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l'immigrazione nella voce di un Africano: Card. R. Sarah






Immigrazione nella voce di un Africano: Card. Robert Sarah

“L’occidente è presentato agli africani come il paradiso terrestre …. Ma come si può accettare che i Paesi siano privati di così tanti loro figli? Come si svilupperanno queste nazioni se così tanti loro lavoratori sceglieranno l’esilio?”

Il cardinale della Guinea si dice disgustato dalle tante storie di “morte schiavitù e sfruttamento” che sono così spesso il vero risultato dei viaggi dei miei fratelli africani verso un eldorado sognato. Le filiere mafiose dei trafficanti devono essere sradicate con la massima fermezza. Ma curiosamente restano del tutto impunite. Perché? Il prelato cita il generale Gomart, ex capo dell’intelligence militare francese, il quale di recente ha spiegato: “questa invasione dell’Europa da parte dei migranti è programmata, controllata e accettata”.  Sono le peregrinazioni sacrificali che il dio mercato richiede. Sarah si dice traumatizzato da quello che è accaduto  negli anni scorsi: “La barbarie non può durare più. L’unica soluzione duratura è lo sviluppo economico in Africa. L’Europa non deve diventare la tomba dell’Africa”. Perciò “si deve fare tutto affinché gli uomini possano rimanere nei Paesi in cui sono nati”. Aggiunge parole molto chiare sul mondo clericale: “La Chiesa non può collaborare con la nuova forma di schiavismo che è diventata la migrazione di massa. Se l’occidente continua per questa via funesta esiste un grande rischio – a causa della denatalità – che esso scompaia, invaso dagli stranieri, come Roma fu invasa dai barbari. Parlo da africano. Il mio Paese è in maggioranza musulmano. Credo di sapere di cosa parlo”. Secondo il cardinale si sventola il vessillo della lotta contro tutte le forme di discriminazione (che ovviamente di per se è giusta) per imporre l’errata utopia della scomparsa delle patrie. Ma questo non è un progresso dice il cardinale, per il quale il multiculturalismo non va confuso con la carità: “La carità non è un rinnegamento di sé. Essa consiste nell’offrire all’altro ciò che di meglio si ha e quello che si è. Ora, ciò che di meglio l’Europa ha da offrire al mondo è la sua identità, la sua civiltà profondamente irrigata di cristianesimo”. Invece, dichiara il cardinale, l’attuale globalizzazione “porta a un’omologazione dell’umanità, mira a tagliare all’uomo le sue radici, la sua religione, la sua cultura, la storia, i costumi e gli antenati. Così diventa apolide, senza patria, senza terra. È a casa dappertutto e da nessuna parte”. Il cardinale Sarah arriva a spezzare una lancia a favore dei cosiddetti sovranisti: “I Paesi …. Che si rifiutano di perdersi in questa pazza corsa sono stigmatizzati, a volte persino insultati. La globalizzazione  diventa una prescrizione medica obbligatoria. Il mondo-patria è un continuum liquido, uno spazio senza identità, una terra senza storia”. (E Socci aggiunge:) Questa si è la voce vera della Chiesa. La Chiesa di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI

(p 135-136  A.Socci: Il Dio mercato, la Chiesa e l’anticristo – ed Rizzoli il testo è tratto da una intervista a Valeurs Actuelles del card. Sarah in cui ha presentato il suo libro: Si fa sera e il giorno ormai volge al declino ed. Cantagalli)

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Ciascuno ha diritto alla propria Patria e alla propria Cultura:

tanto l’Africa che l’Europa

(Redazione 12.10.2020)




 
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