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Omelia 4^ domenica Quaresima 22.3.2020




nº 1946

Omelia 4^ domenica Quaresima (22.03.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Siate luce nel Signore

Vedere con gli occhi di Dio

Gesù vide un cieco che era tale dalla nascita. Fece del fango con la saliva, lo passò sugli occhi  dell’uomo e gli disse: “va a lavarti nella piscina di Siloe” ( che vuole dire Inviato)- “Il cieco andò, si lavò e tornò a vedere” . la fede è un dono. Il cieco non  ha chiesto nulla. Gesù si presenta come luce. La saliva con il fango che Gesù usò può suggerire che la nostra fragilità, cioè l’argilla iniziale, riceve qualcosa di personale e intimo dal Signore. La saliva indica l’unione profonda che c’è tra due persone. La luce ha invaso la vita del cieco. Perchè leggiamo la storia del cieco nato in questa domenica?  L’Anno A, nella liturgia della Quaresima, è legato alle tappe dell’iniziazione cristiana degli adulti. È il momento dell’illuminazione. Leggiamo il vangelo della samaritana. Le acque ci danno la vita. Cristo è la luce che ci illumina. E nella terza domenica  abbiamo ricordato che il battesimo ci da la Vita.  Con  questo schema   possiamo prepararci al rinnovamento delle nostre promesse battesimali. Riceviamo la luce della fede e incominciamo a vedere con gli occhi di Dio. Come il cieco che lavò i suoi occhi nella fonte chiamata Siloe “Inviato”, anche noi riceviamo la luce di Gesù, soprattutto quando Lo accogliamo nella nostra vita. Laviamo i nostri occhi e passiamo a vedere con la luce della fede. Fede è vedere tutte le cose con gli occhi di Dio, nella sua luce. Soltanto quando lasciamo che l’Inviato di Dio (Gesù) lavi i nostri occhi, passiamo a vivere nella fede e a camminare nella luce. Il nome della fonte dove si è lavato il cieco è Siloe che vuole dire Inviato. Ma è Gesù l’inviato per la nostra salvezza che ci lava con le acque, ci illumina per conoscere Dio e ci dona la Vita. Il battesimo è il sacramento  che agisce continuamente in noi dandoci la vita attraverso gli altri sacramenti che ha nella sua fonte. L’esempio dato per la scelta del re David ci insegna come vede Dio: “L’uomo vede le apparenze, ma il Signore guarda il cuore” (1 Sam 16,7).

Una volta era l’oscurità

La fede è l’apertura degli occhi per vedere e credere. Credere è l’illuminazione. La vita cristiana che si muove per la fede, ha una visione completa delle realtà umane e spirituali. Senza essa si corre il rischio di copirsi con una apparenza di pietà, e non vedere Dio che agisce nelle realtà e dirige la sua Chiesa. Ci sono molti tipi di tenebre che ci avvolgono e ci impediscono di vedere come vede Dio. Abbiamo la tenebra del male, dei peccati che ci impediscono la pratica del bene.  Abbiamo tenebre dell’egoismo che ci portano a vedere solamente noi stessi. Abbiamo le tenebre dell’ignoranza delle cose di Dio, viviamo soltanto nella ricerca delle realtà umane, senza nessun riferimento a Dio e alla sua Parola. Abbiamo le tenebre del mondo che offuscano la  nostra vista e non ci lasciano vedere le cose di Dio. Per questo Paolo ci esorta a vivere come luce: “Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.” (Ef 5,8). Ricorda: “Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».” (id 14). Il salmo mostra come Dio ci conduce e apre i nostri occhi alla ricchezza della grazia. È il salmo del buon pastore che ci conduce (S 22). Abbiamo visto che il cieco ha dovuto discutere con i giudei per essere stato guarito da Gesù. Essi non avevano lavato i loro occhi. Vivere con gli occhi illuminati è sapere costruire una vita a partire dalla fede nella scelta per il vangelo. La saliva usata da Gesù crea una intimità con Lui. Questa intimità illumina.

Vivere da illuminati

Il battesimo realizza in noi il tocco che ci illumina. È Dio che ci sceglie come scelse David, fragile, lasciando da parte gli altri suoi fratelli, ma Dio vede il cuore. Paolo ci insegna com’è facile sapere se siamo luce: “Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce.” (Ef 5, 8-14). Preghiamo nel dopo-comunione “O Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, fa' risplendere su di noi la luce del tuo volto, perché i nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero”.  Usiamo il collirio giusto  per recuperare la fede (Ap 3,18)

Letture 1Sam. 16,1b.6-7.10-13a ; S 22; Ef. 5,8-14; Gv 9,1-41




 
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