Giovedì Santo - Articolo omelia




nº 1951

Artigo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Giovedì Santo

Consacrati nella verità!

La celebrazione memorabile della Pasqua del Signore è  il momento maggiore della vita di una comunità cristiana e da essa nascono tutti gli altri momenti i quali si riempiono così di senso e significato. Siamo onorati  di una sempre migliore conoscenza di Cristo e, possiamo così corrispondere al suo amore con una vita santa (colletta della messa della 1^ domenica di quaresima!). Ogni cerimonia è memoriale ed anche formazione. Gesù continua la sua missione attraverso le celebrazioni. Abbiamo il  Sacro Triduo. È un unico Memoriale in tre momenti: nel Giovedì Santo celebriamo la memoria della Cena del Signore. A seguire la Morte e, poi, la Risurrezione. Gli insegnamenti sono molti. Si realizza nel segno ciò che si sta per fare. È il momento della partecipazione sacerdotale dei discepoli. È arrivata l’ora di Gesù di passare da questo mondo al Padre. In questo contesto, il Signore dona ai discepoli ciò che il Padre darà: “Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino all’estremo dell’amore” (Gv 13,1). Questo amore è manifestato nella lavanda dei piedi, quando,  dismesse le vesti solenni, prende l’asciugamano dello schiavo. Svestirsi è un accenno alla Passione (Gv 19, 23-24). È una rottura con la cena antica. Lavare i piedi dei discepoli  spiega il termine “aver parte con me”. Ricordiamo che Mosè lavò i figli di Aronne per il sacerdozio (Lv 8,6). Quando Pietro si rifiuta, Gesù gli dice che, in questo modo non avrebbe avuto parte con Lui. È il fondamento “dell’invio al mondo” (Gv 17,18). Li invia perchè sono consacrati per la Verità (17). E dice: “

per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità” (19). Lavare i piedi nel servizio umile, è espressione per aver parte con Lui.

È la Pasqua del Signore

La Pasqua “è una festa memorabile in onore del Signore” (Es 12,14).  Normalmente facciamo festa per noi. Ma invece la festa  è per il Signore, per il grande riconoscimento della immensità dei benefici che riceviamo. E per la precisione del beneficio della meravigliosa salvezza!  Come i giudei e molto più noi che crediamo, possiamo ringraziare il Signore, perchè ci ha liberato con il suo sangue, purificandoci. Ci dona la vita come salvaò i primogeniti e ci  protegge contro i nemici che distruggono la nostra vita cristiana. Egli ci mette in relazione con quel Dio generoso che si è manifestato in Cristo. La sua vita, morte e risurrezione sono trasformati in una festa al Signore. È l’accoglimento totale della sua volontà. Siamo grati a Lui per il suo sacrificio di soave odore. E così siamo adottati come figli, nel Figlio Gesù, possiamo partecipare della sua Pasqua che è anche la nostra Pasqua. Il suo sangue, come quello dell’agnello, purifica le nostre anime, le nostre case e allontana il nemico che mente, negando la Verità che è  Cristo.

Prendete e mangiate

L’Eucaristia è celebrata dall’inizio della comunità cristiana (At 2,42). Era unita a  un pasto. Non era la cena pasquale, perchè questa era celebrata una sola volta l’anno.  Rimasero stabili nel mandato di Gesù di fare come aveva fatto Lui, per proclamare la sua morte fino a che Egli venga. Ogni celebrazione grida per la venuta del Signore. Questo vuole dire che non è un cibo speciale, ma un cibo che è aperto alla venuta del Signore. Per questo in ogni messa diciamo: “Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”. Vieni Signore Gesù! Possa la sua venuta insegnarci a vivere il dono che ci ha dato da condividere con Lui. Ogni Eucaristia infatti  ci apre al dono di avere ed essere parte con Lui per svolgere la sua missione.




 
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