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Omelia 3^ Domenica Avvento 13.12.2020






Arrivati a questo momento, pregustiamo già un sapore di festa. Sembra che tutto voglia spiegare cosa accadrà di buono. Mancano pochi giorni, ma ci sono già tante emozioni che commuovono il cuore. Il Natale non finisce. È sempre una vita nuova che nasce. Il Natale è qui per restare nel cuore, anche se i giorni cambiano. Chi ne scopre la bellezza, non perde la strada. Celebrare è gioia di vivere. Vivere il Natale è scoprire la fonte zampillante.

nº 2022

Omelia 3^ Domenica Avvento (13.12.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Rallegratevi

Il suo nome era Giovanni

Avvento con Giovanni Battista. Giovanni prepara il cammino del Signore e mostra presente l’azione di Dio in Gesù che viene a proclamare l’Anno di Grazia. È il tempo di Dio per agire secondo la sua misericordia. Il nome Giovanni, è la sua missione di misericordia. Per questo si accentua il tema della misericordia di Dio. È il segnale della gioia per l’intervento di Dio. Il suo annuncio è per dare testimonianza alla luce affinchè tutti giungano alla fede per mezzo di lui. Vivere nella fede è vivere nella Luce. Mostra che la Luce che illumina ogni uomo che viena a questo mondo è Gesù. Soltanto per mezzo di  Lui potremo avere quella luce che ci apre alla conoscenza di Dio. Il testo di Isaia mostra questo tempo come il tempo della remissione totale e il tempo della liberazione dei poveri di tutte le loro catene e ferite. È la buona novella che ora dirigerà i cammini del mondo. La gioia del profeta, fu vissuta da Giovanni nel vedere e presentare il Messia promesso. Chiunque crede, diventa una luce e un annuncio di questo tempo nuovo. Questo è essere “rivestito con le vesti della salvezza e avvolto con il manto della giustizia”. Dio sceglie i piccoli per realizzare le sue grandi opere. Maria canta: “Egli ha visto l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48). Giovanni fa parte dei piccoli, pur essendo un profeta di fuoco come Elia. Piccolo perchè si pone al servizio di preparare il cammino. Egli prepara i cammini del Signore. per il ritorno del popolo liberato, il profeta annuncia una strada nel deserto affinchè il popolo faccia con facilità il cammino di ritorno in patria. Qui vediamo  Giovanni preparare il popolo per l’incontro con il Messia.

Rallegratevi sempre

Il tema di questa domenica è la gioia. La venuta del Signore ci infiamma di gioia per la sua presenza. Dio stesso  ci santifica in tutto: anima, spirito e corpo (1 Ts 5,23). È l’uomo in tutte le sue dimensioni. Non esiste, nella mentalità di Paolo, la santificazione solo dell’anima ma dell’uomo intero in tutto ciò che è e gli appartiene. Tutto questo per prepararci alla venuta del Signore. Egli realizza in noi la santità che è  giubilo. La gioia è il risultato della purificazione della presenza di Gesù in mezzo a noi. In Lui tutto è santificante.  Santificare è mettersi al servizio del bene. Per questo il tema di oggi riguarda la gioia. Il cristiano è sempre allegro.  Si dice che un santo triste è un triste santo. Vediamo qui il passaggio da una vita comune a una vita unita al Signore che viene. È il tema che avvolge il tempo di Natale. Alla nascita di Giovanni Battista ci fu grande gioia nel popolo, perchè indicava che Dio lo visitava. La sua missione profetica suscitava la sensazione che Dio continuava a parlare. Celebrare l’Avvento è riprendere il vigore dell’azione di Dio che è sempre ricco nei suoi doni.

Celebrare con giubilo

La preghiara chiede a Dio “che il fedele possa arrivare alla gioia della Salvezza e celebrara sempre con intenso giubilo nella solenne liturgia”. La liturgia è il momento di entrare in contatto con il mistero avvenuto e ora celebrato. Non c’è distanza tra il celebrato e il vissuto. La finalità della celebrazione è rendere presente ciò che crediamo nella fede. Non c’è distanza tra il fatto e la celebrazione. “Fate questo in memoria di me”. La memoria è attualizzatrice dell’avvenimento e porta in se tutta la grazia riservata al mistero. Per questo il Mistero della Venuta futura e la Venuta nella carne diventano presenti.  L’anno liturgico non è un semplice avvenimento. Celebrare è  rendere presente, come il mistero si fa presente a noi.

Letture: Is.61,1-2.10-11; Lc.1,46-54; 1Tes.5,16-24; Gv 1,6-8.19-28




 
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