Omelia Venerdì Santo 2020





Nº64

Venerdì Santo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

 

Passione di Nostro Signore Gesù Cristo

Il triduo pasquale il primo giorno  prevede la Celebrazione della Passione e Morte del Signore. È un giorno nel quale non c’è messa perchè la messa di questo giorno è quella del Calvario. Partecipiamo  della messa eterna dove Cristo, Vittima, altare e sacerdote, si offre al Padre per il mondo di tutti i tempi. Egli è il mediatore della nuova ed eterna alleanza  stipulata con il suo sangue. Con il suo sangue ha lavato tutte le nostre colpe e nel suo corpo, velo del nuovo santuario, entriamo in alleanza con Dio. Gesù  ha pagato per i nostri peccati. Ci ha riscattati dal debito e ha dato per noi al Padre una perfetta gloria e a tutti noi una completa salvezza. Nella celebrazione del Venerdì Santo abbiamo 4 parti: letture, preghiera universale, adorazione della Croce e comunione eucaristica.

La Parola ci introduce in tutto il mistero della Passione del Signore per ricordare e vivere questo dono della salvezza realizzato da Cristo. Il profeta Isaia ci spiega  chi è costui che muore in croce: è il servo sofferente, uomo dei dolori, sfigurato, caricato delle nostre sofferenze, per le sue piaghe egli ci guarisce. Dio ha gradito la sua offerta e gli dona la luce. Per Lui siamo giustificati. Gesù in tutto il suo mistero di morte riassume la sua intenzione nelle parole: Padre nelle tue mani consegno il mio Spirito. Grande e santa volontà di Dio che Gesù accetta e obbedisce fino all’estremo dell’amore per il Padre e per il mondo. La lettera agli Ebrei lo descrive come il sacerdote che ha vissuto in tutto la nostra condizione umana fuorchè il peccato, e così è diventato capace di compatire i nostri dolori. Per questo ci avviciniamo con fiducia a questo trono di grazia da dove potremo ricevere aiuto al tempo opportuno

Sono parole ricche di vita e ci veicolano l’amore totale di Dio verso l’umanità. Dio è morto! Questo grido secondo gli evangelisti ha fatto venire le tenebre sulla terra, ha fatto spaccare le rocce e risuscitare i morti.  Cielo e terra si terrorizzano davanti alle dimensioni dello spettacolo di dolore e di amore. Per salvare il servo, Dio non risparmia il suo Figlio prediletto e unico. Per questo san Paolo dice: i greci chiedono la sapienza, i giudei i miracoli! Ma noi predichiamo Cristo crocifisso. Ciò che è stoltezza per gli uomini è sapienza di Dio. Soltanto in lui incontriamo la salvezza.

Nel mondo vediamo crescere l’ateismo, la malvagità, la morte e l’incredulità. Ci facciamo religioni secondo il nostro gusto, come i pagani forgiavano dei a loro immagine. I dei del potere, del piacere e del denaro aumentano i loro domini sotto i più diversi nomi, anche falsificando Dio, in nome di Dio. Noi invece, baciamo riverentemente la Croce, eleviamo la nostra preghiera per tutte le necessità del mondo e per tutti gli uomini affinchè abbiano una vita tranquilla, si convertano e vivano nell’amore fraterno.

Nel ricevere l’eucaristia, in questa celebrazione, riaffermiamo la nostra fede nella morte di Cristo e nella sua risurrezione. Celebriamo la morte di Cristo con la presenza di Cristo Risorto presente in mezzo a noi. Non ci resta altro da fare che abbracciare la sua croce e percorrere il suo cammino di consegna al Padre e ai fratelli, uniti alla Madre dei Dolori.



 
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