Omelia 18^ Domenica T.O. 2.8.2020




Saper moltiplicare il poco in beneficio per molti, è la vera devozione al Sacro Cuore. La Chiesa non deve essre il centro, ma Cristo. Non può essere rivolta solo a se stessa, e ai suoi schemi di dottrine. Ma è rivolta verso altre necessità. I buoni e i forti guidano i deboli che sono gli amati da Dio. Senza questo essa favorisce un “disservizio” verso l’umanità.

 

nº 1984

Omelia 18^ Domenica TO (02.08.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Pieno di compassione

Cinque pani

Nella preghiera di colletta, preghiamo: “Hai manifestato, o Dio, la tua inesauribile bontà!”. La liturgia della Parola di questa domenica è un canto alla bontà e alla compassione di Dio. La bontà di Dio non è soltanto buona volontà, un modo affabile di trattare le cose, ma si manifesta nella sua misericordia che avvolge tutta la sua creatura. Questo non significa il dono della sofferenza ma una azione concreta che risolve. Dio vuole sempre il bene dei suoi figli. Questa volontà  si realizza negli atti di liberazione da alcune sofferenze, o conducendo sempre a una situazione migliore. Questa manifestazione di amore è per far apprendere ad amare. La missione della Chiesa non è creare uno “stato spirituale con poteri divini”, ma continuare l’azione del cuore del Padre che invia il Figlio e dona lo Spirito affinchè l’amore redentore di ogni male sia concreto ed efficace. Il Padre buono  moltiplica continuamente le sue cure verso di noi. Un cesto con cinque pani e due pesci, moltiplicati dalla misericordia e dalla compassione, alimentano cinque mila uomini, senza contare donne e bambini.  Per quanto si possa congetturare sul miracolo, non possiamo mettere da parte la grandiosità della bontà misericordiosa di Dio. È la misura del cuore di Gesù. Questa è la vera devozione al  Sacro Cuore. Saper moltiplicare il poco in beneficio di molti. Il salmo canta anche questa verità: “Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente.”, buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. (S 144).

Nessuno separi

Questo amore misericordioso e compassionevole ci unisce al Cristo in tal modo che niente può separarci da Lui. Paolo ha sperimentato questo amore di misericordia quando fu scelto per essere un annunciatore della salvezza a tutti i popoli. Scrive: “Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al ministero: io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù” (1 Tm 1,12-14). Paolo è stato “vittima” dell’amore di Cristo. Primo fra tutti ha intuito la misericordia ed è partito pieno di misericordia per annunciarla ai pagani. Ha sopportato tutto per amore nell’amore: nulla “sarà capace di separarci dall’amore di Dio, manifestato in Cristo Gesù nostro Signore” (Rm 8,39). La fede cristiana non è una ideologia o una pratica individuale e intimistica, ma una persona, Gesù Cristo, con il quale siamo uniti per assumere la sua vita e la sua mentalità. La Chiesa non deve essre il centro, ma Cristo. Non può essere rivolta solo a se stessa, e ai suoi schemi di dottrine. Ma è rivolta verso altre necessità. I buoni e i forti guidano i deboli che sono gli amati da Dio. Senza questo essa favorisce un “disservizio” verso l’umanità.

Venite e bevete

Il profeta Isaia si fa annunciatore della ricchezza di Dio aperta a tutti con estrema gratitudine e ricchezza di beni che simbolizzano il Regno di Dio. Dio spinge fortemente affinchè tutti vengano ad alimentarsi ai suoi beni che sono espressione del suo grande amore che sgorga abbondante. Chi sceglie il Regno di Gesù è anche invitato a condividere le ricchezze di questo Regno aprendole a ogni condizione di vita. Il Regno sarà veramente spirituale se sarà densamente umano e saprà penetrare le realtà piene di sofferenza. Alcuni la chiamano politica noi la chiamiamo amore. Sempre!

Letture Is.55,1-3; Salmo 144;Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21.





 
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