Omelia 32^ Domenica T.O. 8.11.2020




Tutto il fondamento della vita spirituale sta nel desiderio che noi abbiamo di Dio

nº 2012

Omelia 32^ Domenica T.O. (08.11.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Sete di Dio

Vengo nel tempio a contemplarti

La lettura del vangelo, a partire da questa domenica,  parla dell’insegnamento di Gesù sulla vigilanza. Questa riflessione ci porta al tema della seconda venuta di Cristo.  Tematica che si affronta alla fine dell’anno liturgico e continua all’inizio dell’Avvento. È la chiamata a essere pronti, poichè Egli può venire in qualsiasi momento. Possiamo  anche dire che Cristo non verrà un giorno ma che Egli viene continuamente. Per questo è necessario stare sempre con il cuore pronto. Sant’Agostino diceva: “Ho paura di Gesù che passa”. Nessuna visione escatologica della fine del mondo. Egli verrà senza avviso. Come nella parabola delle 10 vergini che attendevano l’arrivo dello sposo per la festa, e l’olio per le lampade non deve mancare. La chiesa ha vissuto lunghi secoli in questa angosciosa attesa. I monaci passano gran parte della notte in veglie di preghiera. Non si può dormire, perchè Egli potrebbe arrivare. Non si può lasciare che il cuore si addormenti nel torpore di una vita vuota. Questo non è sapienza. E la sapienza è l’olio che alimenta le lampade. Quanto più curiamo la sapienza tanto più essa si manifesta e prende vita in noi. È triste quando siamo senza sapienza. “Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano” (Sap 6,13). La ricerca di Dio cantata dal salmo si descrive come la sete insopportabile della terra secca. Solo cercando Dio  si capisce dove sta la fonte che sazia. Questa sete  cambia quando Lo si cerca. Il fondamento di tutta la vita spirituale è in questo desiderio di Dio. Non si tratta di un “mi piacerebbe” bensì di un “io desidero”. Senza di Lui, io non vivo.

Rimanete vigilanti

Ci sono tre aspetti che ci indicano come vigilare attendendo il Signore; la ricerca della sapienza nel desiderio di Dio, la forza attraente della Risurrezione e  la cura nell’organizzazione della vita: come ad es. portare l’olio sufficiente. Non bisogna stancarsi di aspettare .... nè cominciare a sonnecchiare. Il ritardo della venuta del Signore alla fine dei tempi porta la comunità a cancellare questa parte importante della nostra fede.  In ogni messa diciamo: “Vieni Signore Gesù!”. È diventato un rito vuoto. Quando succedono cose gravi nel mondo alcuni dicono: “E’ la fine del mondo”. Questa attesa va vissuta nella speranza e nella carità, coltivando l’intimo desiderio del Signore. CercarLo sempre. Il desiderio è reale quando c’è la ricerca. “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino” (Is 55,6). Chi cerca trova. Per noi, che crediamo, c’è una forza attrattiva che si chiama risurrezione. Senza di essa non sapremo perchè crediamo. “Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor 15,13). Restiamo attratti dal desiderio avendo cura che non venga mai a mancare l’olio che alimenta la fede, avendo cura che la nostra speranza riscaldi la nostra carità che è l’unico modo di mostrare la fede e garantire la speranza.

Interamente disponibili

Le preghiere della celebrazione  (Coletta, offerte e dopo-comunione), ci indicano come vivere quotidianamente: “allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio” (Colletta). L’attesa si vive nella lode del Signore, restando sempre pronti al servizio. L’Eucaristia non è solo un rito, ma un mistero che deve essere vissuto (Offertorio). Da essa prendiamo le “energie” spirituali e umane. Il mistero è celebrato per le persone, per questo richiede “perseveranza nell’amore” (dopo-comunione). L’attesa non si nutre di parole, ma di gesti concreti. Eucaristia non è un rito spirituale di devozione, ma è il motore trasformante del mondo. Se non giunge a questo, non stiamo celebrando degnamente.

 

Letture: Sap.6,12-16; Salmo 62;1 Tes.4,13-18; Mt. 25,1-13.





 
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