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Omelia Ascensione del Signore 24.5.2020




Tutti siamo coinvolti con Gesù nell’Ascensione, nel suo ritorno alla casa del Padre. Nell’unione con Lui  ciò sarà anche per noi

nº 1964

Omelia Ascensione del Signore (24.05.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Ascensione

Salì tra le acclamazioni

E’ festa nel Cielo! Il Figlio di Dio che si è incarnato, che ha annunciato il Regno, che è morto e risorto, è salito al Cielo. Paolo dice: “Dio manifestò la sua forza in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro” (Ef 1, 20-21). Senza l’Ascensione, non sarebbe stata completa l’azione di Cristo. Non avrebbe avute le condizioni per inviarci lo Spirito Santo per il completamento della sua opera salvatrice. Di solito, invece, si considera la celebrazione solo la “fine di festa”, è una festa che passa. Però essa è fondamentale per il mistero di Cristo e per la nostra vita.  Nel momento dell’Ascensione cominciò il tempo della Chiesa che ci è stata data per accogliere la redenzione. E’ lo Spirito che sostenta e fa la Chiesa.  Matteo, con poche parole, riassume il significato di quel momento: Gesù disse: “Ogni autorità mi fu data”. È solenne e garantita la missione: “Andate e fate discepoli tutte le genti”, santificandoli con il battesimo, facendoli passare dal paganesimo alla Vita Divina, insegnando a osservare tutto quello che il Signore ha dato.  C’è un invito preciso: “Fate miei discepoli  tutte le genti”.  La fede si apre al mondo pagano, tutti sono chiamati a essere corpo nel Cristo Risorto. Così si apre totalmente la porta dell’eternità felice,  per il mondo intero. Tutto l’universo conseguirà la glorificazione.

L’Ascensione è la nostra vittoria

L’Ascensione non è solo un episodio della vita di Gesù che è avvenuto nella dinamica della sua azione redentrice. Stiamo coinvolti nel suo ritorno alla casa del Padre.  Cito un testo di S. Ilario del secolo IV (anno 300), che riflette sulla unione con la Santissima Trinità attraverso il Cristo: “Egli è nel Padre per natura divina. Noi siamo in lui per la sua nascita nel corpo. Egli poi è ancora in noi per l'azione misteriosa dei sacramenti” ... “ tutti siamo una cosa sola, perché il Padre è in Cristo, e Cristo è in noi. Dunque egli stesso è in noi per la sua carne e noi siamo in lui, dal momento che ciò che noi siamo si trova in Dio”(Trattato sulla Trinità). Per questo una preghiera dice: “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria”. Con l’entrata di Gesù nel Cielo, noi che partecipiamo del suo corpo, già abbiamo la certezza della nostra vittoria. Se il Capo del Corpo Mistico, Cristo, è entrato, tutto il corpo è unito a Lui. Nel dopo-comunione diciamo: “Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi il desiderio della patria eterna, dove hai innalzato l'uomo accanto a te nella gloria”

Andate e fate miei discepoli

Nell’Ascensione Gesù dà l’ordine di iniziare l’evangelizzazione del mondo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 18-20). Ora è il tempo della Chiesa unita al Cristo,  con tutto il potere a lei conferito da Gesù. Essa è sempre in missione.  Sempre annuncia ciò che Gesù ha insegnato. Tutti, non soltanto i ministri, sono responsabili della evangelizzazione del mondo. Il Cristianesimo tende a uno spiritualismo individualista che  toglie la responsabilità personale dell’evangelizzazione. È solo consumismo spirituale e questo uccide la Chiesa.

 

Letture: At. 1,1-11;salmo 46; Ef. 1,17-23; Mt.28,16-20







 
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