Home I Santi Storie di Santi MISTICI - Maria Valtorta 2° articolo, analisi dell'Opera l'Evangelo come mi è stato rivelato
MISTICI - Maria Valtorta 2° articolo, analisi dell'Opera l'Evangelo come mi è stato rivelato



Alcuni degli innumerevoli riscontri presenti nell’Opera

(Le indicazioni che seguiranno le proponiamo per l’edificazione del credente, senza nessuna forzatura. L’opera della Valtorta si rivolge all’intelligenza, stimolandola, ma soprattutto accende il cuore. A chi non vuole credere,  non saranno sufficienti neppure queste note. Con tutti vogliamo condividerne la bellezza che corrobora la nostra fede)

§ 1 – Datazioni

Dall’analisi di più informazioni, ad esempio: il mese, la stagione, la posizione del sole e della luna nelle sue varie fasi, la posizione di alcuni pianeti ecc., si arriva a verificare le date con esattezza. Facciamo presente che nell’opera, per gli avvenimenti biblici, non è indicata nessuna data. E’ stato proprio questo uno dei  lavori di ricostruzione degli esperti. Costoro riescono a risalire, avvalendosi dei moderni mezzi tecnologici: p.c., software di astronomia, archivi oggi disponibili: da una lettura del cielo in un dato luogo della Palestina: al giorno, mese, anno, a volte perfino all’ora, in cui si è verificato un fatto..

Se si segue diligentemente il discorso completo della scrittrice, troviamo anche la risposta a quelle controversie divenute un rompicapo per i biblisti e che non hanno trovato ancora una adeguata spiegazione. E’ come se ricevessimo da Gesù una risposta, la scrittrice non se ne rende neanche conto, lei semplicemente riporta ciò che vede e sente. Qui  sottolineiamo che non c’è l’intenzione della scrittrice nel dare quelle risposte, esse si inseriscono apparentemente in modo casuale, ma evidentemente Gesù ce le voleva far sapere! Non con un discorso “dotto”, ma mostrando al suo strumento, la veggente, come si sono svolti i fatti.

Facciamo degli esempi:

-      Perché Matteo parla del discorso della Montagna e Luca di una Pianura? Semplicemente perché si era su un altopiano (chiamato: i Corni di Hattin)

-  Poi la frase: “Chi è mia madre chi sono i miei fratelli?” (Mt 12,48)

Il discorso intero riportato dalla Valtorta, verso la fine, afferma: “… Grande è colui che fa la volontà del Padre mio. E Maria per questo è grande. Ogni altro merito viene da Dio. Ma questo è tutto suo, e ne sia benedetta”. Ci può essere elogio più grande?

Tutto è naturale  non ci sarebbero questioni da risolvere, se fosse stato riportato l’intero discorso. Cosa che gli Evangelisti ispirati, non hanno ritenuto necessario mettere. Aggiungiamo però che a noi oggi, fa molto bene conoscerlo.

Riportiamo alcune date che il prof. Liberato De Caro del CNR di Bari, pone secondo i suoi più recenti studi:

-      La Nascita di Gesù:         guarda caso il 25 dicembre dell’anno  1 a.C.

                                                quindi un anno prima di come tuttora calcolato.

-      La Crocifissione:             il venerdì 23 aprile  dell’Anno 34,

                                                quella che sembra la più plausibile.

Così via per quasi tutti i giorni, esclusi solo alcuni, dei tre anni di vita pubblica di Gesù. Dal digiuno nel deserto, alla scelta degli apostoli, la Risurrezione di Lazzaro ecc., tutto è databile.  Può essere che questo non serva per la fede, ma saperlo ci rende più partecipi, consapevoli, e gli avvenimenti sembrano più vicini a noi e reali e siamo in grado, forse, di partecipare alle Liturgie con maggior fervore.

Il professore ricostruisce gli orari degli ultimi momenti di Gesù, dall’Ultima Cena alla Risurrezione:

-      Cena 18/20,30 (plausibile);

-      Orto degli Ulivi, dalle ore 21 alle 24;

-      Cattura subito dopo le 24 (quando la luna è piena e al colmo nel cielo, e questo si è verificato in quel punto, in quel giorno, dopo le 24…)

-      Flagellazione intorno alle ore 9 del mattino

-      Calvario, Crocifissione, alle ore 12

-      Morte per asfissia o/e infarto, alle ore 15.

-      Alle ore 18 gli amici presenti sono pronti per l’imbalsamazione (unguenti e lenzuolo), operazione da svolgersi velocemente, si era al  tramonto e iniziava il Sabato ebraico.

-      La Risurrezione: all’alba della domenica del 25 aprile, poco prima dell’aurora, circa le 3 del mattino. Saranno complessivamente circa 36 ore di permanenza nella tomba. Dal venerdì pomeriggio, tutto il sabato, e una piccola parte della domenica.

