Omelia 12^ Domenica T.O. 21.6.2020






Essere discepolo di Gesù non è facile. Per questo c’è poca gente interessata a seguirlo. Egli non impone, ma propone. Tuttavia i nemici si uniscono e pongono tutta la loro opposizione verso Gesù sui suoi fedeli. Ma la loro fede è meravigliosa quando anche nelle difficoltà rimangono fermi in Dio  e uniti alla sua Chiesa, sanno  di avere con se tutta la forza del Corpo di Cristo

nº 1972

Omelia 12^ Domenica T.O. (21.06.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Non abbiate paura

Cosa temete?

Nel discorso missionario del capitolo 10 di Matteo, Gesù invia degli apostoli. Avverte sulla persecuzione e li fortifica con la sua presenza. Lui sta con loro. Passando loro la sua missione, li stimola ad avere coraggio. Li anima a non avere paura della opposizione degli uomini. Le persecuzioni si diffondono. I nemici si uniscono e riversano  sui fedeli, tutto il loro rifiuto su Gesù. Non è niente di nuovo, già Geremia tanti secoli prima, parlava chiaramente della persecuzione dei giusti. Il salmo continua questo pensiero: “Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia” (S 68).  Questa realtà penetra nelle comunità e nelle famiglie: “sono diventato un estraneo ai miei fratelli” (S 68). Gesù ordina di non avere paura: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo” (Mt 10, 28). La persecuzione utilizza i mezzi più raffinati per distruggere l’insegnamento degli apostoli di Gesù, usando anche il nome di Dio. Ricordiamo che diranno che stanno facendo un favore a Dio, eliminando tali apostoli. È la malizia dei falsi cristiani che usano pelli di pecora, ma sotto sono lupi rapaci (Mt 7,15). Usano la menzogna e dicono male dei discepoli, come diceva Gesù nelle beatitudini (Mt 5,11). Insiste: “Non abbiate paura degli uomini, poichè non c’è niente di nascosto che non sarà rivelato” (Mt 10,26). Dio ha cura dei suoi: “Anche i capelli del vostro capo sono contati. Non abbiate paura!” (Mt 10, 30). Abbiamo un difensore: “Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (id 32).

Il Signore è al mio fianco

Il profeta dice che Dio mette alla prova il giusto (Gr 20,12). I perseguitati hanno la certezza della presenza di Cristo al loro fianco, come l’apostolo prigioniero (2 Tm 4,117 – Ger 20,11). Certezza della vittoria. Il Signore non abbandona i giusti. Questo si manifesta nella fortezza dei martiri e dei cristiani che vivono la loro fede quotidiana, nell’umiltà, nella lotta e nelle sofferenze delle loro condizioni. Bellissime sono le testimonianze di fortezza dei martiri. Meravigliosa è la fede del popolo che anche nelle difficoltà, rimane fermo in Dio. Il grande segreto della fortezza dei martiri è di sapere che la vita non finisce li e che, chi soffre in loro e Cristo. Santa Perpetua e Felicita erano in prigione, Perpetua stava per partorire. Nei dolori del parto gridava. Il carnefice diceva: “quando verrai gettata alle belve allora urlerai”. Ella risponde: “Qui sono io a soffrire, là sofrirà Cristo in me”. Viviamo e vivremo tempi di persecuzione. Come è possibile che una persona faccia soffrire un’altra persona? Perchè è quello che vediamo nelle torture nei campi di concentramento. Perchè questo? Non c’è da illudersi che i cristiani vivranno tempi di pace. La sofferenza è vincolata alla fede.

Dono della Grazia

“Mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me” (S 68). Questo è amare Dio che si esprime nell’amore per la sua casa. Siamo Chiesa. La Chiesa può non essere quello che dovrebbe, ma è mia madre. Ogni fedele, unito al corpo della Chiesa, come al Corpo di Cristo, nel soffrire ha con se tutta la forza di questo Corpo. Egli non è solo. La redenzione è sempre abbondante, poichè: “la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti” (Rm 5,15). Tutta la sofferenza del discepolo è partecipata da tutto il Corpo di Cristo. Lì anche c’è la forza e il premio dato a tutti coloro che non Lo rinnegheranno.

 

Letture:Ger 20,10-13;Salmo 68; Rom. 5,12-15; Mt. 10,26-33








 
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