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Omelia 2^ Domenica di Avvento 6.12.2020







L’immagine della fine dei tempi si attenua con le promesse della consolazione. Vedere Gesù, piccolo e bambino, ci toglie ogni paura di andargli incontro quando verrà a giudicare, nella sua seconda venuta

nº 2020

Omelia 2^ Domenica di Avvento (06.12.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Giovanni Battista

Consolate il mio popolo!

Siamo stati avvisati di vigilare. Siamo nelle mani di Dio che ci modella. In questa seconda domenica di avvento, riceviamo l’invito a rinnovarci attraverso le parole del maggior profeta: Giovanni Battista. Egli, concretamente, è venuto a preparare il cammino del Signore. egli in se è, il messaggio realizzato. Egli incarna il messaggio. La sua apparizione è quella di un profeta forte,  abbronzato dal deserto, capace di annunciare con sicurezza l’arrivo del Signore. e in se, è pronto a ricevere questo Signore. Ne assorbì la Parola e ne divenne messaggero. Non un anunciatore di castighi e minacce,   bensì di consolazione, come descrive Isaia: “Consolate, consolate il mio popolo”!. È il momento di preparare il cammino per facilitare al massimo la venuta del Consolatore, il pastore affettuoso  con le sue pecore. La venuta del Signore alla fine dei tempi è per dare il premio a tutti: “Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra” (S 84) . L’immagine  della fine dei tempi che ci è stata data si attenua con le promesse di consolazione. Pietro ci scrive: “Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia” (2 Pt 3,13). Il tempo di Avvento ci avvisa di non fissarci su un bambinello buono, ma nel generoso Signore che viene sempre verso di noi. Ora viene per la trasformazione.

Preparate il cammino

Il popolo di Dio ha pagato tutti i suoi crimini con l’esilio in Babilonia. Il profeta proclama che la salvezza viene da Dio. Egli stesso viene a liberare in modo trionfale, come un Dio liberatore: “Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede” (Is 40,10). Il ritorno del popolo dall’esilio fu un’apoteosi della forza poderosa di Dio in favore del suo popolo. Questo tempo di avvento ci prepara e ci dispone a partecipare di questa vittoria. Le notizie circa la fine del mondo le abbiamo sempre apprese come un castigo, e una disgrazia. Ma non la pensa così il nostro Dio. Egli viene ad accoglierci con il premio nella sua mano. La grande disgrazia è quella di non partecipare alla gloria di Dio. Per questo preghiamo nella colletta: “Dio grande e misericordioso, fa' che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio, ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con Cristo, nostro Salvatore”. Non si parla del Natale, ma della Venuta della quale anche noi partecipiamo. Giovanni Battista diventa il modello dell’attesa, distaccandosi da tutto ciò che è secondario, per lasciarsi penetrare dalla Parola di Dio. Giovanni arriva con una predicazione molto diversa da quella dei profeti precedenti. Erano più di 300 anni che non ne appariva più uno. La sua profezia non è per un tempo lontano. Egli presenta l’Agnello, il Servo di Dio, presente.

Egli verrà!

“Dio vi illumini con l’Avvento di suo Figlio, nella cui venuta crediamo e nel cui ritorno speriamo, e riversi su di voi le sue benedizioni”. Celebrare il Natale, la venuta nella condizione umana è, per noi, un momento di grazia per comprendere colui che verrà alla fine dei tempi. VederLo piccolino, toglie tutta la paura di andargli incontro quando verrà per giudicare. Questa nozione dobbiamo coltivarla sempre. In Sicilia, a Cefalù, incontriamo questa conferma: “Fatto uomo, il Creatore degli uomini, fatto Redentore, giudica gli uomini con il cuore di Dio”. Dio, nostro Giudice, è il nostro più forte avvocato. Egli conosce il nostro cuore, perchè fu Lui  a farlo. Non invochiamo i nostri meriti, ma venga in nostro aiuto, la tua Misericordia Signore.

Letture: Is.40,1-5.9-11; Salmo 84; 2Pt 3,8-14;Mc  1,11-8.




 
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