Meriterebbe una considerazione a parte la  Sacra Sindone alla luce delle più recenti  scoperte.


§  2-   L’Archeologia

Una quantità notevole di Città note come: Antiochia di Siria, e altre meno note o addirittura sconosciute ai tempi in cui la Valtorta scriveva, sono descritte con tale precisione da lasciare sbalorditi gli archeologi e biblisti più esperti. Ad esempio la Città di Antiochia, la terza dell’impero romano all’epoca,  viene descritta con una tale abbondanza di particolari come se uno fosse presente:

-      più di 100 torri confermate da recenti ritrovamenti (130 reali), molti decumani, fontane, posizione del palazzo del governatore, tutto confermato dall’archeologia.

-      Città sconosciute che vengono ritrovate, erano scomparse ormai da tempo, ma che Gesù cita ai suoi Apostoli, come Hatzor, scomparsa molto prima di loro, con mura ciclopiche, ritrovata nei tempi moderni, ma dopo la morte della Valtorta.

-      Vengono indicati paesaggi con una tale precisione topografica che non risulterebbe difficile oggi identificarli con i nostri mezzi a disposizione e cioè foto satellitari, foto di turisti, riprese con droni. Come i Corni di Hattin, un altopiano sul quale venne pronunciato il famoso discorso delle Beatitudini. Naturalmente oggi non si chiama più così. Oppure le Gole di  Arbela, con le tante grotte rifugio già note al re David, quando fuggiva dalla furia del re Saul. In esso trovò anche riparo Gesù al tempo del digiuno. Ora luogo di ritiro per gli apostoli, per la loro formazione dopo il primo anno di vita pubblica con il Signore.

-      In base alle descrizioni della Valtorta vengono ritrovate anche città che sembravano scomparse come Betsaida sulle rive del lago di Tiberiade. Che è stato per gli archeologi un vero rompicapo fino al 1987, quando viene ritrovata nell’entroterra a qualche chilometro dal lago in quanto questo si era ritirato nei secoli. Tutto questo era stato indicato dalla Valtorta.

-       La casa di Lazzaro a Gerusalemme viene descritta con un grande salone rosso (1983). Recenti scavi l’anno riportata alla luce sulla collina più alta di Sion, a Gerusalemme, ed ora è sede del museo archeologico della città.

-      la tomba di Rachele, un po’ modificata nel corso dei secoli ma pienamente rispondente alle descrizioni della Valtorta;

-      il pozzo di Giacobbe, la sala del Cenacolo, la casa di Pietro a Cafarnao…

-      Un particolare curioso riguarda il luogo: Matarea, in Egitto, dove si rifugiò la Sacra Famiglia durante l’esilio. La Valtorta afferma di vedere una sola piramide delle tre realmente esistenti, sembra un’incongruenza, ma se si va sul posto, risulta che essendo le piramidi allineate se ne scorge una sola e non appaiono alla vista quelle di Cheope e Micerino.

-      La non immaginabile “Foresta pietrificata”, che la Valtorta descrive meravigliandosi, è realmente presente nel deserto egiziano con una  serie di alberi fossili nella sabbia.

Tutte queste affermazioni Maria Valtorta le fa descrivendo con semplicità e sicurezza ciò che vede dal suo letto, da cui non può muoversi, non ha possibilità di consultare libri né ricevere informazioni dall’esterno. Come avrà fatto? !

Da rilevare anche che vengono citate nell’opera tradizioni religiose a noi sconosciute, come ad esempio la Suovetaurilia.

Annotiamo per inciso che alcune parole sconosciute venivano scritte dall’autrice come lei le udiva, non conoscendone la trascrizione  esatta.

Sono descritti  i costumi confacenti al periodo storico, come i vestiti dei sacerdoti del tempio. Sono descritti oggetti che si ritenevano sconosciuti all’epoca, come: gli ammortizzatori nella carrozza di Pilato, o i ferri per gli zoccoli dei cavalli, che dalle scoperte recenti risultano già noti nel mondo romano. Inoltre la Valtorta descrive animali di cui non era facile conoscerne l’esistenza in Palestina come ad esempio le aquile, che Gesù afferma di vedere nel deserto durante il digiuno. Così oggi,  famosi ornitologi si recano in Israele per studiarle.  Descrive piccoli asinelli selvatici chiamati onagri, di origine asiatica,  che sono molto riottosi e pertanto di non facile utilizzo nei lavori, come Gesù stesso afferma. Ma oggi si stanno reintroducendo in Israele. Poi ci sono i coccodrilli (di piccole dimensioni) provenienti dall’antico Egitto e divenuti stanziali in alcuni fiumi. Ed ancora oggi ci sono. Marta la sorella di Lazzaro alla vista di uno di essi ebbe un gran terrore, e come non darle ragione! A questo punto c’è un bel dialogo tra lei e Gesù sul perché dell’esistenza di questi strani animali. Se esistono si vede che sono utili e voluti dal Creatore, questo la risposta di Gesù (più o meno). Ma solo per i lettori francesi questa risposta risulta esauriente. Un’antica tradizione di un loro paese venera Santa Marta, per averli liberati  da un drago, molto simile a un coccodrillo.

