Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 22_ 2020_TUTTI I TESTI_Anno A Omelia 33^ Domenica T.O. 15.11.2020
Omelia 33^ Domenica T.O. 15.11.2020




Chi appartiene al Regno di Dio sà vigilare utilizzando i beni di cui Dio lo ha fornito. Senza incolpare Dio di aver ricevuto poco!
Il tempo umano deve essere dedicato per impiegare e far fruttificare i  talenti ricevuti. È a partire dal Regno che ci si deve organizzare la vita

nº 2014

Omelia 33^ Domenica T.O. (15.11.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Mi hai dato un tesoro

Portare frutto

La parabola dei talenti sembrerebbe soltanto il problema di una cattiva amministrazione finanziaria. Nel contesto evangelico questo testo segue quello delle dieci vergini che parla della vigilanza. Qui  viene presentato il modo di vigilare: producendo  quello che Dio ci offre. Subito segue il testo del grande giudizio. L’evangelista chiude il tempo della predicazione e passa a quello della Passione.  Sul tema della vigilanza e dell’attesa del Signore, la liturgia sceglie come esempio il testo dei Proverbi sulla donna forte e virtuosa. Il talento è una moneta e non un dono. Ogni talento corrisponde a 40 Kg di oro. Un uomo consegnò tutti i suoi beni ai suoi funzionari affinchè li amministrassero. Uno ricevette 10, un altro 5 e un altro uno. I primi due, duplicarono quanto ricevuto. Quello che ricevette uno invece non fece nulla. Dà la colpa alla severità del signore. la sua condanna è totale. Nella prospettiva della vigilanza e dell’attesa della venuta del Signore, il tempo deve essere dedicato a moltiplicare i molti doni che abbiamo ricevuto, tanto umani che spirituali. Chi non cerca la crescita spirituale non crescerà davanti al Signore. E senza una crescita umana completa non si crescerà neppure spiritualmente.  Dio non ha bisogno di superficialità o di fantasie spirituali. Non si possiamo discolparci spiritualmente per evitarte la crescita umana per il bene del mondo. La ricchezza ha senso se produce felicità per gli altri. È la migliore maniera di farla crescere equilibrando il mondo. La miseria del mondo viene anche dalla miseria spirituale di coloro che hanno tanti beni.

Immagine della donna

La prima lettura delle liturgie domenicali, nel tempo ordinario, sono uno sviluppo dei temi evangelici. I doni che ci sono stati dati per vivere del Regno di Dio sono concreti e non buoni desideri spirituali o vuote preghiere. Il testo dei Proverbi la “Donna forte” è un esempio di chi vive quotidianamente il Regno di Dio, come la donna nella sua funzione di madre di famiglia. C’è una tendenza grande di designare il Regno soltanto con elementi spirituali. Ma il Regno non si identifica come una dimensione di vita, a lato delle altre che potrebbero sembrare più importanti. Ma è lei il fondamento. A partire dal Regno che si deve organizzare la vita. Dove il Regno penetra trasforma ogni condizione in Regno di Dio. Così è della donna forte. È colei che produce, ma sa anche prendersi cura dei poveri. E lo scrittore sacro dice: “La donna che teme il Signore è da lodare” (Pr 31,30). Ricordiamo le nostre madri. Mio padre diceva: “Tua madre è stata una grande donna”. Ovviamente qui non si tratta di soffermarci solo sulla donna, ma occorre andare alla grande madre che è la Chiesa. Essa non è soltanto un luogo o un gruppetto, ma è la madre forte di tanti figli. È madre occupata che si dedica a tutte le situazioni dei suoi figli. Ma molti desiderano che finisca le sue energie per metterla fuori gioco.

 

Figli della luce

Paolo ci invita a restare vigilanti perchè il Signore può venire in qualsiasi momento(1 Ts 5,2).Involontariamente chiude l’argomento.Occorre essere consapevoli perchè “non siamo figli delle tenebre, ma figli della luce” (1Ts 5,5). Allora camminiamo non permettendo all'oscurità di dominarci. Le opere delle tenebre sono presenti sempre nella nostra vita quotidiana. Ci circondano. La difesa migliore contro di esse è “temere il Signore e seguire le sue vie”. La vita cristiana è una battaglia. Non contro esseri spirituali, ma contro il male che ci circonda. Pertanto  la spiritualità aerea è peggiore del mondo cattivo.

Letture: Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127; 1 Ts 5,1-6; Mt 25,14-30



 
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