Omelia di Pentecoste 31.5.2020




Celebriamo la vita della Chiesa che è santificata dallo Spirito. Il progetto di Dio è che lo Spirito porti la vita di Cristo in tutti i popoli. Così la Chiesa ha sempre bisogno dello Spirito per realizzare la sua missione

nº 1966

Omelia di Pentecoste (31.05.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Ricevete lo Spirito Santo

Santifica la Chiesa

La parola Pentecoste significa cinquanta giorni dopo la Pasqua. I giudei celebravano una festa cinquanta giorni dopo il secondo giorno di Pascua, la chiamavano festa della mietitura. Questa ricordava il periodo nel deserto nel quale i giudei nel Sinai avevano ricevuto la legge e sono stati costituiti in un popolo. Con la Pasqua abbiamo la liberazione e la vita nuova. Nella Pentecoste inizia il nuovo popolo. È la primavera dello Spirito. La festa è intimamente legata alla pasqua, perchè la risurrezione nello Spirito divena primavera dell’amore nello Spirito. Per questo, celebrando la festa della venuta dello Spirito Santo, celebriamo anche la vita della Chiesa che da Lui è santificata.  E preghiamo: “O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo” (colletta). Non ricordiamo solo un avvenimento ma viviamo questo momento della Storia della Salvezza che accade ancora oggi. E chiediamo i doni dello Spirito. Il senso del “memoriale” significa attualizzazione. Ci rendiamo presenti all’avvenimento reale. Quello storico è già avvenuto, ma la venuta dello Spirito avviene ancora oggi in ogni celebrazione. Poiché senza lo Spirito non si fa nulla (1Cor 12,3b). il testo enumera i paesi di origine delle persone presenti nel momento della Pentecoste. Vediamo che la localizzazione dei diversi popoli è come un cerchio intorno a Gerusalemme. Ora la Chiesa sta in tutti i popoli ed è santificata oggi dallo Spirito. Tutte le lingue e culture possono ricevere l’annuncio del Vangelo.

Ha realizzato meraviglie

Nello’orazione preghiamo: “...diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo”. È il progetto salvifico di Dio che nello Spirito Santo porta il Mistero Pasquale del Cristo a realizzarsi in tutti i popoli. Le meraviglie operate non sono doni personali, ma doni a servizio dell’umanità. Gesù dice nella notte di Pasqua. “la pace sia con voi!”. La pace, lo shalom di Dio, comprende tutto il bene che Dio ci può offrire. Perché ripete il saluto? Perché non era una pace soltanto per i discepoli presenti ma aperta a tutti. “A chi rimetterete i peccati, saranno perdonati”. Spetta a noi impiantare, con l’azione dello Spirito, una riconciliazione universale. Partecipiamo attivamente all’azione dello Spirito nel rinnovamento del mondo. Missione che il Padre ha consegnato a Gesù che la realizza nello Spirito. “A chi non perdonerete non saranno perdonati”. Non che lo Spirito neghi il perdono, ma senza un cambiamento i peccati rimangono. Le meraviglie rinnovate non sono soltanto doni speciali ma la capacità di provocare la conversione del cuore di ciascuno.

C’è diversità di doni

Lo Spirito che ci è stato dato ci fa tanti doni: “A ciascuno è data  una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune. Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo” (1Cor 12, 7 ss). Ora essendo molti, noi formiamo un solo corpo perchè ci abbeveriamo allo stesso Spirito. La Chiesa ha bisogno sempre dello Spirito per realizzare la sua missione. Quando non siamo capaci di ascoltare lo Spirito e mettere i doni a servizio, non siamo capaci neppure di servire la Chiesa nella sua opera di evangelizzazione. Facciamo feudi spirituali e strappiamo la tunica inconsutile di Gesù. L’unità nel Corpo di Cristo, quando viene ferita diventa uno scandalo e un male.

letture At.2,1-12; Salmo 103; 1 Cor.12,3b-7.12-13;Gv 20,19-23







 
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