Omelia della Sacra Famiglia 2020


Non sono i problemi che qualificano la famiglia, ma il dono di Dio!  La famiglia è il primo tabernacolo della Presenza di Gesù!

 nº 2026

Omelia della Sacra Famiglia (27.12.20)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Una Sacra Famiglia

Tutte le famiglie sono sacre

La famiglia non è una poesia ma un dono che si accoglie. È un ritratto divino in una rivelazione umana. Passato il Natale ci sono altre feste che continuano ad accogliere il Mistero dell’Incarnazione del figlio di Dio. Così abbiamo una rivelazione sul progetto di Dio, sul suo disegno di salvezza, fatto a misura delle persone. Dio non sta là nell’alto, incensato dagli Angeli. Egli  non realizza una salvezza spirituale distante dalla realtà: egli è l’Emmanuele, il Dio con noi. Per il fatto di essersi incarnato, Gesù non perde la sua Divinità, ma agisce totalmente come essere umano. Tranne nel peccato (Eb 4,15). Il prefazio del Natale ci fa cantare: “In lui oggi risplende in piena luce il misterioso scambio che ci ha redenti:la nostra debolezza è assunta dal Verbo, l’uomo mortale è innalzato a dignità perenne e noi, uniti a te in comunione mirabile, condividiamo la tua vita immortale”. Capisco che la salvezza è individuale, ma, la sua consistenza si stabilisce nella comunità, e si realizza nella famiglia, poichè lì si può vivere il comandamento dell’amore che si sostiene attraverso la reciprocità. L’amore esige un oggetto concreto: amare Dio e l’altro in modo concreto nell’amore. La famiglia diventa sacra, perchè essa è come la cellula madre della Chiesa. Essa è la Chiesa viva. Non sono i problemi che qualificano la famiglia, ma il dono di Dio. In essa c’è spazio per un reale e permanente spazio per il comandamento dell’amore. È il luogo della presenza di Dio. È il primo tabernacolo della Sua presenza: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò in mezzo a loro” (Mt 18,20). Essa è la realizzazione del progetto di Gesù: amatevi!

Decorazioni domestiche cristiane

Le riflessioni liturgiche sono  orientate all’imitazione della Sacra Famiglia, come vediamo anche nell’ufficio delle letture, nel discorso di Paolo VI nella casa di Nazareth ... molto bello. Nella preghiera diciamo:  “Concedici di imitare nelle nostre case le sue virtù,  affinchè, uniti dai legami d’amore, possiamo arrivare un giorno alla gioia della tua casa”. Tanto la prima lettura dell’Ecclesiastico (3,3ss), quanto la lettera ai Colossesi ci presentano le virtù cristiane della famiglia. L’amore è concreto  e ha le sue modalità. Nel Vangelo leggiamo il testo della presentazione di Gesù al tempio. Giuseppe e Maria compiono le determinazioni sui primogeniti. Maria entra e realizza la purificazione. La famiglia è un dono che deve essere realizzato come impegno. Il fatto di avere nelle loro braccia il Signore dell’Universo, non lasciano di vivere nel mondo. Possiamo cantare davanti ad ogni famiglia: “Qui è Natale! Qui è Betlemme”. Certamente molte volte le famiglie cristiane, semplici, vivono la stessa realtà che Giuseppe e Maria vissero nell’andare a Betlemme. Quanta gente continuamente emigra! Quante famiglie vivono nell’umiltà dell’amore profondo di Nazareth. Le virtù sono come dei fiori che sbocciano da un ramo sano.

Non avevano paura

Possiamo perfino vedere che l’amore si diffonde e si organizza in molti modo, ma non possiamo avere paura di amare come si amò a Nazareth. Quello è il modello. La famiglia non si disfa per i cambiamenti storici, rimane con una missione come fu per Giuseppe e Maria: “Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui” (Lc 2, 39 ss).  Ogni figlio è educato come se fosse Gesù. Dentro ogni casa c’è uno o più figli di Dio. La santità sta nell’attitudine di fare della propria casa una casa capace di portare il figlio a crescere come cresceva Gesù. “ E Gesù era loro sottomesso” (Lc 2,51). Il tempo passa e Gesù vuole crescere dentro una famiglia. Non sono i costumi o le idee che faranno il mondo nuovo, ma la grazia di Dio che è eterna.

Letture: Ecl.3,3-7.14-17ª; S 127; Col.3, 12-21; Lc 2,22-40.





 
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