alla luce di Cristo e non chiamare a noi. Faremmo molto male se  chiamassimo a noi. Chi non è missionario di Cristo distruge il Cristo come ha fatto Erode. Il Cristo non può essere  costruito a nostro modello, ma siamo noi che dobbiamo farci somiglianti a Lui. I magi non erano tre e non erano re, ma erano fedeli e di una fede intelligente. Essi tornarono per un altro cammino. Il saggio non fa il gioco della malvagità. Essi fanno il grande invito a tutti i “saggi di questo mondo” a cambiare i cammini e ad essere trasformatori del mondo. Celebrare l’Epifania è celebrare la manifestazione di Dio che ci attrae sempre. Mondo nuovo per altro cammino.

 

Letture: Is.60,1-6;S. 71; Ef.3,2-3a.5-6; Mt.2,1-12








 
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