Di molti personaggi citati (circa 800) si riesce a trovare una realtà storica. Voglio riferire il caso della regina dei barbari Tusnilde, mi ha colpito particolarmente perché ha a che fare con la famosa sconfitta dei romani a Teutoburgo in Germania, a seguito del tradimento di Arminio, di cui appunto Tusnilde era moglie. In seguito alla sconfitta di Arminio da parte di Germanico, inviato per fare vendetta, Tusnilde fu catturata ed Arminio ucciso.  Divenne schiava di Germanico e in seguito essendo stato lui nominato governatore in oriente, la stessa Tusnilde, per una serie di vicissitudini, la ritroviamo in Palestina schiava della nobildonna romana Valeria, seguace di Gesù. Una storia che si conclude con la conversione della regina barbara: incredibile!

Tutto questo Maria Valtorta non poteva saperlo, è solo la metodica e certosina ricostruzione dell’ing. Lavère, che ce lo dirà. Così come per tante altre storie veramente coinvolgenti.

Risulta possibile addirittura risalire ai nomi di molti dei componenti (72) del Sinedrio al tempo di Gesù.  La Valtorta ne cita almeno una cinquantina con nome e cognome, durante lo svolgersi degli avvenimenti. Addirittura cita anche i soprannomi in uso al tempo.

Altri personaggi risultano del tutto sconosciuti come: Maria di Keriot la madre di Giuda. Eucheria la madre di Lazzaro. Porfirea la moglie di Pietro. In particolare Longino risalta per la sua conversione, il centurione romano dopo il colpo fatidico al costato, porterà la punta della sua lancia a Maria nel Cenacolo.


§3 gli spostamenti di Gesù nei tre anni di vita pubblica.

Se consideriamo con attenzione i percorsi giornalieri, che portavano il gruppo degli Apostoli con Gesù da un paese all’altro,  notiamo che essi risultano essere tutti congruenti con le distanze percorribili in un giorno, (20/30 Km). Ci danno anche un’idea dell’immensa fatica che Nostro Signore ha compiuto insieme agli apostoli, che non sempre comprendevano e a volte mormoravano.  Si ripercorrono i tragitti, le soste, con il bello e brutto tempo. Tutto viene descritto con pazienza certosina, e i riscontri sono tutti plausibili. Non sembra esserci nulla di inventato o romanzato.

Così come il verificarsi delle oltre 200 promesse fatte dal Signore Gesù ai vari personaggi nel corso dell’opera. Del tipo: ci rivedremo a …, ci incontreremo a …, verrò il tale giorno, ecc. tutte puntualmente verificate. Per inciso è opportuno precisare che queste visioni, però, non sono date in modo cronologico, per cui riordinarle sarebbe stato difficile. Cioè un certo giorno la Valtorta riceve la visione di un evento, il quale poi continuerà magari mesi dopo. Riprendere poi il filo del discorso a lei sarebbe stato assai difficile. Sarà perciò  Gesù  stesso a far riordinare gli avvenimenti alla scrittrice, nel modo dovuto.

Non so se i moderni grandi romanzieri, spesso coadiuvati da collaboratori, sarebbero riusciti in una tale impresa e in così poco tempo. Maria Valtorta ha scritto tutto in circa 4 anni per un totale di oltre 5 mila pagine, senza correzioni o aggiunte successive ai suoi manoscritti autografi. Scrive su quaderni dalla foderina nera (che qualcuno di noi anziani ricorderà!), e disponibili e consultabili presso il C.E.V. centro editoriale valtortiano di Isola Liri di Frosinone, depositario dell’eredità.



Per avere un’idea del tipo di scrittura riportiamo l’ultima pagina firmata dell’intera opera, reperibile nel 10° volume dell’Evangelo ….


BIBLIOGRAFIA

-      J-F Lavère, L’enigma Valtorta, vol. 1 (ristampa 2019) e vol. 2 (2017), Ed. C.E.V. ristampa

-      Liberato De Caro, I cieli raccontano, 4° volume (2019), Ed. C.E.V.

        Per chi volesse iniziare la lettura dei testi, non solo dell'Evangelo come mi è stato rivelato, ma di tutti i suoi scritti può guardare il sito   www.scrittivaltorta.altervista.org

* O *

       R.E. -   professore di fisica, in pensione, laureato in Ingegneria elettronica.



 
© Copyright 2020/2021 - EssereCristiani.com - Tutti i diritti riservati
Realizzazione CMS

Banner
Musica di sottofondo estratta da "Deus Caritas Est" Composta e Prodotta da Roberto Bonaventura »
Creazione Siti Web - Realizzazione Siti Web Roma