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Omelia Solennità Santissima Trinità 7.6.2020



Impariamo a conoscere Dio non solo grazie alla Rivelazione ma anche per le sue azione di liberazione nei nostri confronti. Perchè ogni amore vero genera atti concreti e gesti di comunione. Questa nostra Unione con Dio Amore e Trinità ci è trasmessa da Gesù e dobbiamo accoglierla con immenso amore e gratitudine

nº 1968

Omelia della Santissima Trinità (07.06.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Dio è amore

Accoglici!

La celebrazione della festa della SS. Trinità è diversa dalle altre dell’anno liturgico. Nel mistero pasquale celebriamo i fatti della vita di Gesù. Sono avvenimenti. Oggi celebriamo il più grande mistero della nostra fede. Celebriamo il Dio Trinità “Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa' che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l'unico Dio in tre persone” (colletta).  Chi è Dio? L’evangelista Giovanni scrive: “Dio nessuno lo ha mai visto. Il Figlio unigenito che sta nel seno del Padre, è Lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). Vedere Gesù è vedere il Padre (Gv 14,8). Noi possiamo conoscere Dio solo attraverso le sue opere. Lungo il corso della storia Dio si è manifestato come sta scritto nella lettera agli Ebrei: “Dio, che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1-2). Possiamo  conoscere Dio non tanto per una rivelazione ma per le sue azioni di liberazione. Nel piano di salvezza ci sono sempre azioni di misericordia verso i bisognosi. Dio ci ha creato per amarci e accoglierci ed aiutarci. La conoscenza di Dio si fa al contrario. Si comincia con il sentire  che è disceso per liberare. Da lì si percepisce che ha scelto un popolo ed è stato il Creatore del mondo. Ha camminato con il suo popolo, soddisfacendo la richiesta di Mosè sul Sinai: “Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi” (Es 34,9). La proclamazione fondamentale riassume tutto il mistero della salvezza: “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito perchè chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la via eterna” (Gv 3,16).

Amore che si comunica

C’è chi dice che si parla molto di Dio misericordioso, ma si lascia da parte la sua giustizia. Certamente la giustizia è intesa nel senso che deve essere fatta per gli altri. E per noi …. Solo la bontà! Invece abbiamo dei conti da pagare. Anche di noi Egli ha tutta la sua misericordia. Piuttosto guardiamo la misericordia che Lui ha per noi affinché impariamo a essere misericordiosi anche noi. È proprio dell’amore definirsi negli atti di misericordia. Misericordia non è un peccato. Ma essa non risolve tutto. Sono necessari atti concreti. Il vero amore genera comportamenti concreti e gesti di comunione. Paolo esorta: “fratelli, state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi” (2 Cor 13,11). Dove c’è amore lì sta anche Dio. Dobbiamo capire che Gesù non è venuto a fondare una religione ma ad impianare l’amore che diventerebbe un'onda che trasformerebbe l'intera realtà del mondo. C’è molta cura delle verità di fede ma non c’è lo stesso impegno con le verità dell’amore. Giacomo è molto chiaro quando dice che: “La fede se non ha le opere è morta” (Gv 2,17). “Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo” (Gc 1,27). L’amore si comunica negli atti.

Comunione nello Spirito

La liturgia stimola “a professare la vera fede, riconoscendo la gloria della Trinità; adorando l’Unità onnipotente” (Orazione). Il prefazio è un inno: “E nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle Persone, l'unità della natura, l'uguaglianza nella maestà divina”. La nostra unione a Dio Amore, consiste nell’accogliere questo amore trasmessoci da Gesù. Questa unione non si basa su  una semplice buona volontà, ma è la grande buona volontà di Dio che viviamo nello Spirito. Questo amore ci dona la certezza e la garanzia di stare con Dio e poter arrivare fino a Lui. Viviamo in terra ma come abbiamo visto nell’Ascensione del Signore, cioè stiamo già  in Cielo con Gesù, partecipando della comunione con il Padre, il Figlio e lo Spirito. Questa comunione è salvezza.

 

Letture: Es.34,4b-6.8-9;Dan. 3,52-56; 2 Cor.13,11-13; Gv 3,16-18



 
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